mercoledì 4 febbraio 2009

Eluana non è un potos

Psalvus chiede nei commenti cosa si pensa di questo pezzo scritto da un suo amico su Facebook, riguardo alla vicenda di Eluana Englaro. Io - che sono sotto torchio lavorativo - mi sono limitata a rispondere così (decimo commento: ma qualcuno sa come si fa ad ottenere la URL del singolo commento?) . La risposta di RB però mi pare più articolata, incazzata e vivace, quindi di nuovo approfitto del fatto che il suo progetto di blog si sviluppa - in pratica - sul ritmo della costruzione della Sagrada Familia, le fotto il post e - evvai - anche oggi ho svortato aggratise!

Segue dunque la risposta a Psalvus di RB.

Parliamo di piante, di natura, e di dio. Preciso che io non credo in dio, ma credo parecchio nella natura degli esseri viventi.
Se il tuo amico avesse impiegato la metà delle capacità (?) che ha nel generare ciarpame suppurante patos, per informarsi sul mondo arboreo, allora si sarebbe tenuto ben lontano dal parallelo vegetale-stato vegetativo. Soprattutto utilizzando come esempio un potUs.
Perché vedi, il potus non credo che morirà.
Ha scelto la pianta sbagliata. Il potus non lo ammazzi nemmeno se lo usi per il lancio del piattello. In mancanza di luce si snoda come un groviglio di serpi verde pallido verso il minimo chiarore, in mancanza d'acqua scava profondo nella terra, e sopravvive .
E' - come si dice - la sua natura.
E' in realtà la natura di ogni cosa viva.
Il potus terrà duro perché è in grado di farlo - in quanto vivo. Poteva essere una metafora plausibile, se avesse fatto riferimento al caso di Rosanna Benzi: anche lei ha tenuto duro finché ha potuto, perché appunto ha potuto, ma Eliana ha perso quella capacità nel momento in cui s'è schiantata con l'auto contro un muro.
La cosa che più mi disgusta della gente come il tuo amico, è questo chiamare in causa la natura soltanto in determinati momenti di una determinata vicenda. La natura per loro, è come un salvacondotto per le loro idee becere da utilizzare soltanto per certe frontiere, soltanto per certi scali. Ma non tutti.
E' "innaturale" che ad Eluana venga "tolta" la vita ora. Ma non sembra a loro innaturale che le sia stata prolungata artificialmente diciasette anni fa. Questa gente - questa feccia- ha dimenticato del tutto cosa significa appartenere al mondo vivente, e di quanto la morte faccia parte della natura delle cose. Hanno inventato un dio che dispensa la morte come castigo per non dover fare i conti con il loro terrore cieco di quello che di fatto E' la natura (e senza dubbio è negli insegnamenti di dio): nascere, crescere, e morire.
Non mi importa se questi signori vogliono sostituire la parola dio a natura, perché comunque sia, Eluana è stata chiamata fuori dai giochi quel 18 Gennaio del 1992, non è stato né dio né la natura a infilarle sondini nel naso e IV nel braccio, né ad attaccarla ad un aspiratore, né a idratarla artificialmente. La natura (o dio) ha smesso di essere un argomento valido per questa gente dal momento in cui Eluana ha cominciato ad essere tenuta in vita artificialmente.
E una carta che è uscita dal mazzo non la si può ripescare a random solo perché ti fa comodo.
Se quel notevolissimo pensatore del tuo amico amasse davvero rendere plausibile il suo sottile parallelo, allora gli consiglio di fare così: che prenda il potus e gli dia una bella passata col lanciafiamme. Fuoco, e a volontà. In effetti è l'unica cosa in grado di ucciderlo sul serio. Quel che - diciamo - potrebbe essere l'equivalente di un trauma cranico irreversibile per un essere umano.
Poi se lo tenga in soggiorno, e riprenda ad annaffiarlo e concimarlo, e rinvasarlo e compagnia bella. A quello stecco fumante infilato nella terra, tutte queste cose gli deve fare, come se fosse ancora in grado di germogliare di nuovo. E lo deve tenere in bella mostra, in soggiorno, che tutti vedano come ha cura lui del suo potus.
E a quel punto, che osservi lo "stato interiore" delle persone che assistono allo spettacolo. Dalle occhiate che gli scoccheranno le persone "naturali", e sì - perché no - anche quelle che credono in dio. In un dio di cui davvero si sentono fatti a immagine e somiglianza, e non al dio fatto a immagine e somiglianza delle più meschine paure umane - allora forse capirà.
Capirà che piccolo ometto meschino, che razza di rivoltante essere umano sia.

Ecco cosa ne penso.

R.B.

domenica 1 febbraio 2009

due piccioni e la fava Sgarbi

Via Psicocafè, mi giunge voce di questa mostra, che tratta un tema affascinate trattato con inquietante protervia ideologica.

So poco di filosofia, ma questo attribuire a Nietzsche - in qualità di Senza Dio - la paternità ideologica del nazismo mi pare preoccupante, oltre che fondato su una banalità.
Sgarbi - con tono neutrale da scienziato delle arti e lanciando il suo discorso in modo ambiguo e indistinto, ci racconta che la matrice del nazismo (e quindi della follia?) è l'essere "senza Dio". E così per lui è il senza Dio Nietzsche che spiana la strada all'esplodere della hubris umana rendendo folle e violenta l'umanità. Non pago di aver propinato con apparente neutralità scientifica banalità dal comfort politico di un maglione di cachemire, Sgarbi approda - senza chiasso - al luogo comune per eccellenza: l'odio degli ebrei per gli arabi e degli arabi per gli ebrei è una follia che - sembra suggerire il filo rosso che conduce il suo discorso - è da attribuirsi al fatto che non solo i "senza dio" sono privi della griglia morale che salva dalla follia e dall'omicidio, ma anche quelli che onorano un Dio sbagliato: e giù tutto in un calderone dove Hitler e Olmert e Meshaal si fanno lieta compagnia, in attesa di raggiungere all'inferno il Voltaire, da dove guarderanno i santi inquisitori godersi la vicinanza a Dio nell'alto dei cieli, loro sì.

La follia nella pittura, da Bosch al suerrealismo, non è mai stata poi una "bandiera ideologica" - men che meno un elogio dell'irrazionale nei confronti della ragione - perseguito con assai più programmaticità dai romantici di tutti i tempi che dal surrealismo o dal dadaismo.

Nulla avevano a che fare con l'arte di regime delle ideologie novecentesche quegli artisti che in quegli stessi anni tentavano l'avventura di portare la luce sull'inconscio, considerati "arte degenerata" dai nazisti.

L'astuto Sgarbi, saldando l'arte con la propaganda politica, acchiappa due piccioni con una fava entusiasmando probabilmente i suoi datori di lavoro e lasciando me con più di un dubbio.

venerdì 30 gennaio 2009

serendipity 1 - una casa a cui manca un martello

Ho sempre temuto la matematica, fin dalla prima elementare.
Sarà perchè andavo a scuola col sonno, che di notte dormivo poco, oppure anche perchè non capivo una sega e basta, ma per me la matematica fin dalla prima ora del primo giorno della prima elementare ha rappresentato sostanzialmente una montagna di pochezza e sensi di colpa - le tabelline, le divisioni con la virgola - un vulnus insanabile e sempre più profondo che tendeva ad autoalimentarsi nel tempo fino a diventare un immenso bagaglio di insipienza, sempre presente e fondante, ma da tenere ben nascosto al mondo.
Come sia arrivata a diplomarmi, è qualcosa che non mi è chiaro. E' vero che il mio liceo era una sperimentazione fine nata alla fine degli anni '70, ma il mio prof di matematica era un sadico perfido coltissimo e affascinante, che ci faceva studiare eccome.
Arrancavo e qualcosa alla fin fine mi arrivava, anche se "mi mancavano le basi" dove per basi sia da intendere l'intero quinquennio di elementari, più i tre anni delle medie, dove me l'ero cavata facendo lo slalom tra quel che non sapevo, e naturalmente scopiazzando qua e là.
Però la matematica - incredibilmente - questa nemica perfida e ad un tempo affascinante, mi manca, e ogni tanto fa capolino da quel che leggo e non capisco: sgridandomi. Fa parte - lei - dell'ampio spettro delle possibilità mancate: no, nessuna carriera da fisica da rimpiangere, è che semplicemente mi manca uno strumento in più. Mi sento come come una casa a cui manca un martello.

giovedì 29 gennaio 2009

Esperanza Spalding

martedì 27 gennaio 2009

lunedì 26 gennaio 2009

il "comic relief" di martinez è un sionista koglione

Nel sito di Martinez, come comic relief tra un cranio fracassato dagli ebrei ammazza-bambini e una milza di neonato, viene pubblicata ormai una rubrica fissa: gli estratti dal sito Samson Blinded di tal Obediah Shoher, un presunto politico israeliano che scriverebbe - secondo quanto si chiacchiera nei forum - sotto pseudonimo per evitare la censura, e che sarebbe stato censurato tanto da Google quanto da Amazon dopo aver pubblicato il suo libro con una casa editrice a pagamento. Non ho trovato alcuna fonte credibile per dare informazioni che non siano del tutto inattendibili, non c'è neppure su Wikipedia ed è tutto dire.

Ad ogni buon conto, è prevedibile che per un sito come quello di Martinez - dedito alla propaganda - se pure ogni tanto ornata da qualche arzigogolato tentativo di ripulire i vecchi clichè con l'uso di un linguaggio moderno e non troppo retorico - trovare un ebreo kattivo non deve poi essere questa gran difficoltà.

Tutto sommato, se volessi dedicarmi io a infettare il mio sito di foto porno-macabre per palati forti e pubblicare i filmatini degli imam minacciosi di Hamas, i proclami violenti, le dichiarazioni di guerra, gli sconfinati progetti di conquista non avrei nessunissima difficoltà e avrei un post garantito al giorno senza fatica: gente con nome e cognome però, non fantasmi internettiani. E chiaro che di roba per stimolare l'odio verso l'arabo e stuzzicare il cotè pruriginoso/horror tanto popolare tra la gente che ama schierarsi senza riflettere ce ne è in abbondanza.

Però questo Obediah Shoerer che tanto gusta agli antisionisti tanatofili era un po' che mi incuriosiva, perchè più che kattivo mi sembrava peculiarmente koglione.
Il brano del comic relief di oggi devo ammettere che mi ha fatto ridere alle lacrime. Leggere per credere. L'uomo sostiene che Israele per sopravvivere dovrebbe...

"Corrompere gli opinion maker arabi. Invitarli nelle capitali del mondo, farli incontrare con funzionari di alto livello, concedere loro l'attenzione dei media, soprattutto bisognerebbe offrire buoni posti di lavoro in aziende israeliane, in patria e all'estero, a giovani attivisti e membri dell'intelighentsia palestinese dovrebbero. Questo ha funzionato per la maggior parte degli hippy americani e dovrebbe funzionare con i nazionalisti arabi. Venderebbero la propria patria per un po' di fama."
Ora, al di là del fatto che non si può non notare che le kazzate di questo anonimo autore di un libro, una "prospettiva Machiavellica sul Medio Oriente", edito da case editrici a pagamento, vengono citate tanto ossessivamente per nessun altro motivo al mondo che per scatenare l'odio antiebraico solleticando le prurigini degli amanti dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion (peraltro il il libro di Jolie da cui è stato tratto il noto libello era un dialogo immaginario tra Machiavelli e Montesquieu, e con questo l'antenato comune è trovato) io ho trovato davvero una collana di perle deliziose, questo brano.

Cioè, l'idea che ai tipi stile il mai rimpianto sceicco Yassin non si debba sparare e si debba casomai proporre un posto da managger in una catena di locali fighetti di Tel Aviv, facendo... come gli americani hanno fatto con gli Hippie....cazzo ragazzi non riesco più a smettere di ridere.

Un capolavoro assoluto e surreale, davvero. Meno male che in mezzo a tanto orrore ogni tanto anche l'odio può far ridere.

mercoledì 21 gennaio 2009

il Tama Merda


Visto che Rachel Barnacle si ostina a non aprire il suo blog, e a fare commenti strepitosi sul mio, glieli parassito e li pubblico come post, e fanculo.

Dunque a voi, a proposito di gatti e di armadi, il "Tama Merda". (la foto invece è della mia, per gentile concessione)



Gennaio del 2003: mi traferisco a Londra. Pochi soldi, tanti vestiti: armadio cerato con la zip della Argos, £19.59 e passa la paura.
Il Tama-merda comincia a saltarci sopra.
Non importa quanto distante sia da qualsiasi altra superficie utilizzabile a mò di trampolino. Né di quanto la sua massa corporea lasci ingannevolmente pensare che mai e poi mai quella creatura riuscirà - dal punto A (il parquet) - a raggiungere il punto B (l'armadio).
Il Tama-merda è come quegli scarabei col le ali piccole e il culo grosso che tecnicamente non dovrebbero essere in grado di volare: tra il pavimento e l'armadio c'erano due metri buoni e lui li saltava, o vagli a dì varche cosa.
Beh, facendola corta, dopo un annetto l'armadio potevo annodarmelo in vita e mettermici a ballare la Hula.
Arriva l'Aprile del 2004, e Yossarian mi raggiunge a Londra. Pochi soldi, ancora più vestiti: due armadi cerati con la zip della Argos, £39.18 e passa la paura (quello a brandelli ovviamente l'avevo buttato).
Mettiamola così, al Tama-merda va riconosciuta la volontà di primeggiare: raddoppia gli sforzi e questa volta dopo soli sei mesi Hawai`i akea i Kaua`i per due.
A quel punto Yossarian - che è un fine stratega - azzarda l'idea che forse è l'armadio cerato a trasformare quell'ammasso di ciccia traboccante in una tigre dai denti a sciabola.
"Proviamo a cambiare modello" - dice lui.
Proviamo.
E dunque, due armadi di legno e canvas della Argos, £59 eccetera eccetera.
Inutile prolungare la suspance: la colpa non era stata della presunta
natura provocatoria degli armadi cerati. O forse sì. Forse sì, e la bestia si era convinta di trovarsi in una specie di videogame multilivello. Avrà pensato di essere passato al livello due. Non so cosa immaginasse potessimo mettergli davanti come mostro finale, un quattro ante Luigi XIV, lo sa la madonna.
Fatto sta che io non sono strategica come Yossarian, e così molto poco strategicamente ho preso il Tama-merda e l'ho riempito di tanti e tali paccheri che alla fine pareva Guernica di Picasso.
Il che strategicamente parlando ha funzionato.
Con gli armadi.
Ma la cassettiera (sempre legno e sempre canvas e sempre Argos) misteriosamente ha cominciato a - come dire - entropizzarsi. I cassetti hanno principiato a plasmarsi in angoli innaturali, e alla fine - che cazzo te lo dico a fare - quella cassettiera magari Lovecraft buonanima sarebbe stato capace di descriverla, ma non io.
Dormiva nei cassetti, l'avrai capito. Anzi no, dormiva solo nel mio cassetto, giusto per ricordarmi che alzare le mani su Sua Maestade era stata una cattiva, cattiva idea.
La cassettiera lovecraftiana venne rottamata nel 2005, quando cambiammo casa, e questa volta il Tama-merda si ritrova davanti una cassettiera di legno solido . Niente canvas del cazzo, amigos. Livello tre.
Ora puoi credermi o no, ma quell'accidenti di catafone era vecchio, e faceva penare anche me per aprirlo. E lui, con le sue unghiette e senza pollice opponibile, deve aver penato tanto.
Ma c'è riuscito. C'è riuscito, per dio. E io che credevo che l'incubo fosse finito, ho continuato a ritrovarmi le mutande in cachemire.
Da allora, abbiamo cambiato altre due case (e altre due cassettiere. Gli armadi no. Si ricorda di Guernica.), e adesso ho un ripostiglio abbastanza grande da poterlo utilizzare come stanza-armadio. Anche la bisnipote della cassettiera legno e canvas è lì dentro. Dietro una porta massiccia e dalla maniglia tenace.
Il Tama-merda passa molte ore davanti a quella porta.
Livello quattro.

R.B.


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martedì 20 gennaio 2009

Audite audite

Rullano i tamburi, suonano le trombe! Vi annuncio che la Cooperativa Kazzeggio Demokratico, fondata da sua Bontà Gillipixel, la fata Farlocca e me medesima ha aperto e orora iviqui inaugura - mentre l'elicottero dell'ex presidente si avvia verso una serena pensione in Texas e io mi asciugo una lacrimuccia - "Parole in Cerca" un blog di cazzeggio, nato da una idea di Farly partita da un post di Gil (io non ho fatto una cazza, e per la Cooperativa questo è il massimo titolo di merito).

L'idea è che le parole generate automaticamente dal robot antispamming siano in cerca di un significato, e che una volta trovato venga eternato in un post: si possono scrivere racconti, pagine di enciclopedia, manifesti politici...chiunque voglia cimentarsi nei commenti è bene accetto, e qualche parola farà carriera e diventerà post.

sabato 17 gennaio 2009

si lavano in famiglia?

amico de chi

Una modesta proposta: scambieresti un amico per un panino?

venerdì 16 gennaio 2009

la legge fantasociologica degli universi paralleli

Esiste una Legge Fantasociologica degli Universi Paralleli, sempre valida.

Quando - in un universo X - la notizia del discorso di congedo di un presidente cretino e cattivo viene superata da quella di un aeroplano che aggredito da un branco di oche affiuma salvando tutti i passeggeri i quali - compostamente piazzati sulle ali - si mettono ad aspettare i traghetti per tornare a casa, è segno evidente che si è aperta una sorta di breccia tra il reale e il fantastico: ognuno può - nel breve tempo in cui la breccia è aperta - esprimere da uno a dodici desideri per il mondo e sperare che si avverino.

Procedo, senza aprire una catena ma augurandomi che continui:

1) Il neoeletto presidente Barak Obama convince Olmert e Hamas a trattare.
2) I palestinesi si incazzano con Obama: che nessuno si provasse a parlare con quei terroristi.
3) Gli israeliani si incazzano con Obama: Olmert è un politico finito.
4) Barak (Obama) parla con (Ehud) Barak che parla con Abu Mazen.
5) Si abbattono i muri, si costruiscono ponti: la pace è fatta e il medioriente sembra la Svizzera.
6) Si va alle europee e il Partito Democratico prende il due per cento.
7) Inizia il processo di rinnovamento del Partito Democratico.
8) Gli ex-margeritini si ricordano - come cattolici - di credere nel libero arbitrio e diventano pro-choice.
8) Soru (che ha vinto in Sardegna) diventa il capo del Partito Democratico.
9) Berlusconi viene preso da una irresistibile passione per le bocce. Vende Mediaset e si dimette da presidente del consiglio.
10) Il Partito Democratico, con Soru, vince le elezioni.
11) Un virus potentissimo e benigno rende tutte le donne del mondo sterili dopo il primo figlio: la terra è salva e - pfew - anche il consumismo.
12) Viene scoperto il modo di sfruttare il battito di palpebre di tutta l'umanità a scopi energetici. Il clima torna quello di una volta.

mercoledì 14 gennaio 2009

i nostri anni, un museo degli orrori

Quando in Francia uscì la legge che proibiva l'ostentazione dei simboli religiosi - velo, kippah, crocifisso - nei luoghi pubblici, qui venne accolta con un coro di scandalo.
Eravamo laicisti, noi che ci facevamo venire qualche dubbio.
Ma il dubbio, signori miei, non era mica dovuto al nostro spocchioso considerare superstizione tali ostentazioni.

No, non volevamo appendere Voltaire in luogo del Cristo in Croce, costringer le musulmane a mostrare le cosce in nome della rivoluzione sessuale del '68, corrompere i piccoli ebrei con dei rustici prosciutto e formaggio.

Nossignori: sentivamo - già allora - la preoccupante sensazione che la religione stesse diventando il territorio d'elezione per uno "scontro di civiltà" che ci lasciava a dir poco freddi, essendo i nostri valori ancorati saldamente alla nostra costituzione, che garantisce pari dignità ad ogni fede così come a nessuna fede: ci veniva il dubbio che dovesse essere il meno pubblica possibile, la religione, e che bisognasse stroncare sul nascere e in ogni maniera la tentazione di fare della fede una bandiera, un simbolo divisivo, un'identità politica.

La nostra civiltà, quella che si riconosce nella nostra carta costituzionale e che ha le sue fondamenta non in una inesistente e millantata cultura "giudaico-cristiana" ma nell'illuminismo, garantisce ad ogni religione pari dignità e ad ogni cittadino il diritto di professare quello che più gli aggrada, o di non professare un bel nulla. E se ogni fede ha pari dignità di fronte alla legge, nessuna è più rappresentativa, giusta, accettabile di altre: la fonte della laicità (o del lacismo, chiamatelo come più vi aggrada) è separare la religione della cosa pubblica e renderla un fatto privato. Su questo, riflettevamo noi che avevamo dubbi e un po' di invidia per la laica Francia.

Ma ecco che ora quegli stessi che gridarono - allora - allo scandalo laicista, nei confronti di chi si augurava in una maggiore "privatezza" delle manifestazioni religiose, frignano di paura e si stracciano le vesti di fronte ai mussulmani che pregano davanti alla Madunina.

Premesso che escludo che intendano proibire processioni, coretti e preghiere in piazza - mica sono laicisti come me - sarei davvero tanto curiosa di sapere cosa intenderebbero fare, contro le preghiere foreste nelle piazze italiane.

Proibire le religioni esotiche? Sputare sulla nostra costituzione?

(potremmo poi parlare di chi invece trova naturale e giusto che una passeggiata di un ebreo davanti ad una moschea provochi una rivoluzione, e si indigna di fronte alla reazione cattolica riguardo alla Umma in preghiera in Piazza del Duomo, ma sarebbe un altro lungo capitolo del museo degli orrori che sono diventati i Nostri Anni: sarà per un'altra volta. [cfr: distanti saluti])

lunedì 12 gennaio 2009

giorni di fuoco

Dedicato a quelli che "nessuno parla di Gaza", con il cuore pieno di furia.

domenica 11 gennaio 2009

the parent circle

Sono familiari - arabi ed ebrei - di vittime della guerra, nelle loro riunioni è proibito parlare di politica. Chi li ha conosciuti mi parla di persone assolutamente straordinarie. The Parents Circle.

perchè discutere con il kkk?

In un affascinante commento al mio post precedente, genseki scrive:

sarebbe come dire che lei sente l'esigenza ed ha l'intenzione di discutere solo con quelli che la pensano come lei!
Genseki, altrove, ha descritto Hamas come un "movimento i cui membri stanno morendo a centinaia per difendere un brandello di dignitá".

Questa frase sintetizza con estrema efficacia il suo porsi al di fuori di qualsiasi possibile discussione che possa avere sviluppo o interesse riguardo al medioriente: la logica di Hamas, che è la logica di nessuna trattativa, a nessun costo (logica - va detto - mai dissimulata) è una logica binaria, che per definizione esclude qualsiasi tipo di "discussione".

Ecco, quello che volevo dire io era che sono disposta a discutere (pur ricordandomi che si tratta di un gioco da tavolo, di nessuna pregnanza politica) con chiunque ragioni in base a logiche che includano tutto l'arco delle alternative possibili al di là della logica binaria.

D'altra parte è lapalissiano: la logica binaria prevede la ragione tutta da una parte, il torto tutto dall'altra: la prospettiva di vittoria tutta da una parte, e di sconfitta tutta dall'altra: Di cosa ci sarebbe mai da discutere, sarebbe interessante capirlo.

Ringrazio quindi genseki per avermi aiutato a chiarire in modo laico e sereno per quale motivo qualsiasi discussione con i sostenitori di Hamas, Kach, KKK, Rote Armee Fraktion, lui compreso sia sostanzialmente circolare e priva di qualsiasi possibile interesse.

mercoledì 7 gennaio 2009

un po' di pulizia

Sono giorni di cupa propaganda, e di scarsa se non nulla lucidità, creatività e intelligenza.

Apro facebook e mi esplodono in faccia come bombette beffarde le identità improvvisamente mutate dei miei amici. Non più tizio, caio e sempronio ma Madama Bandiera Israeliani, mister Kefia Shahid, signorina Davida Maghenni. La mia pagina degli amici di facebook sembra uno strano e demente corteo mediorientale: tutti insieme a manifestare per la guerra.

Scarico la posta e invece di trovare quel caro, bravo e rassicurante spamming che di solito rallegra le mattine di questo plumbeo inverno, tipo "Hisako Oranzky - 12 dosi supplementari gratis", trovo tonnellate di megabyte di articoli di Giulietto Chiesa e Debora Faith: Israele Usurpatore, Palestinesi Assassini. Manifestazione in solidarietà di questi e di quelli.

Sì, lo so, 600 morti, va bene. Ho capito, Hamas si va a nascondere nelle scuole. Ho capito.

Non sto dicendo che si debba essere equanimi, figurarsi...che non si possa essere di parte, non sto invitando a fare equilibrismi, a diventare democristiani.

Voglio solo dire che io - personalmente - non vivo bene questa guerra eterna e senza speranza, e non sono più disposta a giocarci a scopa con argomenti logori, stanchi, stantii, ripetitivi.

Non voglio sentire me stessa ripetere gli stessi argomenti agli stessi argomenti.

Anche perchè attribuisco proprio alla propaganda una delle prime cause di questo orribile capitolo della guerra: le sofferenze di questi e i patimenti di questi altri, nessuna alternativa...sono tutte cazzate: Hamas non aveva altro motivo di rompere la tregua che provocare il bagno di sangue per autopromozione, e ci è riuscita, e Olmert non aveva altro motivo per bombardare Gaza che vincere le elezioni, e ci riuscirà.

E anche qui, in quel sangue, tutti gli antisionisti/occidentalisti/terzomondisti sembrano sguazzare felici e contenti, ruminando idiotamente gli stessi esangui argomenti.

Per quello che mi riguarda quindi: grazie, ma no grazie.

Ho preso - per il mio benessere - la ferma decisione di rifiutare nel mio campo visivo e auditivo qualsiasi cosa ricordi "bandiera" "sangue" "solidarietà con X" "Solidarietà con Y e di partecipare a discussioni e/a scambi intorno all'argomento purchè rispondano rigorosamente ai seguenti requisiti:

1) Avere qualche minima nozione del problema.
2) Dire cose meditate.
3) Dire cose nuove.
4) Dire cose pragmatiche.

Qualsiasi affermazione/testo/vignetta/post/fotografia non abbia come minimo tre requisiti su quattro, non mi interessa.

Inoltre dichiaro chiuso il mio esperimento beota di contatto non solo con chi appoggia, ma anche con chi non rifiuta con decisione organizzazioni di assassini come Hamas, Kach, il KKK, Hizbullah, Naziskin, Rote Armee Fraktion. So che per qualcuno è ovvio, ma io ci sono arrivata solo ora, vedendo la gioia e l'aperto godimento con cui si inzuppa il biscottino nel sangue.

domenica 4 gennaio 2009

vita da blogger

Ieri, avventurandomi come di consueto in Zone non protette del web, mi sono ritrovata di fronte ad una imbarazzante domanda postami dall'Antagonista Perfetto: Sono forse d'accordo, mi chiede, con l'assunto del Feroce Blogger Uriel* , ovvero che l'umanità migliorerebbe se Morgan, Allevi, Bertinotti e tutti i palestinesi venissero cancellati dalla faccia della terra, per poi accusare di questa malefatta gli ebrei?

Io non è che sia d'accordo, ma temendo - messa alle strette - di ritrovarmi a condividere un gruppo Facebook con l'Antagonista Perfetto dal titolo "sareste d'accordo, se solo fosse possibile, a cacciare Uriel dall'Italia" ho provato ad evadere astutamente la domanda e a distrarlo con una quisquilia che si potrebbe evincere dal post del Feroce Blogger (il quale oggi - povero - cerca di spiegare ai suoi topolini - evidentemente in fuga - che lui scherzava, e che solo chi resta e capisce che scherzava è intelligente).

E insomma gli ho chiesto, furbina, all'Antagonista Assoluto: "cosa ne pensi della strategia di Hamas, di rompere la tregua da una condizione di debolezza assoluta esponendo il suo popolo alla rappresaglia israeliana? Quali effetti potrebbe avere a breve, lungo, e medio termine?"

L'Antagonista Perfetto, che diversamente da me che tendo ad evadere le domande imbarazzanti dà sempre risposte in tema, mi ha spiegato che lui non è d'accordo con Hamas, perchè non è per uno stato confessionale ma multietnico.

Questo, naturalmente, chiude la questione e apre il medioriente ad una nuova fase di creatività.

Io per esempio sto studiando un progetto per implementare lo stato multietnico del futuro, fondato sul modello di Oz (non Amos, eh, parlo del Fantastico Mondo).

Si tratterebbe di obbligare tutte le donne a vestirsi come Judy Garland, indossando rigorosamente le scarpette rosse (colore antidepressivo) e una lunga gonnona. Questo costringerebbe le mussulmane e le ortodosse a rinunciare senza fatica al velo, e allo stesso tempo imporrebbe una certa misura alle zoccole israeli che vanno in giro con la mini e le tette al vento.

Gli uomini avrebbero una maggiore varietà di vestiario: imbuti in testa, abiti da spazzacamini che con la polvere che c'è da quelle parti non sporca, leoni - che sono è vero un po' caldi, ma tanto i Chassid si vestono come in Polonia e i beduini si coprono di lana...

Ecco, poi c'è chi dice che il mondo dei blog non è interessante...

*
http://www.wolfstep.cc/173/no-non-hanno-il-diritto-di-esistere/

mercoledì 31 dicembre 2008

per un 2009 passabile, vah...

Mi mancano le idee per un post capodannesco e così rubo quello del mio amico Gillipixel - sedicente "blogger campagnolo": sicuramente del tutto privo di quegli ammiccamenti cinichelli, smagati e sardonici di noi urbani (o campagnoli di ritorno, che è lo stesso) che ce la tiriamo un po' da uomini di mondo.
Sarà pure campagnolo ma non è poco abile nello scrivere, il Gil, soprattutto quando gioca con i numeri, le forme e le parole.

lunedì 29 dicembre 2008

il medio oriente non è un koan

La malafede è - per la psicoanalista Simona Argentieri - non soltanto un problema etico, ma una forma di nevrosi. La mente dell'ambiguo è costretta a dissociarsi costantemente per evitare l'onere della coerenza: chi è in malafede deve poter far convivere dentro di se' non soltanto una ma più morali, e farle scorrere in binari paralleli e tra di loro sempre incomunicabili: evitare il conflitto interno e il dispendio energetico che ne deriva è la regola aurea dell'ambiguo: gli aerei a bomba sulle torri gemelle possono essere nel contempo - a seconda degli argomenti dell'interlocutore - un'opera di giustizia o un "inside job" della CIA, senza che queste due "teorie" entrino mai in contraddizione.
Il "pensiero unico", terreno assai fertile per la malafede, ha informato e informa la questione questione mediorientale, e in questi giorni più che mai il fenomeno è evidente. Gli israeliani sono onnicolpevoli e i palestinesi specularmente onninnocenti, e ogni contraddizione all'interno di questa dicotomia non potrà essere composta e dovrà essere accuratamente ignorata. Nessuno sembra rilevare ad esempio la qualità paradossale dell'obbligo morale cui dovrebbe sottostare quel paese: a chi altri infatti si chiede di ...perdere la guerra in virtù della propria forza?
Quello che per un prete buddista sarebbe un koan su cui scervellarsi in lunghe sedute di meditazione, è diventato un luogo comune, una specie di ovvietà: tanto più Israele è forte, tanto più è tenuta essere debole! Logico, no?
E come se fosse la cosa più logica del mondo, vediamo quelli che sostengono più o meno apertamente Hamas - organizzazione che ha fatto della guerra fino ad eliminazione totale del nemico e a qualsiasi costo la sua bandiera - accorrere per primi a stigmatizzare la logica che hanno loro stessi hanno entusiasticamente sposato - ovvero quella della guerra - senza sentire il benché minimo stridore, la benché minima contraddizione!
Io dico che chi mette avanti alla vita del singolo l'Ideale Superiore dovrebbe avere il fegato, il coraggio civile e la coerenza di portare fino in fondo e senza ambiguità la propria visione! Dovete applaudire, al passaggio di quelle bare, alla carne dilaniata, dovete esaltarvi e lasciarle a noi che odiamo il sangue e non coltiviamo Ideali Superiori alla vita umana, le lacrime!

mercoledì 24 dicembre 2008

buon natucchah a tutti

Non ero una bambina cattiva, di solito.
Voglio dire: di solito. Perché qualche volta sì.
Un Natale di molti anni fa, per esempio, scassai per sempre la fede in Babbo Natale della mia amichetta Livia, di qualche anno più piccola di me.
"E' ora che Livia sappia la verità" non facevo che ripetere a me stessa quel giorno. Quella trepida attesa così organizzata, che ogni anno si rinnovava e che a me, figlia di atei ebrei di sinistra, era negata (ma non i regali)... il piattino con il cibo, il bicchiere di vino, lo spiffero della finestra aperto a mo' di varco per il Panciuto Benefattore: la coscienza di essere una "illuminata", più matura e consapevole dei miei coetanei riguardo alle fole infantili non mi era di alcun conforto: avrei voluto tantissimo crederci anch'io, e tenere il gioco di quei genitori contapalle dediti a ordire con cura e grazia le trame della sceneggiata serviva solo ad alimentare la fiammella dell'invidia, che io chiamavo - con inconsapevole ipocrisia - indignazione: il medioevo consumistico e para-religioso della mia amica aveva da finire, e io l'avrei aiutata nel suo Cammino verso la Verità.
Ricordo ancora la sua faccia furibonda e rigata di lacrime grandi come bocce: sconvolta e tremante mi si scaraventò addosso, determinata a porre fine alla mia esistenza di portatrice di bigie novelle.
Fui salvata dai contaballe, e per un pelo.
Non mi stupisce che i più moralisti e rigorosi custodi di Istituti come la Verità, la Tradizione, la Fede, l'Ideologia, l'Identità ancora oggi si scaglino contro la spuria istituzione panciuta di dubbia e sospetta origine mercantile (pare, si mormora, che siano però agenti del controspionaggio, almeno alcuni): qui è tutto un esecrare le feste, ultimamente: da quest'anno gli ebrei italiani si sono addirittura autoproibiti Halloween, casomai le maschere da fantasmi fossero troppo iconiche per la nostra Tradizione...
Ecco, io penso che - al contrario di quello che sosteneva Lewis Carroll e come da breve autobiografia di cui sopra - i bambini non nascano punto immacolati e votati al bene, e che sentimento assai più trasversale e universale dell'infanzia sia invece il piacere dell'abbondanza, delle leccornie, dei doni, delle luci e dei colori e delle belle storie raccontate con allegria.
Prima - naturalmente - che a corromperli e a mortificarli ci pensino gli istituti di cui sopra, beninteso.
Quindi, in attesa di tempi migliori, accettando di buon ordine il rigore obbligato e sputando in faccia al rigore d'elezione, mi auguro e vi auguro feste spurie, contaminate, meticcie e traboccanti di ogni bene.

martedì 23 dicembre 2008

Ida Magli, l'antropologa razzista

Per chi si stupisse, nel constatare che i più vieti e triti luoghi comuni razzisti possono venire dall' "accademia", basta ricordare il "manifesto per la difesa della razza", firmato da 180 scienziati, ed è dell'altroieri la "provocazione choc" di Watson, sulla minore intelligenza dei neri.
E' che per me, che di Ida Magli avevo seguito - da proto-vetero-femminista - gli affollatissimi corsi di antropologia culturale negli anni 80, traendone anche un certo fanatico piacere, è una sorpresa che si rinnova ogni volta.
Eppure bisogna starci, leggere per credere: "il progetto ebraico".
Ida Magli è talmente antisemita, signori, da citare Maurizio Blondet come fonte. Ida Magli è talmente antisemita da considerare tutta la storia recente un "progetto ebraico", Ida Magli è talmente antisemita da citare l'usura ebraica come "vizio" razziale, dimenticandosi che gli ebrei furono costretti all'usura, essendo uno dei pochissimi mestieri a loro concessi,e proibito ai cristiani.
Ida Magli dovrebbe vergognarsi, ma veramente tanto, tanto, tanto.

lunedì 22 dicembre 2008

e basta, leggere i giornali! non conviene!

Dico, io penso che leggere i giornali è una cosa che non va tanto bene perchè se provate a fare due calcoli c'è la luce elettrica - se è inverno - altrimenti col buio non si legge mica, e quelli già sono soldi, e poi mica potete consultarlo senza un po' di stufetta accesa che fanno altri soldi, e certamente se non avete qualcosa sullo stomaco, fosse anche un panino, non c'avete i neuroni per finire quell'articolo lì.
Ed è per questo che leggere i giornali è una cosa che non conviene.
Garantisce Gabriella Carlucci, via Tarpaulin e Marco D'Itri.

venerdì 19 dicembre 2008

gliela mettiamo in kulo, alla grande S.Marino

Gli è che mi è arrivato un commento di un antisionista che è davvero un capolavoro: è proprio l'antisionista classico - in tutti i suoi mantra e i suoi clichè - solo...un attimino meno mascherato: Lodolini dixit:

te lo dico io. sono 60 anni che voialtri sionisti sognate la grande israele, facendo pagare le colpe dei nazisti ai palestinesi che fino a prova contraria non centravano un cavolo.
Se me lo dice Lodolini, si vede che ci dobbiamo credere.
In effetti, a pensarci bene, la "Grande Israele" in sessant'anni di avanzata del suo potente esercito, è arrivata a poter competere con il "Grande S.Marino", nella famosa gara a chi ce l'ha più lunga (la nazione).

D'altra parte ch ha l'esercito più potente del mondo, potrà ben permettersi un po' di grandeur.

Potevatelo fare in germania il vostro israele.
Siamo ancora in tempo, Lodolini. Tu intercedi presso la Merkel, e appena la Germania è pronta ci fai un fischio.
Ma lo sai che hai risolto il problema del medioriente?
C'è un tizio sui newsgroup che sostiene che basta che laggiù si faccia come in svizzera (e nel Rwanda Burundi no?) e si vada giù di cantoni, ed è tutto risolto.

Pensa tu, tante soluzioni creative e a quei cretini non viene in testa niente di meglio che un muro.

I sionisti già al tempo dei romani crearono solo disordini.
Giù nei commenti qualcuno ride e qualcuno inorridisce per l' "errore". A me non fa tanto ridere, e non credo che sia un "errore": mi è chiaro da un pezzo che "sionisti" è uno spostamento semantico per "ebrei". Lodolini è semplicemente meno accorto di altri, più ingenuo, meno bugiardo.

Non è un caso che fascisti e destrorsi come shilok il cui nome è tutto un programma (l'ebreo avaro di shekespeare) sia un abituale frequentatore di questo blog.

Giù le zampe dalla mia nemesi, Lodolini.

giovedì 18 dicembre 2008

less is more

Quanto si può essere espressivi, allusivi, diretti, indiretti, ironici...componendo due semplici linee nere, una orizzontale e una verticale su sfondo bianco?
Moltissimo. Basta chiamarsi Ferenc Pinter.

Artista italo ungherese, uno dei più grandi illustratori italiani del dopoguerra, viene ricordato, ad un anno dalla morte, con un sito a lui dedicato: da non perdere.

Hat tip: Mmax

lunedì 15 dicembre 2008

giovedì 4 dicembre 2008

moi, marlene

Leggendo l'ultimo post del sempre ottimo Psicocafè (non c'entra nulla, ma tant'è) e avendo parlato poc'anzi di cinema d'essai mi è tornata in mente l'esperienza più estraniante della mia vita.
Uscita dal cinema Farnese, molti anni fa, dopo aver visto L'Angelo Azzurro, per qualche ora mi sono sentita in tutto e per tutto Marlene Dietrich. Nel senso che ero proprio lei, nell'anima e nel corpo, e non riuscivo a tornare nei miei panni: semplicemente io non ero più io ma ero lei. Uhm, chi mi conosce la smetta di ridere per favore.

martedì 2 dicembre 2008

could we start again, please

Un commento di Farlocca mi ha fatto ricordare l'abitudine infantile e adolescenziale di vedere e rivedere i film all'infinito, senza stufarsi mai. Lo fanno anche ora, i ragazzini , ma avendo a disposizione videocassette o DVD hanno il vantaggio/svantaggio di possedere il film, e di averlo sempre a disposizione: quando eravamo piccole noi invece si aspettava ansiosi che ridessero il preferito nelle seconde e poi nelle terze visioni, e magari pure nei d'essai...e ogni volta che si beccava l'agognato cocco bello ci si precipitava a rivederlo, pregustando già scena per scena il gusto noto. Io ho visto un numero infinito di volte "Yellow Submarine", e "Supervip, mio fratello Superuomo", ma anche "Il Laureato", "Qualcuno volò sul nido del cuculo", "I Lautari", "Frankestein Junior", "Un uomo da Marciapiede" per non parlare di "Jesus Christ Superstar" di cui ancora adesso ricordo letteralmente ogni singolo fotogramma e canzone.

lunedì 1 dicembre 2008

giovedì 27 novembre 2008

gli storici israeliani e la pratica dell'antisionismo

qua, il thread lanciato su ice (it.cultura.ebraica)

Mi è arrivato - in pdf sulla mail di rosalucsemburg - un articolo di tal Shlomo Sand, uno storico israeliano.

La tesi di questo signore è che la diaspora non sia conseguenza dell'esilio, ma del proselitismo ebraico. Non ho assolutamente strumenti per giudicarne la validità storica, ma al di là del contenuto mi allibisce la fallacia logica delle conclusioni politiche: secondo questo "antisionista" di professione infatti questa "scoperta" minerebbe la legittimità dello stato ebraico.

Personalmente non ho mai pensato che la legittimità dello "stato degli ebrei" fosse da fondare su una continuità "etnica" con l'antichità: a prescindere da quale sia la realtà storica di quella antichità. La legittimità "giuridica" si fonda - come tutti gli stati del mondo - sul fatto stesso di esistere e di essere riconosciuti come nazione. L'idea di fondare uno stato ebraico non è nata su basi biblico-religiose, ma come risposta alle persecuzioni - tutt'altro che mitologiche - che si sono dimostrate con ogni evidenza endemiche indipendentemente dal grado di assimilazione degli ebrei stessi. Avevano altra scelta, gli ebrei, a parte fondare uno stato, per la loro sopravvivenza non solo collettiva ma come individui? E se non l'avevano (io penso che non l'avessero, e qui inizia e si conclude il mio "sionismo") in quale altro posto avrebbero dovuto fondarlo se non nella terra a loro cara - non importa quanto per motivi storici o mitologici - dove per vicende di cui gli ebrei non sono responsabili non esisteva ne' era esistito uno stato sovrano, terra contesa con un popolo le cui leadership avevano perduto la guerra alleandosi fattivamente con i nazifascisti?

In quale altro caso al mondo sarebbe pensabile mettere in discussione la legittimità di una qualsiasi forma amministrativa in base ad una ricerca storica su fatti avvenuti migliaia di anni prima?

domenica 23 novembre 2008

cose più allegre

Ecco, succede che uno vorrebbe trovare qualcosa da dire sulle italiche vicende, chessò, commentare il comportamento di Villari, le simpatiche trovate di Latorre, vorrebbe dire di quello che pensa del partito che ha sempre votato e sponsorizzato, ma è che poi sorge una strana voglia di cambiare argomento, di parlare di cose più allegre, non so: la vecchiaia, o la morte.

giovedì 20 novembre 2008

la Grande Cotonatrice

In certi fetidi bassifondi di internet che frequento si dice, di taluni personaggi che bazzicano colà, che "cotonano pipponi", ovvero che fioriscono e gonfiano brandelli di sciocchezze fino a farle diventare delle grosse palle cotonate e pompose. Ecco, penso che la regina della "cotonatura" di pipponi sia Susanna Tamaro, guardate dove arriva partendo dalle sue opinioncelle prolife?


"Ricordo il caso di una ragazza che, avendo trovato un insetto in un pacchetto di patatine fritte, ha fatto causa alla ditta produttrice chiedendo i danni biologici per lo spavento provocato, danni che le sono stati peraltro riconosciuti. O casi di genitori che hanno denunciato un medico per un figlio nato con difetto di deambulazione. Ma è davvero questo il senso della nostra vita?"


hat tip:Galatea

venerdì 14 novembre 2008

il miglior presidente è quello che non c'è

Non ho mai pensato che se Obama fosse stato eletto sarebbe sopravvissuto al suo mito: quello che deve fare - superare il crack del sistema evitando che la gente sia alla fame, e operare in tempi rapidi una riconversione energetica - è quasi impossibile e non credo che potrà essere fatto in modo indolore. Si vedrà - col tempo - se l'uomo vale davvero o se è solo un bravo promotore della sua immagine.
Ma che il processo di erosione del mito inizi ancor prima del suo insediamento è cosa che mi lascia esterrefatta. Da Dagospia al Manifesto, a Giulietto Chiesa (ma perchè stupirsi?) - per non parlar del papa - l'è tutto un ciacolare di trilaterale, lobby ebraica, uomo del sistema, marionetta dei potenti, "prodotto Obama"...all'improvviso tutti scoprono finanziamenti di lobbies,
truschini filosionisti...il nuovo presidente insomma poteva essere amato solo se se perdente: d'altronde l'impero del Male non può redimersi, deve essere sconfitto.

signora mia, ci viene meno anche la CIA

ore 6.30 - si accende la radiosveglia sul radiogiornale, e sento nei fumi del sonno che il nostro presidente in Russia ha dichiarato che gli americani hanno "provocato" i russi con i missili in Polonia. Sobbalzo, e poi mi dico che ho capito male.

ore 7.00 - La rassegna stampa di RAI tre ripete la notizia: allora è vero. Siamo ufficialmente schierati con i russi.

resto della giornata - la notizia non viene data nei telegiornali o viene data in tono minore, riportando le dichiarazioni di Berlusconi "volevo dire che...". Come se non fosse successo niente. Ma forse è proprio questo il punto: non è successo niente. Una dichiarazione di Berlusconi è ormai il nulla: neppure su qualche missione segreta CIA si può contare, al giorno d'oggi, signora mia.

venerdì 7 novembre 2008

bello, giovane e abbronzato

A me, più che un motto di spirito, pare una rosicata.

giovedì 6 novembre 2008

se potessi mangiare un'idea

"In Virginia il signor Brown era l'uomo più antirazzista, un giorno sua figlia sposò un uomo di colore: lui disse: "bene", ma non era di buonumore".
Per qualcuno, mi dicono, questo globo giubilante sarebbe "razzista". I bastian contrari, gli snob di professione si sa sempre dove sono perché - quanto i modaioli e i conformisti - nuotano d'ufficio controcorrente. E quando il globo è in festa ovviamente sono sempre un po' incazzati.

Ma che cavolo, si potrà essere "di buon umore", insieme a qualche miliardo di persone giubilanti, in tutto l'orbe terracqueo, dal Kenia all'Inghilterra, senza esser chiamati "razzisti"? Ma che diamine, viviamo in un mondo dove gli abitanti della città giapponese di Obama sono in festa perchè hanno eletto un presidente omonimo: potremmo per una volta al mondo sorridere con una umanità che non è soltanto una fogna, ma è anche un po' buffa, allegra e strana?

Il razzismo è un modello comune, nel nostro mondo. Non ci saranno schiavi o deportati, forse, ma è un modello comunque utile, che di minima toglie di torno dei competitors. Questa gioia è in parte un incantesimo che si scioglie, è un po' una magia che smentisce il "non ce la farà mai a diventare presidente, perchè è nero". E certo che la sfiducia, il sospetto, il pregiudizio infettano anche un po' i nostri cuori, e certo che è anche per questo, che siamo contenti. Siamo contenti perchè balliamo sulle ceneri del nostro ultimo pregiudizio: i democratici non dovevano affatto "essere prudenti", Obama ha vinto.

Poi domani forse finirà anche questo sogno, nel confronto con la realtà ma ieri, e oggi per chi è in ritardo come me... facciamo festa, e balliamo sulle ceneri del negro-icona "che da lì è venuta l'umanità", "l'anello di congiunzione", "il buon selvaggio", quello che "è meglio non candidare perchè tanto non lo votano".
Per questo, e perchè finisce l'era di Bush, brindo con le moltitudini, poi domani si vedrà.

giovedì 30 ottobre 2008

entropia e meteorologia

Io mi ci sono accodata, uscendo dal dentista, al corteo di studenti che usciva da via Bocca di Leone e si infilava in via di Ripetta per raggiungere Piazza del Popolo. Ma sarà che tengo una età, o sarà che in questo periodo la realtà va assumendo sempre più una qualità, una grana tipica dei sogni: dice che gli studenti di destra e di sinistra manifestano insieme, lo so, e che una specie di nano cattivo manda i pulotti a provocare gli uni e gli altri. Dice che va bene così, questa amicizia rossobruna in nome dell'antigelminismo - che pare che l'antifascismo sia superato. Sarà: ma a me mi fa strano vedere questi ragazzotti da stadio, tappati da fasci ma multietnici ma romanacci - bianchi e neri e gialli - che si scalmanano cantando slogan trasversali e bipartisan, tipo "Berlusconi merda" o "Gelmini vaffanculo" sul motivetto "all'armi, all'armi, all'armi siam fascisti" (forse - va detto - purificato dalla sua tetra origine da un riciclaggio in qualche curva: nord, sud, non saprei).
"Ah, questi giovani d'oggi" verrebbe da dire: ma ci siamo proibiti il passatismo in ogni sua forma, e poi ha un suo fascino onirico, appunto, l'entropia.
Comunque, tutti quei credenti che hanno votato berlusconi dovrebbero riflettere sulla meteorologia: tanto al circo massimo che a Piazza del Popolo la manifestazione è stata baciata dal sole, e subito dopo liradiddio.

Piazza del Popolo durante la manifestazione:

Piazza del Popolo subito dopo:
Mi pare un segnale chiarissimo, a me.

più di un milione

dichiarano gli organizzatori, ma per la questura sono cinquecentomila.

lunedì 27 ottobre 2008

i buffi calcoli dei livorosi

Circola la voce, tra i più sprovveduti e/o i più in malafede dei livorosi, che il Circo Massimo contenga 200.000 - 300.000 persone. Rimembranze liceali, o più probabilmente irriflessive ricerche su wikipedia, possono essere la fonte della cifra, tanto esatta quanto maldestramente interpretata.
300.000 persone, certo, erano quelle che si potevano sedere sulle gradinate, ma l'arena restava ovviamente vuota di spettatori per lasciare spazio alle bighe, come i livorosi stessi potrebbero controllare da fonti affidabili.

D'altra parte, le buffe persone che oggi affermano che al Circo Massimo entrerebbero 300.000 persone...

...sono le stesse che alla manifestazione di Berlusconi a S.Giovanni hanno contato i milioni. (la scale delle due immagini ovviamente è la stessa)

Quanto a noi, non saremo stati due milioni e mezzo ma eravamo una caterva di facce che vi guardavano torve nell'attesa di schiaffarvela nel culo. Allora ci potrete contare per benino.

domenica 26 ottobre 2008

avete mai provato

...la bizzarra sensazione di essere in compagnia di due milioni di persone che - insieme a voi - pensano all'unisono: "non è che proprio mi senta felice di essere qui, ma non volevo che la piazza fosse vuota?"

domenica 19 ottobre 2008

coincidenze etimologiche

Ho sempre pensato che tra "etichetta" nel senso di bon ton ed etichetta quella delle bottiglie di vino ci fosse uno stretto legame etimologico.
In effetti c'è, come suggerisce il "Cortelazzo - Zolli":

Sp: etiqueta "cerimoniale che si osserva nelle corti", dal fr.etiquette nel senso originario di "dicitura, cartiglio" con cui s'indicava sulle buste e sui fascicoli il contenuto specifico, specie nell'uso burocratico e giuridico (pratiche, processi, relazioni, liste ecc) (che poi se vai ancora indietro si arriva all'olandese "stikken", attaccare)
Ma oggi per un attimo m'è venuto il dubbio che l'etichetta potesse anche non essere questa specie di "bugiardino" delle buone maniere, questa sintesi formale che descrive e quindi prescrive il comportamento corretto, questo elenco degli ingredienti del galateo, ma che fosse, a tutti gli effetti, una etica piccola.
Strano caso, quello delle coincidenze etimologiche. Nessuno potrebbe avere dei dubbi che "Accordare" nel senso di mettere d'accordo sia sorella gemella di "accordare" nel senso di "intonare in modo armonioso", e invece - provenendo dal cuore (cor cordis) la prima e dalla corda (chorda) la seconda...non sono neppure parenti.

mercoledì 15 ottobre 2008

Vespa e il GIANPIP (ECB)

Stamattina ho provato l'agghiacciante esperienza di ascoltare una intervista a Bruno Vespa in questi tempi bui, fatta da un Giornalista Impegnato a Non Perdere il Posto e Come Biasimarlo. Il giornalista - cercava disperatamente - per salvarsi la faccia e non sputarsi allo specchio - di essere "graffiante".

"Il tuo libro è come un Big Mac"

diceva. E uno si poteva aspettare che da lì potesse sgorgare un qualche abbozzo di critica: ma poi spiegava:

"E' fatto a strati, ci sono tante cose, tante possibili diverse letture, il giornalismo di inchiesta, la critica politica".
Urka, che graffio doloroso.

"Che ne dici, Bruno?"

E lui, vagamente seccato:

"Mah, sì e no"

E il Giornalista Impegnato a Non Perdere il Posto e Come Biasimarlo, dando di gomito alla fidanzata in ascolto:

"Ti vedo seccato, non ti piace il Big Mac?"

"Mi piace moltissimo, ma..."

e giù autoincensamenti.

A un certo punto il povero cristo, visibilmente combattuto tra la paura di fare brutta figura con la sua fidanzata in ascolto e quella di perdere il posto chiede la viscida serpe quale fosse - secondo lui - il suo editore in RAI.

Nessun dubbio, da parte di Vespa, ne' rincrescimento. Una arrogante sincerità.

"Il mio editore? Ma è il Governo, mi sembra ovvio. E' anche il tuo editore"

Farfugliamenti vaghi da parte di Giornalista Impegnato a Non Perdere il Posto e Come Biasimarlo.

Chissà, non avrebbe potuto ricordare che un tempo - quando c'era la famigerata (e quanto rimpianta) lottizzazione, e non c'era la Mediaset al governo, le reti erano "spartite" tra i partiti?

Non avrebbe potuto ricordargli quei tempi felici in cui l'informazione plurale era garantita dalla lottizzazione, dai finanziamenti pubblici ai giornali, dalla separazione tra politica e media privati...

Macchè, non dimentichiamoci che Giornalista Impegnato a Non Perdere il Posto e Come Biasimarlo aveva graffiato Vespa chiamando il suo libro "Big Mac".

Perchè stratificato, eh...attenzione. Che il libro sia cheap l'ha capito solo la sua fidanzata, e come ha riso...

basta un poco di marketing e il razzismo va giù

Questo è un governo subdolo. Ora tentano di istituire le classi differenziali per gli immigrati che non passino l'esame di italiano: naturalmente i pirla cronici, mentre si asciugano le bave, sono già pronti a bersi la versione del governo: quella gente deve imparare l'italiano, poverella, per poter vivere bene nel nostro paese.
Peccato che l'italiano - in una classe di rumeni, marocchini, albanesi, cinesi e filippini e una prof stanca e giustamente inferocita - si impara come noi tutti abbiamo imparato l'inglese a scuola, ovvero non si impara mai, mentre in una classe di italiani bastano due mesi.
No, ma che dico. Un ragazzino la lingua la impara in un mese - se è circondato da compagni che la parlano - due sono troppi: chiunque abbia figli ha potuto verificare che i compagni figli di immigrati nel giro di nulla erano in grado di fare gli interpreti ai genitori.
E naturalmente - siccome il nostro governo è composto da bugiardi e manipolatori di professione, racconta che è un sistema per migliorare l'integrazione. Invece iniziare un ciclo in una classe differenziale implica finire, il ciclo in una classe differenziale. Non imparando l'italiano, e - di conseguenza - non imparando neppure le materie che vengono insegnate, ci si ritroverà di fronte al nuovo ciclo enormemente indietro, rispetto ai coetanei italiani.
Questo è semplicemente un modo per tenere gli immigrati "al posto loro" allontanandoli dall'integrazione.
Naturalmente non stupisce, come fa notare il mio amico Eugenio, che gli attivisti dell'antimondialismo arrivino alle stesse identiche conclusioni, a destra come a sinistra.

Erano tempi belli, quelli della correttezza politica, dove bisognava cercare di non offendere l'altro anche se ti stava antipatico. Oggi è trendy il culto identitario, e benvenuti all'inferno.

martedì 14 ottobre 2008

bullismo


Prossimamente, per la serie "bulli", Mussolini, Pinochet, Francisco Franco, Goebbels...

lunedì 13 ottobre 2008

il fascino discreto dell'austerità

Chissà se questa invenzione - credo mai sperimentata - è già superata: geniale sussidio di un consumismo oramai al tramonto! Avremo mai abbastanza pile usate da mandare avanti lampioni a led, o dovremo farci bastare la luna, che farà poca luce ma consuma quasi niente?

sabato 11 ottobre 2008

sorpresa!


Da Dailyhaha

venerdì 10 ottobre 2008

spelling

(mi è arrivata via mail, pare sia un fatto vero, accaduto a un call center Tiscali)

CLIENTE:
"Scusi dovrei mandarvi una lettera, mi dice l'indirizzo?"
OPERATORE CALL CENTER:
"Tiscali Italia SPA, strada statale 195, chilometro
2300, Località Sailletta, Cagliari"
CLIENTE:
"scusi, come si scrive 'Sailletta'?"
OPERATORE:
Le faccio lo spelling.

giovedì 9 ottobre 2008

voci che fanno pulizia

La buona fede è contagiosa. Questo ragazzo racconta la Palestina - dove è stato e tornerà come volontario - senza idee preconcette, pregiudizi, e odio antisraeliano.
E l'effetto di una voce "pulita" pulisce i pregiudizi altrui, per simpatia: ad esempio i miei. E' con un certo stupore, infatti, che prendo atto del fatto che questi bambini non sono armati di kalashnikov, non hanno sguardi cupi, ne' cinture di esplosivi giocattolo: non sono bandiere, vessilli, simboli, sono bambini.
Una masnada di bambini allegri, vitali, che ci ricordano quello che si tenta in ogni modo e da più parti di farci dimenticare, ovvero che i modi di declinare l'umanità sono molteplici ma l'umanità è una sola.

domenica 5 ottobre 2008

amatevi con filosofia

Mettere a posto cassetti riserva più di una sorpresa:
Quella che segue è una lettera di felicitazioni di un professore di filosofia di Liceo ad un suo ex allievo appena sposato. L'ex allievo era mio padre, il prof - ultra amato - era Turin, e l'anno il 1960.

Caro A., La posta, col solito ritardo agreste, getta soltanto oggi sul mio tavolo - per chiamar così il letto tutto disfatto ed ingombro di carte, libri e giornali - la sua partecipazione. Finalmente una buona notizia a consolarci del tempo, gli uomini e gli eventi paterini! Non si aspetti da me delle parole ben rigirate. Il matrimonio è cosa troppo seria da meritare la solita invoglia di rettorica. Io le auguro di poter ritrovar sempre nella sua sposa di oggi la compagna di tutti i giorni, l' "amico con le anche" - secondo la formula di Baudelaire - anche dopo sbolliti gli ardori (e Dio solo sa se li invidio!) dell'amore- passione. Auguro, insomma, ad entrambi di mentire il meno possibile quando la legge o l'altare (spero - naturalmente - che sia stata la legge) vi costringono a giurarvi una fedeltà perenne. Studiatevi piuttosto di coltivare e fedeltà e perennità quanto più tempestivamente potete. V'è una zona di noi stessi che, come l'empireo dei poeti sempre sereno, è senza menzogne, e quindi inalterabile a tutte le vicende del mondo. Qui soltanto è dato ricongiungersi per non più separarsi. Ma non cedete soverchiamente all'illusione. Il paragone regge fino in fondo. Le parallele sembrano riunirsi tanto più quanto più ciascuna mantiene fino all'estremo la propria dirittura distinta dall'altra. Tutta qui la predica - ancora e sempre dialettica - del filosofo. Il vostro destino più vero e più profondo (via, diciamolo fuor dai denti: la vostra felicità) sta solo in ciascuno di voi separatamente preso, e l'aver accanto un caro compagno di strada non può giovare ad altro che a dare un'eco rassicuratrice alla vostra voce; non può nulla per irrobustirla. Il destino non può essere cosa comune. Esso si consuma nell'arcano di un nostro essere così peculiarmente individuo, che resta forse segreto a noi medesimi. Perciò, lungi dal dispensarvene, vi mette innanzi un più impellente dovere di forgiarvelo quale migliore lo desiderate, l'uno e l'altra. HAUGG! HO DETTO! Ed ho detto anche troppo, al solito, contro i miei bei propositi. Forse semplicemente per mascherare la mia emozione. Ecco qua un altro mio ex-alunno entrare a bandiere spiegate nella vita. Io non posso non guardare con gioia balenare i colori dei due fiammanti vessilli, inchinantisi, l'uno verso l'altro. Ma al primo lieve ondeggiare dei drappi, non so perchè, mi sento stringersi il cuore. Beati i nostri vecchi che tutto questo confuso di sentimenti potevano esprimere semplicemente col rituale: "Che Dio vi benedica e vi guardi, cari ragazzi!" Una vecchia formula biblica con la quale vi abbraccia affettuosamente il vostro ancor più vecchio

giovedì 2 ottobre 2008

morte per cibo

Lei si chiama Daniela Edburg, è un'artista brava e ironica, anche se forse è stata un po' troppo a dieta. Una raffica di citazioni "mortifere", da Jean Louis David a Hitchock, per uccidere le sue modelle con il cibo.
Qua sotto: "morte per zucchero filato". Qui si possono vedere altre opere dell'artista.

mercoledì 1 ottobre 2008

la memoria degli italiani


Per quelli che "se non fosse stato per le leggi razziali il fascismo era mica male" un documentario acquistato dalla RAI e mai mandato in onda [hat tip: blues , via Dacia Valent].
Gli "italiani" non sono una entità più di quanto non siano i neri, gli ebrei, i cinesi: non hanno colpe ereditate o genetiche, ma è impossibile non rilevare che in nome dell' "italianità" oggi non c'è un giorno in cui un negro non venga pestato, o uno zingaro a cui non vengano attribuite turpitudini medioevali di ogni sorta, e mentre in Germania i tedeschi si sono levati la pelle, per analizzare e processare e capire e digerire quello che era successo di spaventoso in casa loro, in Abruzzo si fa serenamente - e non da oggi - la barba alla foresta per mantenere vivo un passato che si vuole far passare come sereno, produttivo e idilliaco.
(la foto è mia, uno shock già di qualche anno fa, eh).

E poi c'è chi dice che gli italiani non hanno memoria.

sabato 27 settembre 2008

mitridatizzazione delle coscienze

In "Viva Zapatero" della Guzzanti mi aveva colpito Furio Colombo che raccontava come il fascismo si fosse insinuato lentamente, mitridatizzando le coscienze giorno dopo giorno.
Ma se - chessò - anche solo dieci anni fa un sindaco di una città italiana avesse proibito ai Comboniani di portare in piazza le bandiere della pace, motivando il divieto con l'argomento che sono "troppo di sinistra" che cosa sarebbe successo?

giovedì 25 settembre 2008

i pattini e l'iperuranio

Mi sorprende l'evoluzione tecnologica degli oggetti semplici. Prendiamo i pattini. Ero convinta che quella forma, con le quattro ruote su due diversi piani, dovesse essere quella definitiva, e mi ha stupito moltissimo vederla soppiantare dai pattini a ruote su un unico piano: all'inizio pensavo fosse una bizzarria momentanea, poi pensavo che le due forme avrebbero convissuto, invece non è così, da Bruegel ad oggi i pattini continuano il loro incessante cammino verso una forma ideale e perfetta, che non c'è, perchè ogni perfezionamento è una tappa.
E questa sorpresa è davvero forte quando si tratta di innovazioni banali operate su oggetti quotidiani: la ruota e la bisaccia sono tra le più primitive forme di tecnologia, eppure ci sono voluti secoli per mettere le ruote alle valige, e pare che ora la valigia diventi una ruota.

lunedì 22 settembre 2008

i ricordi paletto

Pare - leggo su Psicocafè - che si conservino ricordi più vividi del periodo della vita che va dai quindici ai venticinque anni. Tre le ipotesi: la prima è che il cervello sia in quell'epoca al massimo della sua efficienza, la seconda che le esperienze in quel periodo siano particolarmente dense di "prime volte", la terza che quel periodo venga ricordato perchè fonda la nostra identità. Non so se la prima ipotesi sia vera, ma la seconda e la terza per la mia esperienza lo sono senz'altro. Io ricordo bene il periodo tra i quindici e i venticinque anni, in effetti, ma anche il periodo in cui è nato mio figlio - e avevo trent'anni - perchè era una "prima volta" importante e perchè ha cambiato la mia identità. Inoltre, ad esempio, ogni trasloco serve da "paletto temporale", e attorno al ricordo di quel cambiamento, vivido, riescono ad "aggrapparsi" anche altri ricordi parassiti.
A questo proposito, a favore della prima ipotesi ci sarebbe, secondo alcuni studiosi, il fatto che gli stessi eventi storici, estranei cioè alla vita privata, sarebbero fissati meglio in quel periodo della prima giovinezza.
Non sono sicura, però, che questo sia necessariamente una conferma della prima ipotesi: ad esempio ricordo molto bene il giorno del rapimento di Moro, e avevo diciassette anni. Ero a scuola, e la notizia ci venne data dal più fesso della classe: nessuno di noi ci credette. Ma ricordo anche molto bene la prima guerra del Golfo. Avevo appena partorito, e quella guerra - in un momento in cui ero fragile - mi faceva preoccupare, e sentire in pericolo.
In quel caso l'evento storico nella mia memoria si era "aggrappato" ad un ricordo personale particolare. Laddove invece penetra una routine, più facilmente di disperde e si rarefà.

per un compleanno in economia


Ecocompatibilità per una splendida festa di compleanno in economia, come da suggerimento nel commenti al post di quel buontempone di maus.

domenica 21 settembre 2008

fascisti al governo

E gli è che a Colonia erano talmente fascisti che Le Pen ha declinato l'invito.
Non Borghezio, però, e con la benedizione di Berlusconi.

Vignetta di Gianfalco.

sabato 20 settembre 2008

burn after reading

Il film dei Fratelli Cohen, l'ultimo. La CIA in mano a burocrati coglioni, tutti i personaggi danno il loro contributo ad una narrazione perfettamente "costruita" solo attraverso il fattori caso e il fattore stupidità: nessun personaggio agisce in base al quoziente minimo di razionalità che consentirebbe la sopravvivenza, ognuno fa il peggio che potrebbe fare, per se' e per gli altri: nessuna ambizione, nessun obiettivo di carriera , nessuna meta, nessuna prospettiva: unico motore dei personaggi un po'tardoncelli, il luogo comune: la fitness, il "rifarsi una vita", il "reinventarsi", luoghi comuni che muovono i personaggi fino alla alla catastrofe senza motivo. Con una CIA post guerra fredda che non ha più sistemi di riferimento che non siano obsoleti: gusci vuoti e senza contenuto. Io mi sono divertita? Sì, forse, ma anche no: più che altro vien da chiedermi, nell'arco della mia vita solo il declino, o anche la risalita?

giovedì 18 settembre 2008

stranezze

Come mai, mi chiedo, sono ancora qui e non in libreria a comprarlo?

mercoledì 17 settembre 2008

down under web meteo

Domanda: come fa una webaddict a sapere che è arrivato l'autunno?


Risposta: Osserva sulla webcam antartica su i-google le giornate che si allungano!

martedì 16 settembre 2008

peoci on the web






fregata a zarabeth

il papa e le unioni civili

Il Papa ha detto che bisogna opporsi con fermezza alle leggi che favoriscono le unioni civili per difendere Matrimonio come Sacramento.
Ora, avrei davvero bisogno dell'aiuto di qualche cattolico.
Premesso che il matrimonio civile è a tutti gli effetti una forma di unione civile, il Papa ha per caso intenzione di opporvisi?
Se no, ritiene che il matrimonio civile sia un "sacramento"? Premesso che il mestiere del Papa è quello di far fare al suo gregge le cose che ritiene più corrette sotto il profilo religioso, lui ovviamente vuole estendere questa sua facoltà anche a chi religioso non è, quando parla di "opporsi alle leggi". Conta di opporsi anche alle leggi correnti, come il divorzio? O solo a quelle che potrebbero entrare in vigore?


domenica 14 settembre 2008

quizzettone web: caccia all'infiltrato


Per gli ignari, nessun riassunto: leggetevi Haramlik, Kelebek, Campo Antimperialista.

sabato 13 settembre 2008

problema risolto: allucinazioni da Alzheimer

Mi pento e mi pungo, del mio scivolone nostalgico del post precedente, applaudito dagli amici passatisti e sbeffeggiato amichevolmente da quelli progressisti.
E mi pento perché in un momento di lucidità ho capito: la mia percezione, che distorce la realtà fino a farla diventare incomprensibile e grottesca, deve essere condizionata da allucinazioni psicotiche. Temo si tratti di un Alzheimer precoce.

venerdì 12 settembre 2008

ai miei tempi era meglio

Rileggendomi qua e là scopro con raccapriccio emergere da quache riga - mio malgrado - il ripetitivo e vetusto concetto, sciorinato da ogni generazione a partire dagli ominidi del miocene: "ai miei tempi era meglio".
Avevo promesso, giurato a me stessa di non farlo mai, di essere sempre consapevole del fatto che quando mi scotterò sotto al sole senza protezioni non sarà per il buco nell'ozono ma perchè la mia pelle è panata, se la musica ad alto volume mi bombarderà le gonadi non saranno i giovani maleducati ma le mie orecchie gnecche nonchè il mio sistema nervoso esausto, quando la classe politica e la società civile mi faranno orrore non saranno i...seh, vabbeh, fanculo alle promesse di gioventù, ai miei tempi era meglio.
E porca puttana.

giovedì 11 settembre 2008

tollera il prossimo tuo, se ci riesci

Ho sempre nutrito un certo scetticismo per l'imperativo cristiano di "amare il prossimo".
Una più terrena tolleranza mi parrebbe già un successo meraviglioso, ma forse è perchè - non possedendo immobili - non ho mai partecipato a una riunione di condominio, altrimenti anche quella mi parrebbe utopia.
L'altissimo standard etico richiesto al cattolico è davvero impossibile, a mio avviso, tranne che per pochissime illuminate eccezioni, perchè non richiede una norma di comportamento ma un sentimento, e - come è ben noto - al cuor non si comanda.
E' così che le società che pretendono di fondarsi sull'etica cattolica sono costrette o all'ipocrisia o alla "distrazione" dei sedicenti fedeli dal proprio defatigante dovere religioso. E' da un po' che sospetto che l'enfasi ossessiva posta sulla "famiglia" da parte dei politici cattolici sia una forma di copertura dell'assoluto maniacale autismo che caratterizza ogni giorno di più le nostre relazioni sociali. Al di là di un peloso appello alla solidarietà, che si risolve con la monetina dell'obolo, esiste sempre meno la collettività e la cittadinanza, mentre la "famiglia", il luogo cioè dove si coltivano i propri memi e i propri geni, la fa da padrona.
E' per questo che questo prete, idealista e sincero, e assai scoraggiato, mi ha fatto molta molta simpatia.

mercoledì 10 settembre 2008

la rete è piena di maddalenette

Navigando qua e là capita di incontrare il proprio passato: nella rete c'è tutto.

Io volevo i formaggini MIO, che avevano dei personaggetti di plastica trapuntata un po' adesiva con un buonissimo odore di colla (avevo tre o quattro anni, più o meno l'età in cui iniziano i meninos de Rio) mentre mia madre - ma forse la colorita ipotesi era partita da mia nonna - sosteneva che i MIO erano fatti con...i manici degli ombrelli.

E così mangiavo i Dofo Crem, parenti stretti del Philadelphia, buonissimi quindi, ma che mi costringevano a collezionare soldatini in metallo con il colbacco. E niente odore di colla.

martedì 9 settembre 2008

sorelle crudeli

lunedì 8 settembre 2008

una delicato sistema per farsi una manicata

Grazie a questo bell'articolo di Psicocafè ho finalmente capito che senso ha Facebook.
Proverò ad usarlo come si deve, resto però una facebooker noiosa, perchè di solito o lavoro o cazzeggio: dubito che il mondo abbia grande interesse ad essere aggiornato.

venerdì 5 settembre 2008

un futuro nero come il petrolio

Sono in tanti a teorizzarlo, tra gli antisistema e non: tra Barak Obama e Mc Cain non ci sarà, in politica estera, differenza di sorta.
Premesso che le promesse in campagna elettorale sono - da una parte e dall'altra - da prendere con le pinze - e che nessuno di noi ha la sfera di cristallo - sono convinta che tra i molti punti di divergenza tra i due candidati ce ne sia uno che più degli altri ci riguarda, che riguarda il futuro del mondo in modo impressionante, ed è la politica energetica.
Il progetto di trivellare i parchi naturali dell'Alaska, cavalcato da Mc Cain, è inquietante a mio avviso non solo per le fondamentali preoccupazioni riguardo all'ecosistema, ma perchè indica la precisa volontà - confermata dalla scelta della vicepremier, ex governatrice dell'Alaska e con qualche interesse nel campo - di non intervenire con nessuna innovazione strutturale nella politica energetica - e conseguentemente anche nella politica internazionale.
Come l'amministrazione precedente, questa sembra avere radicati interessi personali nel petrolio: fonda la sua campagna elettorale sulla paura del terrorismo, su una promessa impossibile di autarchia energetica e su una forte immagine identitaria, atta - e ti pareva - a verniciare di "cultura" lo scontro di civiltà: Sarah Palin è un condensato di tutto ciò. La mamma americana pro-life - con cinque figli, di cui l'ultimo così piccolo e sfortunato da essere già una bandiera - che farnetica di costruire oleodotti per conto di Dio.
Per contro Barack offre qualcosa che (tolta la quota di sogno, probabilmente in dieci anni è impossibile farlo) è un impegno serio e irrinunciabile. Affrancarsi dal petrolio, e investire in tecnologia sulle fonti energetiche alternative - dal solare al nucleare.
Ora, si dà il caso che il petrolio dell'Alaska sia una risorsa proprietaria e finita, mentre la tecnologia è una risorsa universale e non consumabile: circola, è a disposizione di tutti.
Una politica fondata sul petrolio renderà inevitabilmente gli USA più unilaterali, guerreschi ed autarchici, impegnati a difendere i loro interessi e il loro merdosissimo fondamentalismo autoctono, rimandando semplicemente il problema - comunque inevitabile - della riconversione energetica ad un futuro lontano, mentre l'investimento in innovazione tecnologica - in qualsiasi forma e misura si riesca a realizzare - non sarà di giovamento solo agli Stati Uniti ma anche a quei paesi - come ad esempio il nostro - che investono poco o nulla in ricerca e tecnologia, e che possono sperare solo in un traino esterno.

Postato su it.politica.internazionale

quel'ammaccato strumento del libero arbitrio

Opinione di molti è che la democrazia "non serva a nulla".

Questa teoria è naturalmente sostenuta dai radicali antisistema. Loro votano per l'apocalisse e la redenzione dell'umanità dal capitalismo/consumismo, che vedono come male assoluto, e chiunque non gliela garantisca è parte di un magma indistinto, tutto uguale. Coerentemente debbono sperare che vinca il peggiore, perchè è lui che avvicinerà l'inevitabile catarsi purificatrice.

Questa teoria, fondata su altri presupposti, non è però appannaggio esclusivo di coloro i quali stanno trepida e sadica attesa di quell'apocalisse che - certamente - farebbe morire di fame, guerra e malattie non solo i loro ma anche i miei, pupi, ma anche di menti lucide e non devastate dall'odio di se'.

Qualcuno ad esempio sostiene l'inevitabilità della storia. La storia avrebbe delle tappe obbligate e inevitabili, degli appuntamenti fatali per evitare i quali non esisterebbe misura possibile.

La facoltà di decidere i propri leader sarebbe dunque una specie di illusorio libero arbitrio, un sogno in cui pascersi mentre il fiume degli avvenimenti incalza da solo, e nostro malgrado.

E' una teoria interessante, filosofi e neuroscienziati hanno fondati dubbi che esista, il libero arbitrio. Io personalmente però mi comporto come se esistesse, perché è solo ed esclusivamente la fiducia che esista mi muove a pagare le bollette, smettere di fumare, telefonare all'amico depresso, portare a casa la pagnotta, e votare Rutelli anche se lecca il culo ai preti.

La democrazia funzionerà solo se chi ha facoltà di utilizzare questo strumento è convinto che possa funzionare, e se vince il duo Palin Mc Cain siamo - a mio modesto parere - definitivamente fottuti.

giovedì 4 settembre 2008

niente reni ai bizzochi

L'osservatore Romano mette in discussione la morte cerebrale, e con questa i trapianti.

Identificare una persona con le sole attività cerebrali - dicono - va contro la dottrina cattolica.

Io sono "relativamente" relativista: ci sono dei limiti ovviamente, ma se l'escarificazione è fondamentale per un animista, la circoncisione per gli ebrei o rinunciare a donare organi per essere tenuti in vita quando si è in morte cerebrale è fondamentale per un cattolico, non ho problemi.

Credo però che un minimo di coerenza sia la base per la convivenza civile. Se qualcuno, per la sua particolare superstizione, non considera "morte" l'annientamento delle funzioni cerebrali (e pretende che il suo corpo sia tenuto in vita dal Sistema Sanitario Nazionale) allora deve conseguentemente essere considerato fuori dalla possibilità di ottenere un trapianto in caso di bisogno. Chi è disposto a donare, può ricevere.
Semplice, lineare, coerente, e molto etico.

mercoledì 3 settembre 2008

la percezione dell'insicurezza

E' proprio vero, la percezione dell'insicurezza è aumentata.
Si provi infatti ad andare, dotati di tappetino e cintura, a fare yoga in un parco romano, magari sfoggiando un rutilante incarnato magrebino, dovuto a geni sefarditi più piscina estiva. Nel giro di niente il sereno happening verrà trasformato in una rumba di paranoia. Che il fruscio alle spalle sia un vigile pronto a mettere la multa per riposo abusivo su pubblico suolo? Che il palestrato col pitbull - inosospettito dalla tua carnagione scura - stia meditando di battersi per la giusta riappropriazione del suo spazio etnico? Che le suorine appena uscite dalla cappella, preoccupate dalle esotiche posizioni della ginnastica filosofica orientale - stiano avanzando verso di te, armate di crocifisso, per riavvicinarti alla cultura della nostra civiltà?

Le nostre città, e purtroppo non solo quelle governate da ex-picchiatori fascisti, stanno diventando luoghi tristi e pericolosi, sempre più insicuri. Nella percezione e purtroppo anche nella realtà.