mercoledì 29 luglio 2009

ospiti estivi


A voi: il cugino di campagna!

venerdì 24 luglio 2009

metodologie di indagine

Se doveste beccare una signora in gonna lunga, grandi orecchini, e lunghi capelli brizzolati raccolti in una grossa cipolla a forzare la serratura di una villetta dell'Olgiata, fate subito la prova congiuntivo: se lo usa, è sicuramente una proffia radical chic della Normale di Pisa, rimasta fuori da casa sua: se la fermate rischierete di venire messi alla pubblica gogna per pregiudizio razziale.

giovedì 23 luglio 2009

ponte ponente

A proposito di errori di traduzione, chi è stato in colonia se la ricorda sicuramente, la conta: "ponte ponente ponte pi, tappe - tapperugia - ponte ponente ponte pi - tappe tapperì!"
Molti anni fa una mia amica scoprì, andando a fare l'animatrice in una colonia francese, l'origine dell'apparente nonsense della conta italiana:


Pomme de reinette et pomme d’api
d'api, d'api rouge
Pomme de reinette et pornme d’api
d'api, d'api gris

Ma nulla sfugge alla rete: qui un prof della Sapienza analizza la buffa origine della conta italiana.

mercoledì 22 luglio 2009

la fertilità dell'errore

Ero sicura che Monsieur de La Palice fosse ai suoi tempi una sorta di maestro in tautologie, un Catalano d'altri tempi, supremo poeta dell'ovvio.
Ed ecco che ora scopro l'etimo del termine "lapalissiano": come spesso succede, un errori di traduzione crea fertili equivoci...mi dicono che una ragazza ci è addirittura rimasta incinta senza avere rapporti!

ancora sulle allarmanti tranquillizzazioni

Insisto, tutta questa voglia di "tranquillizzare" riguardo all'influenza A ha un effetto potentemente allarmante.
Ed è curioso, non si riesce a capire se la faccenda sia enfatizzata o se al contrario sia tenuta sotto tono. Leggo, su questo post, le caratteristiche che la renderebbero "diversa" da una influenza comune, e resto perplessa.

1) sviluppo di un virus già presente e conosciuto fin dall’inizio del secolo scorso, ma ritenuto marginale, quindi trascurato.
Un virus noto, ovviamente mutato. Differenze con le influenze precedenti? Che significa, praticamente "trascurare" un virus?
2) localizzazione geografica dei primi focolai in aree ad altissima concentrazione e crocevia del mondo

Per quel che mi consta, le influenze di solito iniziano in Asia, ovvero non propriamente in luoghi sottopopolati e da lì fanno il giro del mondo. Di nuovo, dov'è la novità?

3) facilità e rapidità di diffusione perché non legato a barriere di stili di vita o di consumo ma a semplice contatto uomo-uomo con modalità canonica cui siamo assuefatti.

Proprio come per qualsiasi influenza.

4) forma lieve a decorso relativamente breve e controllabile che ha ridotto e riduce di fatto le precauzioni
Ecco, appunto. E dunque?

5) infine grande can-can mediatico finalizzato soltanto a creare attenzione/interesse ma non a dare informazione seria e ragionata atta a favorire la prevenzione.
Questa parrebbe - a prima vista - essere l'unica caratteristica che differenzia questa influenza da tutte le altre influenze, e ci si aspetterebbe che chi l'ha scritto dicesse "andate e prendetevi l'influenza".

Invece no. Questa influenza bisogna prevenirla, bisogna stare attenti a non prendersela, bisogna arginarla. Non è curioso?

E a proposito degli allevamenti brutalizzanti, non è sempre l'allevamento, brutalizzante, industriale o meno l'origine di tutte le influenza, che funestano l'umanità dai tempi di Tucidide (e presumibilmente anche prima, vista l'antichità di questa pratica. Dove, la differenza, tra oggi e ieri?

Oh, nulla da ridire sull'allevamento allo stato semi-brado. Ho visto giusto pochi giorni fa suini scorrazzare felici sui monti della Corsica,un mio amico mi ha confessato che se mai si reincarnasse, non gli dispiacerebbe punto nascere porcello in Corsica, vivere un paio di stagioni e finire perzuttu e figatellu.

Naturalmente la pratica sarebbe da sviluppare, con grande vantaggio della felicità suina ed umana: quello che mi chiedo (e chiedo all'autore dell'articolo) è: su grande scala potrebbe funzionare, o richiederebbe spazi dedicati troppo vasti?


Nella foto, pacifica aggressione suino-semi-brada sulle montagne della Corsica.

sabato 18 luglio 2009

SOS: difendiamo il piccione

Sarà che ogni volta che qualcuno dalle stelle precipita alle stalle e diventa la pietra dello scandalo mi fa subito simpatia, ma a me pare un po' triste che i piccioni siano piombati nel giro di pochi decenni dal rango di attrazione principe delle nostre gite turistiche infantili ("guarda i tetrarchi" "aspetta, gli do un altro popcorn" "visto come pende la torre?" "mi ha beccato la mano!" - nutriti e pasciuti, parte integrante delle piazze di tutto in paese - all'essere vituperati e offesi. "Topi volanti" "sono sporchi" "li ho sempre odiati" "parassiti" "portano un sacco di malattie" "la loro cacca è devastante". Tutti noi abbiamo passato l'infanzia garruli a nutrire le grige bestie (e che cavolo) per poi insultarle velenosamente? E così mi ha fatto piacere sapere che il Rhynchophorus ferrugineus, bestiaccia - lei sì - immonda che - a quanto pare - sta devastando tutte le palme (d'importazione anche loro, saranno contenti i verdi) ha trovato in loco un predatore, unica speranza di salvezza per l'esotico vegetale: il volgarissimo, vituperato piccione.

Che poi me l'hanno detto, ma mica lo so se è vero.

Ehi, Tupaia, è vero o è una leggenda metropolitana?

(nella foto, me medesima in placida osservazione dei futuri pericolosi untori)