lunedì 18 agosto 2008

domenica 17 agosto 2008

cinese uccide neonato

Donna uccide neonato? Donna uccide cinese? Donna cinese uccide neonato cinese?
Macchè.
Cinese uccide neonato. (cinese, eh)

sabato 16 agosto 2008

sì, badrone, io no mangia surgelati

Secondo Martinez gli immigrati non dovrebbero (unica eccezione, in mezzo a cani, bambini, donne, impiegati, liberi professionisti, sportivi, pigri, muscolosi, gay, brutti, studenti e chi più ne ha più ne metta) diventare oggetto di attenzione della gente che si occupa professionalmente di VENDERE COSE.
Ora, posso capire che qualcuno aspiri ad un mondo dove venga abolita la moneta, il commercio, il marketing (seppure sarebbe interessante capire cosa ci metterebbe al posto - naturalmente - perchè l'esperimento finora è stato fatto solo da un certo Pol Pot, e non risulta sia stata la migliore manifestazione in cui si è prodotto il genere umano).
Dicevo, passi che si voglia Polpottizzare il mondo, ma con quale ragione razionale si può desiderare che lo straniero venga escluso dalla giostra, in attesa della Luminosa Cambogia? Per quale motivo al mondo chi vende a tutti non dovrebbe includere gli immigrati tra i possibili clienti e dovrebbe anzi astenersi dall'allettarli?
Se una minoranza entra nella giostra macinatutto della pubblicità e del marketing, vuol dire ne' più ne' meno che quella minoranza è vista via via con minore sospetto e con orrore dalla società intera.
La pubblicità riflette, e al tempo stesso condiziona culturalmente: non ti imbarazza - Martinez - ritrovarti in compagnia di chi vuole solo attori ariani nella pubblicità?

il terrore corre sulla spiaggia

Il titolo è questo: "violenta la figlia di otto anni in spiaggia".
Ora - a parte il fatto di essere nudi, che si chiama "nudismo" e non ha niente a che fare con lo stupro - quello che è successo sulla spiaggia così come viene raccontato da chi ha assistito, è assolutamente routine. Sistemi i bambini al mare, suggerisci alla piccola di giocare col secchiello, dai una carezza a tua figlia: tutto questo assomiglia a uno stupro come un ciuccio può ricordare un sex toy.
L'uomo è stato linciato e arrestato, però.
A me ricorda moltissimo la famigerata zingara che qualche mese fa avrebbe tentato di "rubare" un figliolo sulla spiaggia: naturalmente non si può escludere che ci sia qualche mentecatto deficiente che si mette a molestare le figlie in pubblico, o a rapire pupi ficcandoli sotto la gonna, ma lo trovo altamente improbabile: tendo a pensare che le campagne di terrore abbiano fatto una nuova vittima.
Pronta a ricredermi, naturalmente.

giovedì 14 agosto 2008

i tabloid sono un dono di darwin

Il mio amico Gillipixel è inguaribilmente passatista (etadellorista come dice lui). Io - quando tutta la stampa italiana fu tabloizzata, imitando "La Repubblica" - accesi un cero a Darwin (sì, proprio a lui, e non è un caso: evidentemente anche gli oggetti seguono inevitabilmente e per fortuna le leggi della selezione naturale) : per leggere quelle sleppe di carta da parati al piombo avevo bisogno addirittura di sdraiarmi sul pavimento, e l'alternativa era accendere la radio . Lui - invece - li rimpiange, i dinosauri.

lunedì 11 agosto 2008

fruttivendoli farmacisti

Stamattina a radio 3 il giornalista e gli ascoltatori commentano aspramente l'abuso delle medicine "naturali" in una presunta contrapposizione con la medicina scientifica. La notizia che dà la stura alla livorosa litania (che ovviamente non risparmia i cinesi e i loro massaggi sulle spiagge) è che la papaja e gli agrumi potrebbero creare effetti indesiderati se associati ad alcuni farmaci: presumo che per questi campioni del pensiero razionale sia compito di chi vende la papaya o le arance, associare un bugiardino con le controindicazioni e gli effetti collaterali.

venerdì 8 agosto 2008

perle complottiste contro wikipedia

"Perle complottiste" versus Wikipedia.
A quanto pare le voci riguardo all "11 settembre" su Wikipedia erano presidiata da complottisti vari: "Perle" ha dato un pungolo pigliandoli per il culo, si è creata un'area di attenzione, e le voci mano mano sono state corrette; i Wikipedisti però paiono piccati, e difendono le regole dell'enciclopedia collettiva.
Io non so cosa pensare, di quelle regole: la "creatura" che generano è sicuramente poco attendibile scientificamente, in compenso è sociologicamente interessante, soprattutto se (come in questo caso) è monitorata e pungolata dalla rete.
Basta che sia chiaro che Wikipedia non è una fonte attendibile, ma un esperimento.

giovedì 7 agosto 2008

l'opinione di ferrara: un confuso incubo

Psalvus mi segnala l'articolo di Ferrara sul Foglio, a proposito di testamento biologico e simili. Secondo lui, a non essere pavloviani ci sarebbe da dargli ragione, io invece sono affascinata e desiderosa di capire: a me l'articolo pare un confuso incubo. Oppure a me mancano i recettori per capirlo e allora qualcuno mi aiuti, perdio. Intanto lo copincollo e lo commento.

Solo un sofista come Pannella, drogato della propria urina come l’eroe di Ulisse s’inebriava del rognone di castrato, può assimilare la supplica di Wojtyla morente al testamento biologico. La preghiera di passare da una vita a un’altra, e di tornare alla casa del padre trasmigrando da un mistero in un altro mistero, così come di lì si era nel mistero venuti, e tutto questo perché sia fatta la sua volontà, non la tua, è palesemente il contrario del capriccioso potere legale di negare la vita, rinunciare alla vita, in nome del fatto che si presume di possederla.


Dunque, se capisco bene, Ferrara qui sta dicendo che il discrimine tra Wojtyla e Welby è che Wojtyla crede sicuramente nella vita ultraterrena, e implora di andarsene perchè è lì che è chiamato ad andare, mentre Welby, o la Eluana che aveva espresso la volontà di non vivere in quelle condizioni - sarebbero presuntuosi miscredenti. Secondo questa logica dunque la morte pietosa potrebbe essere concessa, purchè si sia convinti che è il Signore a toglierla.

A forza di occultare la verità non restano che interpretazioni relativistiche sempre più simili a corbellerie o a false analogie o a squinternati sillogismi. Bisognava negare a Giovanni Paolo II la sepoltura in chiesa, e darla a Welby.


A chi dare la sepoltura è faccenda che spetta ai preti: forse a Welby non andava concessa perchè Welby si sentiva proprietario della sua vita, mentre Wojtyla voleva rimetterla nelle mani di Dio. Provvederanno quei cattolici che vogliono essere liberati della loro agonia a mentire sulle motivazioni o a modellarle secondo ciò che è accettabile per la loro comunità religiosa, pur di avere il funerale in chiesa. Ma a noi che cosa importa, che cosa cambia, che cosa interessa?

Mentre impazzisce come la maionese la sofistica carità modernista che ti vuole morto perché sei tu a volerlo, morto perché libero e libero perché morto, sta nascendo, anzi è nata, una nuova incresciosa polemica nel mondo che liberamente ruota intorno alla chiesa.

La polemica che segue non mi è chiara, e non ho capito perchè sarebbe "incresciosa", ne' perchè dovrebbe intressarci.

Con molta onestà, un gruppo di seniores della società civile cattolica, guidato da un uomo del cardinal Ruini, Domenico Delle Foglie, ha comunicato che è venuto il momento di discutere della possibilità di una legge di testamento biologico o, per essere più precisi, sul cosiddetto ciclo di fine vita. Il leader del pensiero bioetico dell’Università Cattolica di Milano, Adriano Pessina, non è d’accordo, lo ha detto chiaramente e si è dimesso onestamente da quell’associazione civile nella quale aveva combattuto buone battaglie.

Okay, una querelle teologica. Altrove si discute se è kasher il colorante E 313, o se è halal smaltarsi le unghie. Continuo a chiedermi perchè dovrebbero interessarmi questioni di gente che crede in superstizioni a cui io sono estranea.

Sentivo che c’era qualcosa di insidioso nell’aria. Mi ero premurato di dare il mio solitario e paradossale avviso contro il legalismo e il dettaglismo: l’unica legge di cui c’è bisogno in questo conflitto tra carità e diritto è una legge che vieti di dare la morte clinico-giuridica a chiunque possa ricevere, in qualunque condizione egli sia, cure e assistenza pietose. La mia opinione laica e devota è che nel rapporto privato tra una persona e un medico, tra familiari e amici, nella relazione speciale con una suora o un prete, insomma in un rapporto di cura e carità, tutto può succedere, anche la preghiera di essere aiutati in certe circostanze a passare un confine ha diritto di essere ascoltata senza ipocrisie. Non in nome di una idolatrica dignità del morire, bensì della pietà che sempre e da sempre supera ogni legge.

Questa è assolutamente straordinaria. Dunque il punto è che - secondo Ferrara - esisterebbe un limbo, che attraversa il confine tra la vita e la morte, in cui a decidere dovrebbe essere non la legge, ma una non meglio identificata assemblea di "cari" e di tecnici. E i limiti di questo limbo in cui non sarebbe più valida ne' la legge ne' la volontà del paziente, sarebbero ovviamente sfumati. Se la nonnetta è provvisoriamente sotto respirazione assistita, e magari ha la prospettiva di sopravvivere con il sacco da colostomia, forse i pietosi parenti saranno sopraffatti dalla compassione e decideranno nel silenzio raccolto della spoglia stanzetta di staccare la spina. Forse che la legge può intervenire in faccende di cuore e carità? Sarebbe "legalismo" e "dettaglismo" entrare nel merito del cuore pulsante dei cari che circondano l'agonico, vero Ferrara?

Nell’esemplarità culturale e nella rigidità del diritto positivo, invece, deve essere rigorosamente esclusa la possibilità di autorizzare una qualunque autorità, paterna o statale o sacerdotale o scientifica o giurisdizionale, a stabilire i criteri di dignità del vivere. Finché qualcuno ti ama e si prende cura di te nessuno alzerà la sua mano sul tuo corpo e sul tuo spirito.


Ecco. Quindi, uno per morire deve essere credente, e senza amici. Tutti gli altri devono agonizzare a vita. Oppure?

domenica 3 agosto 2008

riflessioni teologiche

Dio crea la respirazione, la cessazione della medesima, il respiratore. Dio crea l'alimentazione, l'impossibilità ad alimentarsi, la fleboclisi. Dio crea il dolore e crea gli antidolorifici, ma niente terapie del dolore: chissà mai un malato terminale si portasse in paradiso una dipendenza da oppiacei: ad ogni buon conto la dipendenza e l'oppio sono fuori dal creato. Per lo meno in Italia, per via del Raggio Energetico Vaticano.
Dio crea la riproduzione, la sterilità e la provetta, ma è scritto: "tu non coltiverai ovuli in eccedenza come fossero viole del pensiero, ma li limiterai nel numero di tre".
Si tratta del libero arbitrio, che è sì una creatura di Dio ma però va proibito, perchè anche la proibizione del libero arbitrio è - a tutti gli effetti - una creatura di Dio.
Dio crea la legge, il libero arbitrio, e la proibizione ad applicarlo. Dunque la proibizione ad applicare il libero arbitrio, il dolore, i respiratori e le fleboclisi fanno parte del creato mentre gli ovuli in eccedenza e gli oppiacei sono distorsioni tecnologiche frutto del senso d'onnipotenza dell'uomo, che vuole esercitare il libero arbitrio il quale però deve essere a lui inibito, in nome del Dio che l'ha prima concesso ma poi vietato, sicuramente per quel che concerne gli oppiacei e altre cose, come per esempio il preservativo. Perché Dio crea l'AIDS, ma però anche la castità. Non bisogna mai dimenticarlo: dimenticarsi della castità è una cosa che da un punto di vista delle categorie sta insieme agli ovuli in eccedenza e agli oppiacei: tecniche create dalla presunzione umana.