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martedì 20 giugno 2006

dov'è la differenza?

ULTIMI AGGIORNAMENTI

Nei forum del Lega Nord di Chioggia una domanda turba gli studenti leghisti: "possibile che il titolo di una poesia di Pascoli non si trovi in rete?"

Qui invece il tema già svolto, qualcuno lo segnali agli studenti della lega.

Grazie ad Amaryllide per la segnalazione.

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Nel post precedente segnalavo il link di Repubblica, dove si parlava de "La somarella di Giovannino" tra le tracce dei temi di maturità circolate in rete.
Peccato che la versione di stamattina (di cui abbiamo una copia) sia stata leggermente cambiata, e ora on line ci sia un'altra pagina. Dov'è la differenza?

prima:

" Per quanto riguarda la tipologia "A", quella dell'analisi del testo, tra le tracce più probabili figurano il brano "La somarella di Giovannino" di Giovanni Pascoli o "Il fanciullino" di Calvino. C'è chi giura, però, che quest'anno capiterà Svevo ("era quasi sicuro l'anno scorso") o Pirandello.

dopo:

Per quanto riguarda la tipologia "A", quella dell'analisi del testo, tra gli autori più probabili figurano Giovanni Pascoli o Calvino. C'è chi giura, però, che quest'anno capiterà Svevo ("era quasi sicuro l'anno scorso") o Pirandello.


Ci leggono, eh?

repubblica conferma

"La Somarella di giovannino" tra i temi di maturità.

Fonte: La Repubblica
(le terga della somarella e Giovannino stesso sono - per ovvi motivi - stati cancellati con photoshop)

venerdì 16 giugno 2006

maturità

Ho un figlio al liceo: circolano voci (pare) molto accreditate.
Qui le tracce che mi sono arrivate.

giovedì 23 marzo 2006

un caso maledetto

Da appassionata lettrice di "questioni di cuore" (è la prima cosa che leggo sul Venerdì), qualche anno fa decisi di trollare un po'la Aspesi e scrissi alla sua rubrica chiedendo consiglio su una questione veramente spinosa, firmandomi "Laura". La lettera mi fu pubblicata con il titolo "un caso maledetto", e la Aspesi ne fu assai irritata (ma - mi pare - non sospettò che si trattasse di una caso inventato)

In realtà ero reduce da una lettura di un libro di uno psicologo evoluzionista, che sosteneva che le donne che tradiscono mirano a beccarsi i geni dei maschi fascinosi e farfalloni, facendo crescere la prole a uomini fidati e affettuosi.


La lettera era questa:

Dopo cinque anni di liceo passati ad amare, non riamata, un compagno di classe (amato da tutte), ho scoperto l'amore vero. Tre anni di fidanzamento, uno di matrimonio, anni felici, finalmente. Lui è un coetaneo, posato, intelligente e pieno di fiducia in me. Decidiamo di fare un figlio subito, senza successo. Sei mesi fa, per un caso maledetto, rivedo il fascinoso. Mi chiede il numero di telefono (forse può aiutarmi a trovare lavoro), glielo do. Ci vediamo, mi corteggia riesco a mantenermi fredda. Torno a casa e scatta un'ossessione. Ci penso continuamente, mi fa rabbia ma lo desidero. Mi sembra quasi impossibile che dopo avermi snobbato e fatto soffrire tanto, ora mi voglia. La gratificazione è un afrodisiaco potentissimo e mio malgrado lo rivedo e cedo. Rapporto precipitoso, il desiderio reciproco è forte, lui non sta attento: piena di rabbia e risentimento,senza la benchè minima sofferenza, decido di non rivederlo più. Stamattina, dopo 15 giorni di ritardo, ritiro il test di gravidanza. E' positivo. Ho tre alternative: dire la verità a mio marito (rischiando di perderlo), interrompere la gravidanza (anche se desidero moltissimo un figlio), far crescere il bambino che verrà (con ogni probabilità del fascinoso) al mio fiducioso e tradito marito, vivendo una vita di sensi di colpa. So che non la metto in una situazione facile, ma non posso parlarne con nessuno.

E questa fu la risposta della Aspesi:

Come sono fragili questi amori veri, che al materializzarsi della prima passioncella liceale, si infrangono, non sono uno scudo sufficiente per impedire un assurdo tradimento, un gesto superficiale e dannoso legato a una fantasia più che a un ricordo. Se lei avesse letto Whashington Square di Henry James (ne hanno fatto un film con Olivia De Havilland e Montgomery Clift) saprebbe che la vera vendetta verso l'uomo che non ci ha voluto anni addietro è quella di lusingarlo e poi lasciarlo aspettare all'appuntamento cui non si andrà mai. In questo modo invece si è presa una ben modesta soddisfazione che mette lei, e non me, in una difficile situazione. E' ovvio che io non posso darle dei consigli e non saprei neanche che dirle. Solo lei può decidere per ciò che recherà meno dolore a tutti. Il punto fondamentale mi sembra, è che lei non è affatto sicura che questo bambino sia davvero del fascinoso: se lei lo fosse, potrebbe anche dirlo all'amatissimo e tradito marito, ma siccome i l figlio che aspetta potrebbe anche essere di quest'ultimo, non vedo la ragione di dirgli qualcosa che probabilmente distruggerebbe la sua gioiai di padre, con buona probabilità naturale. Temo che lei abbia voglia di un po' di dramma accanto a un marito da lei definito posato e pieno di fiducia: forse per questo l'ha tradito, per il resto veda lei.