giovedì 30 ottobre 2008

entropia e meteorologia

Io mi ci sono accodata, uscendo dal dentista, al corteo di studenti che usciva da via Bocca di Leone e si infilava in via di Ripetta per raggiungere Piazza del Popolo. Ma sarà che tengo una età, o sarà che in questo periodo la realtà va assumendo sempre più una qualità, una grana tipica dei sogni: dice che gli studenti di destra e di sinistra manifestano insieme, lo so, e che una specie di nano cattivo manda i pulotti a provocare gli uni e gli altri. Dice che va bene così, questa amicizia rossobruna in nome dell'antigelminismo - che pare che l'antifascismo sia superato. Sarà: ma a me mi fa strano vedere questi ragazzotti da stadio, tappati da fasci ma multietnici ma romanacci - bianchi e neri e gialli - che si scalmanano cantando slogan trasversali e bipartisan, tipo "Berlusconi merda" o "Gelmini vaffanculo" sul motivetto "all'armi, all'armi, all'armi siam fascisti" (forse - va detto - purificato dalla sua tetra origine da un riciclaggio in qualche curva: nord, sud, non saprei).
"Ah, questi giovani d'oggi" verrebbe da dire: ma ci siamo proibiti il passatismo in ogni sua forma, e poi ha un suo fascino onirico, appunto, l'entropia.
Comunque, tutti quei credenti che hanno votato berlusconi dovrebbero riflettere sulla meteorologia: tanto al circo massimo che a Piazza del Popolo la manifestazione è stata baciata dal sole, e subito dopo liradiddio.

Piazza del Popolo durante la manifestazione:

Piazza del Popolo subito dopo:
Mi pare un segnale chiarissimo, a me.

più di un milione

dichiarano gli organizzatori, ma per la questura sono cinquecentomila.

lunedì 27 ottobre 2008

i buffi calcoli dei livorosi

Circola la voce, tra i più sprovveduti e/o i più in malafede dei livorosi, che il Circo Massimo contenga 200.000 - 300.000 persone. Rimembranze liceali, o più probabilmente irriflessive ricerche su wikipedia, possono essere la fonte della cifra, tanto esatta quanto maldestramente interpretata.
300.000 persone, certo, erano quelle che si potevano sedere sulle gradinate, ma l'arena restava ovviamente vuota di spettatori per lasciare spazio alle bighe, come i livorosi stessi potrebbero controllare da fonti affidabili.

D'altra parte, le buffe persone che oggi affermano che al Circo Massimo entrerebbero 300.000 persone...

...sono le stesse che alla manifestazione di Berlusconi a S.Giovanni hanno contato i milioni. (la scale delle due immagini ovviamente è la stessa)

Quanto a noi, non saremo stati due milioni e mezzo ma eravamo una caterva di facce che vi guardavano torve nell'attesa di schiaffarvela nel culo. Allora ci potrete contare per benino.

domenica 26 ottobre 2008

avete mai provato

...la bizzarra sensazione di essere in compagnia di due milioni di persone che - insieme a voi - pensano all'unisono: "non è che proprio mi senta felice di essere qui, ma non volevo che la piazza fosse vuota?"

domenica 19 ottobre 2008

coincidenze etimologiche

Ho sempre pensato che tra "etichetta" nel senso di bon ton ed etichetta quella delle bottiglie di vino ci fosse uno stretto legame etimologico.
In effetti c'è, come suggerisce il "Cortelazzo - Zolli":

Sp: etiqueta "cerimoniale che si osserva nelle corti", dal fr.etiquette nel senso originario di "dicitura, cartiglio" con cui s'indicava sulle buste e sui fascicoli il contenuto specifico, specie nell'uso burocratico e giuridico (pratiche, processi, relazioni, liste ecc) (che poi se vai ancora indietro si arriva all'olandese "stikken", attaccare)
Ma oggi per un attimo m'è venuto il dubbio che l'etichetta potesse anche non essere questa specie di "bugiardino" delle buone maniere, questa sintesi formale che descrive e quindi prescrive il comportamento corretto, questo elenco degli ingredienti del galateo, ma che fosse, a tutti gli effetti, una etica piccola.
Strano caso, quello delle coincidenze etimologiche. Nessuno potrebbe avere dei dubbi che "Accordare" nel senso di mettere d'accordo sia sorella gemella di "accordare" nel senso di "intonare in modo armonioso", e invece - provenendo dal cuore (cor cordis) la prima e dalla corda (chorda) la seconda...non sono neppure parenti.

mercoledì 15 ottobre 2008

Vespa e il GIANPIP (ECB)

Stamattina ho provato l'agghiacciante esperienza di ascoltare una intervista a Bruno Vespa in questi tempi bui, fatta da un Giornalista Impegnato a Non Perdere il Posto e Come Biasimarlo. Il giornalista - cercava disperatamente - per salvarsi la faccia e non sputarsi allo specchio - di essere "graffiante".

"Il tuo libro è come un Big Mac"

diceva. E uno si poteva aspettare che da lì potesse sgorgare un qualche abbozzo di critica: ma poi spiegava:

"E' fatto a strati, ci sono tante cose, tante possibili diverse letture, il giornalismo di inchiesta, la critica politica".
Urka, che graffio doloroso.

"Che ne dici, Bruno?"

E lui, vagamente seccato:

"Mah, sì e no"

E il Giornalista Impegnato a Non Perdere il Posto e Come Biasimarlo, dando di gomito alla fidanzata in ascolto:

"Ti vedo seccato, non ti piace il Big Mac?"

"Mi piace moltissimo, ma..."

e giù autoincensamenti.

A un certo punto il povero cristo, visibilmente combattuto tra la paura di fare brutta figura con la sua fidanzata in ascolto e quella di perdere il posto chiede la viscida serpe quale fosse - secondo lui - il suo editore in RAI.

Nessun dubbio, da parte di Vespa, ne' rincrescimento. Una arrogante sincerità.

"Il mio editore? Ma è il Governo, mi sembra ovvio. E' anche il tuo editore"

Farfugliamenti vaghi da parte di Giornalista Impegnato a Non Perdere il Posto e Come Biasimarlo.

Chissà, non avrebbe potuto ricordare che un tempo - quando c'era la famigerata (e quanto rimpianta) lottizzazione, e non c'era la Mediaset al governo, le reti erano "spartite" tra i partiti?

Non avrebbe potuto ricordargli quei tempi felici in cui l'informazione plurale era garantita dalla lottizzazione, dai finanziamenti pubblici ai giornali, dalla separazione tra politica e media privati...

Macchè, non dimentichiamoci che Giornalista Impegnato a Non Perdere il Posto e Come Biasimarlo aveva graffiato Vespa chiamando il suo libro "Big Mac".

Perchè stratificato, eh...attenzione. Che il libro sia cheap l'ha capito solo la sua fidanzata, e come ha riso...

basta un poco di marketing e il razzismo va giù

Questo è un governo subdolo. Ora tentano di istituire le classi differenziali per gli immigrati che non passino l'esame di italiano: naturalmente i pirla cronici, mentre si asciugano le bave, sono già pronti a bersi la versione del governo: quella gente deve imparare l'italiano, poverella, per poter vivere bene nel nostro paese.
Peccato che l'italiano - in una classe di rumeni, marocchini, albanesi, cinesi e filippini e una prof stanca e giustamente inferocita - si impara come noi tutti abbiamo imparato l'inglese a scuola, ovvero non si impara mai, mentre in una classe di italiani bastano due mesi.
No, ma che dico. Un ragazzino la lingua la impara in un mese - se è circondato da compagni che la parlano - due sono troppi: chiunque abbia figli ha potuto verificare che i compagni figli di immigrati nel giro di nulla erano in grado di fare gli interpreti ai genitori.
E naturalmente - siccome il nostro governo è composto da bugiardi e manipolatori di professione, racconta che è un sistema per migliorare l'integrazione. Invece iniziare un ciclo in una classe differenziale implica finire, il ciclo in una classe differenziale. Non imparando l'italiano, e - di conseguenza - non imparando neppure le materie che vengono insegnate, ci si ritroverà di fronte al nuovo ciclo enormemente indietro, rispetto ai coetanei italiani.
Questo è semplicemente un modo per tenere gli immigrati "al posto loro" allontanandoli dall'integrazione.
Naturalmente non stupisce, come fa notare il mio amico Eugenio, che gli attivisti dell'antimondialismo arrivino alle stesse identiche conclusioni, a destra come a sinistra.

Erano tempi belli, quelli della correttezza politica, dove bisognava cercare di non offendere l'altro anche se ti stava antipatico. Oggi è trendy il culto identitario, e benvenuti all'inferno.

martedì 14 ottobre 2008

bullismo


Prossimamente, per la serie "bulli", Mussolini, Pinochet, Francisco Franco, Goebbels...

lunedì 13 ottobre 2008

il fascino discreto dell'austerità

Chissà se questa invenzione - credo mai sperimentata - è già superata: geniale sussidio di un consumismo oramai al tramonto! Avremo mai abbastanza pile usate da mandare avanti lampioni a led, o dovremo farci bastare la luna, che farà poca luce ma consuma quasi niente?

sabato 11 ottobre 2008

venerdì 10 ottobre 2008

spelling

(mi è arrivata via mail, pare sia un fatto vero, accaduto a un call center Tiscali)

CLIENTE:
"Scusi dovrei mandarvi una lettera, mi dice l'indirizzo?"
OPERATORE CALL CENTER:
"Tiscali Italia SPA, strada statale 195, chilometro
2300, Località Sailletta, Cagliari"
CLIENTE:
"scusi, come si scrive 'Sailletta'?"
OPERATORE:
Le faccio lo spelling.

giovedì 9 ottobre 2008

voci che fanno pulizia

La buona fede è contagiosa. Questo ragazzo racconta la Palestina - dove è stato e tornerà come volontario - senza idee preconcette, pregiudizi, e odio antisraeliano.
E l'effetto di una voce "pulita" pulisce i pregiudizi altrui, per simpatia: ad esempio i miei. E' con un certo stupore, infatti, che prendo atto del fatto che questi bambini non sono armati di kalashnikov, non hanno sguardi cupi, ne' cinture di esplosivi giocattolo: non sono bandiere, vessilli, simboli, sono bambini.
Una masnada di bambini allegri, vitali, che ci ricordano quello che si tenta in ogni modo e da più parti di farci dimenticare, ovvero che i modi di declinare l'umanità sono molteplici ma l'umanità è una sola.

domenica 5 ottobre 2008

amatevi con filosofia

Mettere a posto cassetti riserva più di una sorpresa:
Quella che segue è una lettera di felicitazioni di un professore di filosofia di Liceo ad un suo ex allievo appena sposato. L'ex allievo era mio padre, il prof - ultra amato - era Turin, e l'anno il 1960.

Caro A., La posta, col solito ritardo agreste, getta soltanto oggi sul mio tavolo - per chiamar così il letto tutto disfatto ed ingombro di carte, libri e giornali - la sua partecipazione. Finalmente una buona notizia a consolarci del tempo, gli uomini e gli eventi paterini! Non si aspetti da me delle parole ben rigirate. Il matrimonio è cosa troppo seria da meritare la solita invoglia di rettorica. Io le auguro di poter ritrovar sempre nella sua sposa di oggi la compagna di tutti i giorni, l' "amico con le anche" - secondo la formula di Baudelaire - anche dopo sbolliti gli ardori (e Dio solo sa se li invidio!) dell'amore- passione. Auguro, insomma, ad entrambi di mentire il meno possibile quando la legge o l'altare (spero - naturalmente - che sia stata la legge) vi costringono a giurarvi una fedeltà perenne. Studiatevi piuttosto di coltivare e fedeltà e perennità quanto più tempestivamente potete. V'è una zona di noi stessi che, come l'empireo dei poeti sempre sereno, è senza menzogne, e quindi inalterabile a tutte le vicende del mondo. Qui soltanto è dato ricongiungersi per non più separarsi. Ma non cedete soverchiamente all'illusione. Il paragone regge fino in fondo. Le parallele sembrano riunirsi tanto più quanto più ciascuna mantiene fino all'estremo la propria dirittura distinta dall'altra. Tutta qui la predica - ancora e sempre dialettica - del filosofo. Il vostro destino più vero e più profondo (via, diciamolo fuor dai denti: la vostra felicità) sta solo in ciascuno di voi separatamente preso, e l'aver accanto un caro compagno di strada non può giovare ad altro che a dare un'eco rassicuratrice alla vostra voce; non può nulla per irrobustirla. Il destino non può essere cosa comune. Esso si consuma nell'arcano di un nostro essere così peculiarmente individuo, che resta forse segreto a noi medesimi. Perciò, lungi dal dispensarvene, vi mette innanzi un più impellente dovere di forgiarvelo quale migliore lo desiderate, l'uno e l'altra. HAUGG! HO DETTO! Ed ho detto anche troppo, al solito, contro i miei bei propositi. Forse semplicemente per mascherare la mia emozione. Ecco qua un altro mio ex-alunno entrare a bandiere spiegate nella vita. Io non posso non guardare con gioia balenare i colori dei due fiammanti vessilli, inchinantisi, l'uno verso l'altro. Ma al primo lieve ondeggiare dei drappi, non so perchè, mi sento stringersi il cuore. Beati i nostri vecchi che tutto questo confuso di sentimenti potevano esprimere semplicemente col rituale: "Che Dio vi benedica e vi guardi, cari ragazzi!" Una vecchia formula biblica con la quale vi abbraccia affettuosamente il vostro ancor più vecchio

giovedì 2 ottobre 2008

morte per cibo

Lei si chiama Daniela Edburg, è un'artista brava e ironica, anche se forse è stata un po' troppo a dieta. Una raffica di citazioni "mortifere", da Jean Louis David a Hitchock, per uccidere le sue modelle con il cibo.
Qua sotto: "morte per zucchero filato". Qui si possono vedere altre opere dell'artista.

mercoledì 1 ottobre 2008

la memoria degli italiani


Per quelli che "se non fosse stato per le leggi razziali il fascismo era mica male" un documentario acquistato dalla RAI e mai mandato in onda [hat tip: blues , via Dacia Valent].
Gli "italiani" non sono una entità più di quanto non siano i neri, gli ebrei, i cinesi: non hanno colpe ereditate o genetiche, ma è impossibile non rilevare che in nome dell' "italianità" oggi non c'è un giorno in cui un negro non venga pestato, o uno zingaro a cui non vengano attribuite turpitudini medioevali di ogni sorta, e mentre in Germania i tedeschi si sono levati la pelle, per analizzare e processare e capire e digerire quello che era successo di spaventoso in casa loro, in Abruzzo si fa serenamente - e non da oggi - la barba alla foresta per mantenere vivo un passato che si vuole far passare come sereno, produttivo e idilliaco.
(la foto è mia, uno shock già di qualche anno fa, eh).

E poi c'è chi dice che gli italiani non hanno memoria.