venerdì 30 gennaio 2009

serendipity 1 - una casa a cui manca un martello

Ho sempre temuto la matematica, fin dalla prima elementare.
Sarà perchè andavo a scuola col sonno, che di notte dormivo poco, oppure anche perchè non capivo una sega e basta, ma per me la matematica fin dalla prima ora del primo giorno della prima elementare ha rappresentato sostanzialmente una montagna di pochezza e sensi di colpa - le tabelline, le divisioni con la virgola - un vulnus insanabile e sempre più profondo che tendeva ad autoalimentarsi nel tempo fino a diventare un immenso bagaglio di insipienza, sempre presente e fondante, ma da tenere ben nascosto al mondo.
Come sia arrivata a diplomarmi, è qualcosa che non mi è chiaro. E' vero che il mio liceo era una sperimentazione fine nata alla fine degli anni '70, ma il mio prof di matematica era un sadico perfido coltissimo e affascinante, che ci faceva studiare eccome.
Arrancavo e qualcosa alla fin fine mi arrivava, anche se "mi mancavano le basi" dove per basi sia da intendere l'intero quinquennio di elementari, più i tre anni delle medie, dove me l'ero cavata facendo lo slalom tra quel che non sapevo, e naturalmente scopiazzando qua e là.
Però la matematica - incredibilmente - questa nemica perfida e ad un tempo affascinante, mi manca, e ogni tanto fa capolino da quel che leggo e non capisco: sgridandomi. Fa parte - lei - dell'ampio spettro delle possibilità mancate: no, nessuna carriera da fisica da rimpiangere, è che semplicemente mi manca uno strumento in più. Mi sento come come una casa a cui manca un martello.

giovedì 29 gennaio 2009

Esperanza Spalding

martedì 27 gennaio 2009

lunedì 26 gennaio 2009

il "comic relief" di martinez è un sionista koglione

Nel sito di Martinez, come comic relief tra un cranio fracassato dagli ebrei ammazza-bambini e una milza di neonato, viene pubblicata ormai una rubrica fissa: gli estratti dal sito Samson Blinded di tal Obediah Shoher, un presunto politico israeliano che scriverebbe - secondo quanto si chiacchiera nei forum - sotto pseudonimo per evitare la censura, e che sarebbe stato censurato tanto da Google quanto da Amazon dopo aver pubblicato il suo libro con una casa editrice a pagamento. Non ho trovato alcuna fonte credibile per dare informazioni che non siano del tutto inattendibili, non c'è neppure su Wikipedia ed è tutto dire.

Ad ogni buon conto, è prevedibile che per un sito come quello di Martinez - dedito alla propaganda - se pure ogni tanto ornata da qualche arzigogolato tentativo di ripulire i vecchi clichè con l'uso di un linguaggio moderno e non troppo retorico - trovare un ebreo kattivo non deve poi essere questa gran difficoltà.

Tutto sommato, se volessi dedicarmi io a infettare il mio sito di foto porno-macabre per palati forti e pubblicare i filmatini degli imam minacciosi di Hamas, i proclami violenti, le dichiarazioni di guerra, gli sconfinati progetti di conquista non avrei nessunissima difficoltà e avrei un post garantito al giorno senza fatica: gente con nome e cognome però, non fantasmi internettiani. E chiaro che di roba per stimolare l'odio verso l'arabo e stuzzicare il cotè pruriginoso/horror tanto popolare tra la gente che ama schierarsi senza riflettere ce ne è in abbondanza.

Però questo Obediah Shoerer che tanto gusta agli antisionisti tanatofili era un po' che mi incuriosiva, perchè più che kattivo mi sembrava peculiarmente koglione.
Il brano del comic relief di oggi devo ammettere che mi ha fatto ridere alle lacrime. Leggere per credere. L'uomo sostiene che Israele per sopravvivere dovrebbe...

"Corrompere gli opinion maker arabi. Invitarli nelle capitali del mondo, farli incontrare con funzionari di alto livello, concedere loro l'attenzione dei media, soprattutto bisognerebbe offrire buoni posti di lavoro in aziende israeliane, in patria e all'estero, a giovani attivisti e membri dell'intelighentsia palestinese dovrebbero. Questo ha funzionato per la maggior parte degli hippy americani e dovrebbe funzionare con i nazionalisti arabi. Venderebbero la propria patria per un po' di fama."
Ora, al di là del fatto che non si può non notare che le kazzate di questo anonimo autore di un libro, una "prospettiva Machiavellica sul Medio Oriente", edito da case editrici a pagamento, vengono citate tanto ossessivamente per nessun altro motivo al mondo che per scatenare l'odio antiebraico solleticando le prurigini degli amanti dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion (peraltro il il libro di Jolie da cui è stato tratto il noto libello era un dialogo immaginario tra Machiavelli e Montesquieu, e con questo l'antenato comune è trovato) io ho trovato davvero una collana di perle deliziose, questo brano.

Cioè, l'idea che ai tipi stile il mai rimpianto sceicco Yassin non si debba sparare e si debba casomai proporre un posto da managger in una catena di locali fighetti di Tel Aviv, facendo... come gli americani hanno fatto con gli Hippie....cazzo ragazzi non riesco più a smettere di ridere.

Un capolavoro assoluto e surreale, davvero. Meno male che in mezzo a tanto orrore ogni tanto anche l'odio può far ridere.

mercoledì 21 gennaio 2009

il Tama Merda


Visto che Rachel Barnacle si ostina a non aprire il suo blog, e a fare commenti strepitosi sul mio, glieli parassito e li pubblico come post, e fanculo.

Dunque a voi, a proposito di gatti e di armadi, il "Tama Merda". (la foto invece è della mia, per gentile concessione)



Gennaio del 2003: mi traferisco a Londra. Pochi soldi, tanti vestiti: armadio cerato con la zip della Argos, £19.59 e passa la paura.
Il Tama-merda comincia a saltarci sopra.
Non importa quanto distante sia da qualsiasi altra superficie utilizzabile a mò di trampolino. Né di quanto la sua massa corporea lasci ingannevolmente pensare che mai e poi mai quella creatura riuscirà - dal punto A (il parquet) - a raggiungere il punto B (l'armadio).
Il Tama-merda è come quegli scarabei col le ali piccole e il culo grosso che tecnicamente non dovrebbero essere in grado di volare: tra il pavimento e l'armadio c'erano due metri buoni e lui li saltava, o vagli a dì varche cosa.
Beh, facendola corta, dopo un annetto l'armadio potevo annodarmelo in vita e mettermici a ballare la Hula.
Arriva l'Aprile del 2004, e Yossarian mi raggiunge a Londra. Pochi soldi, ancora più vestiti: due armadi cerati con la zip della Argos, £39.18 e passa la paura (quello a brandelli ovviamente l'avevo buttato).
Mettiamola così, al Tama-merda va riconosciuta la volontà di primeggiare: raddoppia gli sforzi e questa volta dopo soli sei mesi Hawai`i akea i Kaua`i per due.
A quel punto Yossarian - che è un fine stratega - azzarda l'idea che forse è l'armadio cerato a trasformare quell'ammasso di ciccia traboccante in una tigre dai denti a sciabola.
"Proviamo a cambiare modello" - dice lui.
Proviamo.
E dunque, due armadi di legno e canvas della Argos, £59 eccetera eccetera.
Inutile prolungare la suspance: la colpa non era stata della presunta
natura provocatoria degli armadi cerati. O forse sì. Forse sì, e la bestia si era convinta di trovarsi in una specie di videogame multilivello. Avrà pensato di essere passato al livello due. Non so cosa immaginasse potessimo mettergli davanti come mostro finale, un quattro ante Luigi XIV, lo sa la madonna.
Fatto sta che io non sono strategica come Yossarian, e così molto poco strategicamente ho preso il Tama-merda e l'ho riempito di tanti e tali paccheri che alla fine pareva Guernica di Picasso.
Il che strategicamente parlando ha funzionato.
Con gli armadi.
Ma la cassettiera (sempre legno e sempre canvas e sempre Argos) misteriosamente ha cominciato a - come dire - entropizzarsi. I cassetti hanno principiato a plasmarsi in angoli innaturali, e alla fine - che cazzo te lo dico a fare - quella cassettiera magari Lovecraft buonanima sarebbe stato capace di descriverla, ma non io.
Dormiva nei cassetti, l'avrai capito. Anzi no, dormiva solo nel mio cassetto, giusto per ricordarmi che alzare le mani su Sua Maestade era stata una cattiva, cattiva idea.
La cassettiera lovecraftiana venne rottamata nel 2005, quando cambiammo casa, e questa volta il Tama-merda si ritrova davanti una cassettiera di legno solido . Niente canvas del cazzo, amigos. Livello tre.
Ora puoi credermi o no, ma quell'accidenti di catafone era vecchio, e faceva penare anche me per aprirlo. E lui, con le sue unghiette e senza pollice opponibile, deve aver penato tanto.
Ma c'è riuscito. C'è riuscito, per dio. E io che credevo che l'incubo fosse finito, ho continuato a ritrovarmi le mutande in cachemire.
Da allora, abbiamo cambiato altre due case (e altre due cassettiere. Gli armadi no. Si ricorda di Guernica.), e adesso ho un ripostiglio abbastanza grande da poterlo utilizzare come stanza-armadio. Anche la bisnipote della cassettiera legno e canvas è lì dentro. Dietro una porta massiccia e dalla maniglia tenace.
Il Tama-merda passa molte ore davanti a quella porta.
Livello quattro.

R.B.


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martedì 20 gennaio 2009

Audite audite

Rullano i tamburi, suonano le trombe! Vi annuncio che la Cooperativa Kazzeggio Demokratico, fondata da sua Bontà Gillipixel, la fata Farlocca e me medesima ha aperto e orora iviqui inaugura - mentre l'elicottero dell'ex presidente si avvia verso una serena pensione in Texas e io mi asciugo una lacrimuccia - "Parole in Cerca" un blog di cazzeggio, nato da una idea di Farly partita da un post di Gil (io non ho fatto una cazza, e per la Cooperativa questo è il massimo titolo di merito).

L'idea è che le parole generate automaticamente dal robot antispamming siano in cerca di un significato, e che una volta trovato venga eternato in un post: si possono scrivere racconti, pagine di enciclopedia, manifesti politici...chiunque voglia cimentarsi nei commenti è bene accetto, e qualche parola farà carriera e diventerà post.

sabato 17 gennaio 2009

si lavano in famiglia?

amico de chi

Una modesta proposta: scambieresti un amico per un panino?

venerdì 16 gennaio 2009

la legge fantasociologica degli universi paralleli

Esiste una Legge Fantasociologica degli Universi Paralleli, sempre valida.

Quando - in un universo X - la notizia del discorso di congedo di un presidente cretino e cattivo viene superata da quella di un aeroplano che aggredito da un branco di oche affiuma salvando tutti i passeggeri i quali - compostamente piazzati sulle ali - si mettono ad aspettare i traghetti per tornare a casa, è segno evidente che si è aperta una sorta di breccia tra il reale e il fantastico: ognuno può - nel breve tempo in cui la breccia è aperta - esprimere da uno a dodici desideri per il mondo e sperare che si avverino.

Procedo, senza aprire una catena ma augurandomi che continui:

1) Il neoeletto presidente Barak Obama convince Olmert e Hamas a trattare.
2) I palestinesi si incazzano con Obama: che nessuno si provasse a parlare con quei terroristi.
3) Gli israeliani si incazzano con Obama: Olmert è un politico finito.
4) Barak (Obama) parla con (Ehud) Barak che parla con Abu Mazen.
5) Si abbattono i muri, si costruiscono ponti: la pace è fatta e il medioriente sembra la Svizzera.
6) Si va alle europee e il Partito Democratico prende il due per cento.
7) Inizia il processo di rinnovamento del Partito Democratico.
8) Gli ex-margeritini si ricordano - come cattolici - di credere nel libero arbitrio e diventano pro-choice.
8) Soru (che ha vinto in Sardegna) diventa il capo del Partito Democratico.
9) Berlusconi viene preso da una irresistibile passione per le bocce. Vende Mediaset e si dimette da presidente del consiglio.
10) Il Partito Democratico, con Soru, vince le elezioni.
11) Un virus potentissimo e benigno rende tutte le donne del mondo sterili dopo il primo figlio: la terra è salva e - pfew - anche il consumismo.
12) Viene scoperto il modo di sfruttare il battito di palpebre di tutta l'umanità a scopi energetici. Il clima torna quello di una volta.

mercoledì 14 gennaio 2009

i nostri anni, un museo degli orrori

Quando in Francia uscì la legge che proibiva l'ostentazione dei simboli religiosi - velo, kippah, crocifisso - nei luoghi pubblici, qui venne accolta con un coro di scandalo.
Eravamo laicisti, noi che ci facevamo venire qualche dubbio.
Ma il dubbio, signori miei, non era mica dovuto al nostro spocchioso considerare superstizione tali ostentazioni.

No, non volevamo appendere Voltaire in luogo del Cristo in Croce, costringer le musulmane a mostrare le cosce in nome della rivoluzione sessuale del '68, corrompere i piccoli ebrei con dei rustici prosciutto e formaggio.

Nossignori: sentivamo - già allora - la preoccupante sensazione che la religione stesse diventando il territorio d'elezione per uno "scontro di civiltà" che ci lasciava a dir poco freddi, essendo i nostri valori ancorati saldamente alla nostra costituzione, che garantisce pari dignità ad ogni fede così come a nessuna fede: ci veniva il dubbio che dovesse essere il meno pubblica possibile, la religione, e che bisognasse stroncare sul nascere e in ogni maniera la tentazione di fare della fede una bandiera, un simbolo divisivo, un'identità politica.

La nostra civiltà, quella che si riconosce nella nostra carta costituzionale e che ha le sue fondamenta non in una inesistente e millantata cultura "giudaico-cristiana" ma nell'illuminismo, garantisce ad ogni religione pari dignità e ad ogni cittadino il diritto di professare quello che più gli aggrada, o di non professare un bel nulla. E se ogni fede ha pari dignità di fronte alla legge, nessuna è più rappresentativa, giusta, accettabile di altre: la fonte della laicità (o del lacismo, chiamatelo come più vi aggrada) è separare la religione della cosa pubblica e renderla un fatto privato. Su questo, riflettevamo noi che avevamo dubbi e un po' di invidia per la laica Francia.

Ma ecco che ora quegli stessi che gridarono - allora - allo scandalo laicista, nei confronti di chi si augurava in una maggiore "privatezza" delle manifestazioni religiose, frignano di paura e si stracciano le vesti di fronte ai mussulmani che pregano davanti alla Madunina.

Premesso che escludo che intendano proibire processioni, coretti e preghiere in piazza - mica sono laicisti come me - sarei davvero tanto curiosa di sapere cosa intenderebbero fare, contro le preghiere foreste nelle piazze italiane.

Proibire le religioni esotiche? Sputare sulla nostra costituzione?

(potremmo poi parlare di chi invece trova naturale e giusto che una passeggiata di un ebreo davanti ad una moschea provochi una rivoluzione, e si indigna di fronte alla reazione cattolica riguardo alla Umma in preghiera in Piazza del Duomo, ma sarebbe un altro lungo capitolo del museo degli orrori che sono diventati i Nostri Anni: sarà per un'altra volta. [cfr: distanti saluti])

lunedì 12 gennaio 2009

giorni di fuoco

Dedicato a quelli che "nessuno parla di Gaza", con il cuore pieno di furia.

domenica 11 gennaio 2009

the parent circle

Sono familiari - arabi ed ebrei - di vittime della guerra, nelle loro riunioni è proibito parlare di politica. Chi li ha conosciuti mi parla di persone assolutamente straordinarie. The Parents Circle.

perchè discutere con il kkk?

In un affascinante commento al mio post precedente, genseki scrive:

sarebbe come dire che lei sente l'esigenza ed ha l'intenzione di discutere solo con quelli che la pensano come lei!
Genseki, altrove, ha descritto Hamas come un "movimento i cui membri stanno morendo a centinaia per difendere un brandello di dignitá".

Questa frase sintetizza con estrema efficacia il suo porsi al di fuori di qualsiasi possibile discussione che possa avere sviluppo o interesse riguardo al medioriente: la logica di Hamas, che è la logica di nessuna trattativa, a nessun costo (logica - va detto - mai dissimulata) è una logica binaria, che per definizione esclude qualsiasi tipo di "discussione".

Ecco, quello che volevo dire io era che sono disposta a discutere (pur ricordandomi che si tratta di un gioco da tavolo, di nessuna pregnanza politica) con chiunque ragioni in base a logiche che includano tutto l'arco delle alternative possibili al di là della logica binaria.

D'altra parte è lapalissiano: la logica binaria prevede la ragione tutta da una parte, il torto tutto dall'altra: la prospettiva di vittoria tutta da una parte, e di sconfitta tutta dall'altra: Di cosa ci sarebbe mai da discutere, sarebbe interessante capirlo.

Ringrazio quindi genseki per avermi aiutato a chiarire in modo laico e sereno per quale motivo qualsiasi discussione con i sostenitori di Hamas, Kach, KKK, Rote Armee Fraktion, lui compreso sia sostanzialmente circolare e priva di qualsiasi possibile interesse.

mercoledì 7 gennaio 2009

un po' di pulizia

Sono giorni di cupa propaganda, e di scarsa se non nulla lucidità, creatività e intelligenza.

Apro facebook e mi esplodono in faccia come bombette beffarde le identità improvvisamente mutate dei miei amici. Non più tizio, caio e sempronio ma Madama Bandiera Israeliani, mister Kefia Shahid, signorina Davida Maghenni. La mia pagina degli amici di facebook sembra uno strano e demente corteo mediorientale: tutti insieme a manifestare per la guerra.

Scarico la posta e invece di trovare quel caro, bravo e rassicurante spamming che di solito rallegra le mattine di questo plumbeo inverno, tipo "Hisako Oranzky - 12 dosi supplementari gratis", trovo tonnellate di megabyte di articoli di Giulietto Chiesa e Debora Faith: Israele Usurpatore, Palestinesi Assassini. Manifestazione in solidarietà di questi e di quelli.

Sì, lo so, 600 morti, va bene. Ho capito, Hamas si va a nascondere nelle scuole. Ho capito.

Non sto dicendo che si debba essere equanimi, figurarsi...che non si possa essere di parte, non sto invitando a fare equilibrismi, a diventare democristiani.

Voglio solo dire che io - personalmente - non vivo bene questa guerra eterna e senza speranza, e non sono più disposta a giocarci a scopa con argomenti logori, stanchi, stantii, ripetitivi.

Non voglio sentire me stessa ripetere gli stessi argomenti agli stessi argomenti.

Anche perchè attribuisco proprio alla propaganda una delle prime cause di questo orribile capitolo della guerra: le sofferenze di questi e i patimenti di questi altri, nessuna alternativa...sono tutte cazzate: Hamas non aveva altro motivo di rompere la tregua che provocare il bagno di sangue per autopromozione, e ci è riuscita, e Olmert non aveva altro motivo per bombardare Gaza che vincere le elezioni, e ci riuscirà.

E anche qui, in quel sangue, tutti gli antisionisti/occidentalisti/terzomondisti sembrano sguazzare felici e contenti, ruminando idiotamente gli stessi esangui argomenti.

Per quello che mi riguarda quindi: grazie, ma no grazie.

Ho preso - per il mio benessere - la ferma decisione di rifiutare nel mio campo visivo e auditivo qualsiasi cosa ricordi "bandiera" "sangue" "solidarietà con X" "Solidarietà con Y e di partecipare a discussioni e/a scambi intorno all'argomento purchè rispondano rigorosamente ai seguenti requisiti:

1) Avere qualche minima nozione del problema.
2) Dire cose meditate.
3) Dire cose nuove.
4) Dire cose pragmatiche.

Qualsiasi affermazione/testo/vignetta/post/fotografia non abbia come minimo tre requisiti su quattro, non mi interessa.

Inoltre dichiaro chiuso il mio esperimento beota di contatto non solo con chi appoggia, ma anche con chi non rifiuta con decisione organizzazioni di assassini come Hamas, Kach, il KKK, Hizbullah, Naziskin, Rote Armee Fraktion. So che per qualcuno è ovvio, ma io ci sono arrivata solo ora, vedendo la gioia e l'aperto godimento con cui si inzuppa il biscottino nel sangue.

domenica 4 gennaio 2009

vita da blogger

Ieri, avventurandomi come di consueto in Zone non protette del web, mi sono ritrovata di fronte ad una imbarazzante domanda postami dall'Antagonista Perfetto: Sono forse d'accordo, mi chiede, con l'assunto del Feroce Blogger Uriel* , ovvero che l'umanità migliorerebbe se Morgan, Allevi, Bertinotti e tutti i palestinesi venissero cancellati dalla faccia della terra, per poi accusare di questa malefatta gli ebrei?

Io non è che sia d'accordo, ma temendo - messa alle strette - di ritrovarmi a condividere un gruppo Facebook con l'Antagonista Perfetto dal titolo "sareste d'accordo, se solo fosse possibile, a cacciare Uriel dall'Italia" ho provato ad evadere astutamente la domanda e a distrarlo con una quisquilia che si potrebbe evincere dal post del Feroce Blogger (il quale oggi - povero - cerca di spiegare ai suoi topolini - evidentemente in fuga - che lui scherzava, e che solo chi resta e capisce che scherzava è intelligente).

E insomma gli ho chiesto, furbina, all'Antagonista Assoluto: "cosa ne pensi della strategia di Hamas, di rompere la tregua da una condizione di debolezza assoluta esponendo il suo popolo alla rappresaglia israeliana? Quali effetti potrebbe avere a breve, lungo, e medio termine?"

L'Antagonista Perfetto, che diversamente da me che tendo ad evadere le domande imbarazzanti dà sempre risposte in tema, mi ha spiegato che lui non è d'accordo con Hamas, perchè non è per uno stato confessionale ma multietnico.

Questo, naturalmente, chiude la questione e apre il medioriente ad una nuova fase di creatività.

Io per esempio sto studiando un progetto per implementare lo stato multietnico del futuro, fondato sul modello di Oz (non Amos, eh, parlo del Fantastico Mondo).

Si tratterebbe di obbligare tutte le donne a vestirsi come Judy Garland, indossando rigorosamente le scarpette rosse (colore antidepressivo) e una lunga gonnona. Questo costringerebbe le mussulmane e le ortodosse a rinunciare senza fatica al velo, e allo stesso tempo imporrebbe una certa misura alle zoccole israeli che vanno in giro con la mini e le tette al vento.

Gli uomini avrebbero una maggiore varietà di vestiario: imbuti in testa, abiti da spazzacamini che con la polvere che c'è da quelle parti non sporca, leoni - che sono è vero un po' caldi, ma tanto i Chassid si vestono come in Polonia e i beduini si coprono di lana...

Ecco, poi c'è chi dice che il mondo dei blog non è interessante...

*
http://www.wolfstep.cc/173/no-non-hanno-il-diritto-di-esistere/

mercoledì 31 dicembre 2008

per un 2009 passabile, vah...

Mi mancano le idee per un post capodannesco e così rubo quello del mio amico Gillipixel - sedicente "blogger campagnolo": sicuramente del tutto privo di quegli ammiccamenti cinichelli, smagati e sardonici di noi urbani (o campagnoli di ritorno, che è lo stesso) che ce la tiriamo un po' da uomini di mondo.
Sarà pure campagnolo ma non è poco abile nello scrivere, il Gil, soprattutto quando gioca con i numeri, le forme e le parole.

lunedì 29 dicembre 2008

il medio oriente non è un koan

La malafede è - per la psicoanalista Simona Argentieri - non soltanto un problema etico, ma una forma di nevrosi. La mente dell'ambiguo è costretta a dissociarsi costantemente per evitare l'onere della coerenza: chi è in malafede deve poter far convivere dentro di se' non soltanto una ma più morali, e farle scorrere in binari paralleli e tra di loro sempre incomunicabili: evitare il conflitto interno e il dispendio energetico che ne deriva è la regola aurea dell'ambiguo: gli aerei a bomba sulle torri gemelle possono essere nel contempo - a seconda degli argomenti dell'interlocutore - un'opera di giustizia o un "inside job" della CIA, senza che queste due "teorie" entrino mai in contraddizione.
Il "pensiero unico", terreno assai fertile per la malafede, ha informato e informa la questione questione mediorientale, e in questi giorni più che mai il fenomeno è evidente. Gli israeliani sono onnicolpevoli e i palestinesi specularmente onninnocenti, e ogni contraddizione all'interno di questa dicotomia non potrà essere composta e dovrà essere accuratamente ignorata. Nessuno sembra rilevare ad esempio la qualità paradossale dell'obbligo morale cui dovrebbe sottostare quel paese: a chi altri infatti si chiede di ...perdere la guerra in virtù della propria forza?
Quello che per un prete buddista sarebbe un koan su cui scervellarsi in lunghe sedute di meditazione, è diventato un luogo comune, una specie di ovvietà: tanto più Israele è forte, tanto più è tenuta essere debole! Logico, no?
E come se fosse la cosa più logica del mondo, vediamo quelli che sostengono più o meno apertamente Hamas - organizzazione che ha fatto della guerra fino ad eliminazione totale del nemico e a qualsiasi costo la sua bandiera - accorrere per primi a stigmatizzare la logica che hanno loro stessi hanno entusiasticamente sposato - ovvero quella della guerra - senza sentire il benché minimo stridore, la benché minima contraddizione!
Io dico che chi mette avanti alla vita del singolo l'Ideale Superiore dovrebbe avere il fegato, il coraggio civile e la coerenza di portare fino in fondo e senza ambiguità la propria visione! Dovete applaudire, al passaggio di quelle bare, alla carne dilaniata, dovete esaltarvi e lasciarle a noi che odiamo il sangue e non coltiviamo Ideali Superiori alla vita umana, le lacrime!

mercoledì 24 dicembre 2008

buon natucchah a tutti

Non ero una bambina cattiva, di solito.
Voglio dire: di solito. Perché qualche volta sì.
Un Natale di molti anni fa, per esempio, scassai per sempre la fede in Babbo Natale della mia amichetta Livia, di qualche anno più piccola di me.
"E' ora che Livia sappia la verità" non facevo che ripetere a me stessa quel giorno. Quella trepida attesa così organizzata, che ogni anno si rinnovava e che a me, figlia di atei ebrei di sinistra, era negata (ma non i regali)... il piattino con il cibo, il bicchiere di vino, lo spiffero della finestra aperto a mo' di varco per il Panciuto Benefattore: la coscienza di essere una "illuminata", più matura e consapevole dei miei coetanei riguardo alle fole infantili non mi era di alcun conforto: avrei voluto tantissimo crederci anch'io, e tenere il gioco di quei genitori contapalle dediti a ordire con cura e grazia le trame della sceneggiata serviva solo ad alimentare la fiammella dell'invidia, che io chiamavo - con inconsapevole ipocrisia - indignazione: il medioevo consumistico e para-religioso della mia amica aveva da finire, e io l'avrei aiutata nel suo Cammino verso la Verità.
Ricordo ancora la sua faccia furibonda e rigata di lacrime grandi come bocce: sconvolta e tremante mi si scaraventò addosso, determinata a porre fine alla mia esistenza di portatrice di bigie novelle.
Fui salvata dai contaballe, e per un pelo.
Non mi stupisce che i più moralisti e rigorosi custodi di Istituti come la Verità, la Tradizione, la Fede, l'Ideologia, l'Identità ancora oggi si scaglino contro la spuria istituzione panciuta di dubbia e sospetta origine mercantile (pare, si mormora, che siano però agenti del controspionaggio, almeno alcuni): qui è tutto un esecrare le feste, ultimamente: da quest'anno gli ebrei italiani si sono addirittura autoproibiti Halloween, casomai le maschere da fantasmi fossero troppo iconiche per la nostra Tradizione...
Ecco, io penso che - al contrario di quello che sosteneva Lewis Carroll e come da breve autobiografia di cui sopra - i bambini non nascano punto immacolati e votati al bene, e che sentimento assai più trasversale e universale dell'infanzia sia invece il piacere dell'abbondanza, delle leccornie, dei doni, delle luci e dei colori e delle belle storie raccontate con allegria.
Prima - naturalmente - che a corromperli e a mortificarli ci pensino gli istituti di cui sopra, beninteso.
Quindi, in attesa di tempi migliori, accettando di buon ordine il rigore obbligato e sputando in faccia al rigore d'elezione, mi auguro e vi auguro feste spurie, contaminate, meticcie e traboccanti di ogni bene.

martedì 23 dicembre 2008

Ida Magli, l'antropologa razzista

Per chi si stupisse, nel constatare che i più vieti e triti luoghi comuni razzisti possono venire dall' "accademia", basta ricordare il "manifesto per la difesa della razza", firmato da 180 scienziati, ed è dell'altroieri la "provocazione choc" di Watson, sulla minore intelligenza dei neri.
E' che per me, che di Ida Magli avevo seguito - da proto-vetero-femminista - gli affollatissimi corsi di antropologia culturale negli anni 80, traendone anche un certo fanatico piacere, è una sorpresa che si rinnova ogni volta.
Eppure bisogna starci, leggere per credere: "il progetto ebraico".
Ida Magli è talmente antisemita, signori, da citare Maurizio Blondet come fonte. Ida Magli è talmente antisemita da considerare tutta la storia recente un "progetto ebraico", Ida Magli è talmente antisemita da citare l'usura ebraica come "vizio" razziale, dimenticandosi che gli ebrei furono costretti all'usura, essendo uno dei pochissimi mestieri a loro concessi,e proibito ai cristiani.
Ida Magli dovrebbe vergognarsi, ma veramente tanto, tanto, tanto.

lunedì 22 dicembre 2008

e basta, leggere i giornali! non conviene!

Dico, io penso che leggere i giornali è una cosa che non va tanto bene perchè se provate a fare due calcoli c'è la luce elettrica - se è inverno - altrimenti col buio non si legge mica, e quelli già sono soldi, e poi mica potete consultarlo senza un po' di stufetta accesa che fanno altri soldi, e certamente se non avete qualcosa sullo stomaco, fosse anche un panino, non c'avete i neuroni per finire quell'articolo lì.
Ed è per questo che leggere i giornali è una cosa che non conviene.
Garantisce Gabriella Carlucci, via Tarpaulin e Marco D'Itri.