mercoledì 28 febbraio 2007

monte fuji

Cochin (09:33 AM) :
corri al monte fuji, spettacolare!

Diotima (09:33 AM) :
corro
Diotima (09:34 AM) :
bello eh?
Cochin (09:34 AM) :
bellissimo
Cochin (09:34 AM) :
ieri notte non si vedeva un cazzo, tutto immerso nelle nubi quasi pareva non ci fosse...
Diotima (09:34 AM) :

si

martedì 27 febbraio 2007

eleanor rigby

L'ho visto la prima volta che avevo 10 anni, e ha informato i miei gusti fino ad oggi.

così gira il mondo

Ore 12,53.
Dopo un lungo periodo di disoccupazione, di nuovo sotto consegna.
Intanto sulle Smoky è l'alba e in antartico un eterno crepuscolo
Ah. Resta sempre una domanda: perché lo faccio?

british self hating

Un bel post su In Minoranza a proposito della pratica di self hating occidentale, e sulla purtroppo frequente tendenza a scadere nel luogo comune, rassicurante e ripetitivo.

perchè lo fai, o della bellezza del discutere

Spesso - non so perché, ne' se succede anche ad altri - gli amici mi chiedono ragione di quello che scrivo sul blog: soprattutto mi si chiede come mai discuto con tizio o caio - che "tanto è inutile". Nonostante io sia piuttosto convinta - in contrasto con il parere di molti - che non ci sia necessariamente identità tra una persona e le sue opinioni, essendo queste ultime flussi mutevoli di memi (informazioni, miti, convinzioni) con una loro vita indipendente dal singolo individuo - e che quindi - sì - sia possibile contagiare ed essere contagiati da idee innocenti o maliziose, intelligenti o stupide, discutere secondo me è utile non tanto e non solo per mutare l'opinione del proprio interlocutore, o la propria. Mi è capitato di cambiare idea discutendo, ma ancora più spesso discutere mi è servito a consolidarle. Quando l'interlocutore - per lontano che sia dalle proprie opinioni - coniuga una efficacia argomentativa con una passabile mitezza personale - le opinioni si approfondiscono, si capiscono meglio, acquistano spessore e duttilità. E' come passare da una bozza a un disegno compiuto: è bello.
Detto questo, alla domanda "perchè scrivi questo tuo blog" resta impossibile rispondere. Perchè un signore manda avanti un blog in cui raccoglie foto di sedie di plastica?
Qualcuno glielo vuole chiedere?
Io nel frattempo mi sono scaricata il testo della polka finlandese, e sto cercando di impararla a memoria. Il mio progetto prossimo venturo è: riprendere le proteste della mia gatta Maybe mentre le canto la polka, e metterla su you tube. Perché, non saprei dire.

domenica 25 febbraio 2007

ubiquità 2

E' notte, l'una e mezza: sto ancora lavorando, sono stanca e ogni tanto durante una pausa vado in giro a caccia di webcam panoramiche da ficcare sul mio pc: a Spalato è buio da un pezzo, e anche nelle Smoky Mountains ormai il sole è tramontato. E così approdo su una spiaggia di Byron Bay: Australia. E' mattina, è estate, la gente fa il bagno, onde morbide, sberluccichii, e non è un film. Sono proprio lì. E' destabilizzante, vederli , reali, dalla mia stanzina: fantascienza, e senza neppure accorgermene la fantasia di un rovesciamento di ruoli mi lascia ancora più stordita. Perchè ora sono io, nella mia estate, nel mio mare a godermi la luce della mia mattina...tuffi, profumi, sberluccichii, schiamazzi garruli, ignara dell'occhio invidioso che mi fissa dalla buia notte di un cupo inverno australe...

sabato 24 febbraio 2007

alba sul PC

Ahem, lo so, tendo un po' alle fissazioni.
Comunque, sono le 14 ma il mio PC albeggia.

Turigliatto, Rossi e la coerenza dei comunisti

Difficile rispondere a questo commento di Martinez, perchè implica l'identificazione con una parte politica che non mi appartiene: non è detto che l'alleanza con gli Stati Uniti sia obbligatoria, doverosa o inevitabile, infatti, ne' che gli interessi dell'Italia coincidano necessariamente con quelli degli Stati Uniti, ma allontanarsi da quella alleanza è scelta tutt'altro che semplice o priva di conseguenze. L'unica alternativa che mi pare praticabile, esclusa la possibilità di una autosufficienza italiana in un contesto tutt'altro che pacifico e privo di pericoli come il nostro, è una costruzione di una Europa politicamente e militarmente coesa e forte. L'esempio di Martinez, riguardo all'Ecuador e al quadro di alleanze in cui si stanno muovendo diversi paesi americani non convince. L'Ecuador non si pone affatto in una posizione di autosufficienza, ma in un quadro di alleanze - geograficamente comprensibili peraltro - il cuore del quale si chiama fonti energetiche. Un quadro di alleanze che - ricordo - esclude gli Stati Uniti non in nome di una coraggiosa indipendenza, ma aggregandosi ad un fronte del petrolio fatto - in gran parte - di teocrazie mediorientali tutt'altro che pacifiche e prive di volontà di potenza: quello di una Europa significativamente forte e coesa, è un obiettivo di medio/lungo termine plausibile, il cui successo sembra tutt'altro che garantito ma su cui lavorare, e per raggiungere il quale la manifestazione di Vicenza non rappresenta alcun passo significativo.

La via Ecuadorena invece non è a mio avviso la nostra, ne' geograficamente, ne' - mi auguro - politicamente.

Io dunque non avrei partecipato a questo atto simbolico inutile e di fragile consistenza, sospeso tra un "not in my yard" in stile no-taviano e una generica allergia anti yankee, avendo in sprezzo l'inutilità ancor prima che l'incoerenza.
Il punto di vista di Giordano e di Diliberto, però, non può che essere diverso: loro rappresentano gli elettori che li hanno votati, i quali per la maggior parte ritengono - diversamente da me - che una uscita dall'alleanza con gli USA sia qualcosa da fare in modo netto e in ogni occasione possibile, e al tempo stesso però hanno delle responsabilità nei confronti di tutta la coalizione, che con ogni evidenza non condivide questo punto di vista. Hanno quindi il dovere - pragmaticamente - di rappresentare contemporaneamente due insiemi parzialmente sovrapposti ma non coincidenti, e di influenzare per quello che è il loro peso la coalizione di cui fanno parte. In questo senso la partecipazione ad un atto simbolico collettivo (peraltro scarsamente utile) non contiene in se' ne' implica l'idea catastrofica di far cadere il governo, che porterebbe alla rinuncia ad esercitare la se pur minima influenza che è in loro potere esercitare.
Quindi non credo di essere d'accordo con Martinez neppure in questo caso e per il solito vecchio motivo: lui è disposto a sacrificare l'utilità in nome della purezza e la coerenza, io non credo nella purezza, e soprattutto non sono disposta in nessun caso a sacrificare l'utilità.

rachmaninov aveva le mani grandi

venerdì 23 febbraio 2007

ubiquità

Aggiornamento ubiquitario: ore 18.44 - dalle Smoky Mountains all'ufficio di Marco d'Itri (quella è la sua giacca a vento). A Spalato, invece, è buio pesto.

In un delirio bulimico, non paga di aver lanciato il mio occhio tecnologico su spalato ho aggiunto le Smoky Mountains proiettando il tutto sul desktop: ogni volta che vado su google avere una finestra sul mondo è bellissimo; averne due su due fusi orari diversi però non sono tanto sicura che lo sia. Ora per esempio a destra il sole tramonta, mentre a sinistra è mattina e l'effetto è assolutamente schizofrenico. Non so se reggerò a tanta ubiquità.

giovedì 22 febbraio 2007

salivili hippu tupput tappyt

L' ipersessualizzazione identitaria come ostacolo alla libera espressione (anche sessuale) delle adolescenti. (ma anche dei maschi, secondo me)
Ah, con commento musicale:
Una versione dal vivo, una ipnotica (buona dopo una congrua dose di THC), una classicizzata.

Lehaim!

(questo post è dedicato a Tonibaruch)

magnifiche sorti e progressive

Dopo lo straordinario straordinario successo della manifestazione di Vicenza, e le onorevoli conseguenti gesta di due parlamentari dell'Unione, con il valoroso aiuto del Vaticano e della Confindustria , passato e presente si fondono in un progetto urbanistico di nuovissima e originale concezione.

nuova tecnologia



hat tip: Marco d'Itri

mercoledì 21 febbraio 2007

tanto peggio, tanto meglio

"I politici sono tutti uguali" dicono in coro i qualunquisti e i teorici della "mancanza di democrazia", gli uni e gli altri avvezzi a non votare neppure per chi tanto gli somiglia, limitandosi ad applaudire (ma con quanta olimpica compostezza) a chi versa sangue per capriccio.

I politici non interpretano la "volontà del popolo" gridano loro a gran voce, sicuri. E chissà come mai il popolo vota DS, poi, quando avrebbe una pletora di presunti servitori del popolo antisistema a destra e a sinistra pronti al servizio? I teorici della mancanza di democrazia non accettano che gli elettori esprimano una propria volontà, non essendo banalmente tale volontà uguale alla loro. Questo, è il loro concetto di democrazia, che sventolano ostentando le percentuali della massa rivoluzionaria del "not in my yard".

Ecco, sono sicura che per questi teorici del non voto, oggi sia un giorno di festa, che ci avvicina alla grande dissoluzione cui seguirà il Nuovo Mondo, passando naturalmente attraverso nuove guerre decise dai deliri Bushisti e Berlusconiani, ma "tanto peggio tanto meglio", come insegnavano le vecchie BR. Io personalmente maledico quel porco traditore e gli idioti irresponsabili che ci rimettono in mano a Berlusconi, contro la volontà di chi li ha eletti.

Per me, e anche per qualche comunista, mio amico/nemico, non è un bel giorno davvero.

dì un po', l'hai letto il libro?

TB sì.
Diario di lettura 1.
Diario di lettura 2.

lieide - XI canto

Lieide, canto XI.

Testo: il Griso.
Vignette: Rosalux.

martedì 20 febbraio 2007

spazio e tempo dei blogger

Sul blog di Ipazia, blog parte sesta: una analisi interessante sui meccanismi di distorsione spazio temporale frequenti nei blogger.

lunedì 19 febbraio 2007

sinologi dilettanti

Maria e Uriel, la prima qui nei commenti, il secondo - in un buffo e prevedibile contraddittorio con una sua proiezione - nel suo blog, contestano un paio di affermazioni sulla Cina: segnatamente 1) che il processo di modernizzazione cinese sia "salubre" e 2) che la Cina stia "uscendo dal comunismo".

Trascrivo due passi del Manifesto del nazionalismo cinese di Xiaodong Wang, fonte: Limes, che mi pare aggiungano una dimensione di maggiore complessità alle nostre opinioni, aggiungendo - se non altro - un punto di vista cinese.

A proposito dell'inevitabilità del processo, e del fatto che la sua "salubrità" venga percepita in modo diverso da chi vive in una capitalismo consolidato rispetto a chi vive quel vertiginoso sviluppo, con tutti i suoi negativi e positivi:

"Molti intellettuali cinesi fanno di tutto per convincere i loro connazionali a non farsi sedurre dallo stile di vita occidentale, scomodando a tal fine pensatori occidentali, la dottrina buddhista, filosofi cinesi come Lao Tsu, Zhuangzi, Confucio, Mencio e finanche Mao Zedong. Il totale fallimento di tali tentativi dimostra come sia perfettamente inutile, oltre che eticamente sbagliato, tentare di convincere i cinesi a non aumentare il loro tenore di vita, invece di aprire un serio dibattito scientifico su come permettere ai cinesi e al resto della popolazione mondiale di diventare benestanti, scongiurando al contempo la distruzione della terra."

Ammetto che definire il processo di modernizzazione della Cina superamento del comunismo sia un modo sommario e certamente incompleto di definire un fenomeno complesso. Peraltro non so nemmeno se la lettura orientale e fondata sul culto della personalità di una ideologia occidentale ottocentesca potesse essere definita "comunismo" a suo tempo, figuriamoci quanto la sua evoluzione moderna possa rientrare nelle categorie marxiste (al di là dell'evidente fallacia di argomenti come che "la Cina va verso la democrazia" e simili, che non ho mai usato e che vengono invece attribuiti a me, o a un interlocutore fantasma che - argomentando per bocca di Uriel - non può che fatalmente risultare svantaggiato nel contraddittorio).

"L'altro grande problema che si presenta attualmente alla Cina consiste nel vertiginoso aumento delle disuguaglianze interne. Garantire ad ogni cinese un buon livello di benessere e un grado di libertà sufficiente a dispiegare pienamente le proprie capacità rappresenta una priorità per la Cina, in quanto da ciò dipendono la solidità e l'equilibrio del suo sviluppo economico, nonchè il mantenimento della pace sociale e lo sviluppo nei cinesi di un forte sentimento di appartenenza e lealtà alla nazione. In Cina vi è una sparuta minoranza di intellettuali che - per raggiungere questo obiettivo, ritiene necessario un ritorno alle strategie di sviluppo maoiste. L'impraticabilità di questa via risulta evidente dal pragmatismo dei milioni di contadini che ogni anno migrano nelle città alla ricerca di opportunità di lavoro che consentano loro di affrancarsi dalla povertà. Le problematiche legate a tali dinamiche sono innegabili, così come la fragilità del presente modello di sviluppo. Tuttavia, quest'ultimo appare preferibile all'attesa messianica di un nuovo Mao".

venerdì 16 febbraio 2007

i cupi profeti millenaristi

Obsolete, le nuove brigate rosse? Dicono, Amato in testa, che la BR siano fossili (e i terroristi islamici invece sono moderni? bah), e probabilmente hanno ragione, ma non lo so. In epoca di latente millenarismo, in cui ogni fenomeno sembra un segno, molti profeti osservano e non senza soddisfazione: che sia in nome dell'islam, della classe operaia, o della salvaguardia dell'acaro della scabbia a rosicchiare i fili che sostengono il sistema, l'importante è logorarlo: creare dei punti deboli per anticipare il crollo. Qualsiasi piccola azione, anche minima, anticipa la grande catarsi, la grande opera di igienizzazione del mondo che riazzererà il conto. A parte che poi l'idea che il capitalismo sia in crisi, è tutta da vedere. La Cina, che non è proprio una bazzecola, lungi dall'andare verso il comunismo ne sta uscendo, guadagnandoci in salute, mentre il sol dell'avvenire post-igienizzazione sembra piuttosto fosco: non ha una faccia, una struttura, un senso, un progetto, degli architetti.
Solo cupi teorici del cupio dissolvi.

lieide - canto X

Il X canto della Lieide

Testo: il Griso
vignette: rosalux