mercoledì 31 gennaio 2007

anatomia all'uncinetto

Ecco un museo che espone riproduzioni di cervelli in pura lana vergine. Sulla homepage si legge: "Il museo espone la più vasta collezione del mondo di cervelli in stoffa anatomicamente corretti"
Una domanda sorge spontanea: perchè, ce ne sono molte altre, di collezioni del genere?

[hat tip: psicocafè , di cui segnalo anche una bella collezione di cervelli artistici]

veronica copia le blogstar

E la sputtanata mediatica della moglie offesa diventa una moda nazionale.

l'ambasciata di svezia sì e io no?

Io dico, ma tutti qui a cagarmi il cazzo perché vado a spasso su Second Life e poi scopro che l'ambasciata svedese vuole aprire una sede in quel mondo?

martedì 30 gennaio 2007

sono favorevole ai tecnopalliativi

Leggo sul sempre interessante blog Petrolio che l'allarme degli scienziati è unanime: mancherebbero dieci anni a rendere irreversibili i cambiamenti climatici globali dovuti all'effetto serra, con conseguenze catastrofiche per il pianeta. Pochi giorni fa in un post, l'autrice dello stesso blog si ribellava indignata all'idea dei tecnopalliativi proposti a soluzione del problema: uno schermo per bloccare i raggi solari (basterebbe - pare - bloccarne l'uno per cento per risolvere il problema). Ora: io sono convinta che il capitalismo sia destinato ad estinguersi, per la banale considerazione che qualsiasi sistema economico/sociale è destinato ad avere un arco: un'inizio, un climax, una fine. Chi ritiene che il capitalismo sia "natura" e abbia caratteristiche di eternità, spaccia una bubbola ideologica tanto quanto chi pensa che il comunismo sia il destino ultimo dell'umanità. Certamente sarebbe molto seccante che la fine del capitalismo - il suo limite ultimo - coincidesse con la fine dell'umanità tutta: se devo dunque avere in sorte la ventura di assistere alla fine del capitalismo, non è questa quella che mi auguro. Ma - sappiamo da Petrolio - mancano dieci anni al casino totale. Ogni soluzione che riguardi i cambiamenti del comportamenti dei singoli - sebbene necessaria - è fatalmente destinata ad avere uno sviluppo estremamente più lento: basti pensare che da anni in Italia c'è la raccolta differenziata, che costa nessun denaro a chi la pratica e un impegno minimo, e a farla sono una minoranza assoluta di persone di buona volontà. Una caccola, una goccia nel mare: figuriamoci se dovessimo convincere cinquanta milioni di persone al baratto via internet, a rinunciare alle fiorentine in favore di una dieta vegana, alle ferie, all'automobile, a glocalizzarsi i cavolfiori in terrazzo, gestendo ovviamente gli effetti collaterali inevitabili della disoccupazione. ... vogliamo invece purparlè vagliare l'ipotesi di arrivare alla fine del capitalismo per via rivoluzionaria? Perfetto: occorre prima di tutto strutturare un'ideologia che non sia il comunismo - che con quello avremmo già dato - poi iniziare la mattanza consistente in sangue, epidemie, morte per fame, e verificare infine - a patto di sopravvivere - se l'uomo nuovo stavolta funziona davvero.
Ah, ovviamente convincendo l'intero globo, della bontà del progetto.
Al di là del fatto che l'idea della mattanza globale mi attira ancor meno del tramonto della civiltà per mezzo dell'effetto serra, ma mi domando: basterebbero dieci anni?
Dunque perchè prendersela tanto con l'innocuo schermo per raggi solari? Intanto per carità, sviluppiamo organismi internazionali, pannelliamoci, mangiamo meno hamburger... ma senza troppo indignarci per i tecno-palliativi.
A questo proposito, qui potete leggere una petizione che mi è arrivata via mail. E' forse un po' ingenua, non so se sia utile, ma male non fa e mi è arrivata da una persona a cui voglio molto bene, quindi la pubblico.

lieide - VI canto

Il sesto canto di Lieide.

Testo: Il Griso
Vignette: Rosalux

midomi

Non so se felicitarmene o meno ma il mio periodo di disoccupazione è allietato da nuove fantasmagoriche attività ludiche in rete. Come dire, finchè ho la connessione...
Oggi, poco dopo essermi fatta una passeggiata in un giardino incantato in SL con la mia amica RB, ho ricevuto una bella segnalazione da Marco d' Itri : il sito midomi , dove è possibile trovare una musica semplicemente canticchiandola al microfono del PC.
Ci si può registrare e si può arricchire l'archivio (fra l'altro c'è pochissima roba non in inglese).

domenica 28 gennaio 2007

scoop: avvistata cloro su mondo virtuale

A pochi giorni dalle dichiarazioni severamente sarcastiche rilasciate nei commenti di questo blog, la nota revolucionaria filosofa Cloro al Clero è stata avvistata su second life, intenta a costruire con la bacchetta magica un oggetto di forma cilindrica.
"Ma i mondi virtuali non erano passatempi borghesi, indegni di una vera filosofa da barricata?" ha chiesto il nostro inviato virtuale.
"Stavo costruendo un candelotto di dinamite" si è giustificato l'avatar. "Morte al dio linden dollar, morte ai bannaggi dalle villette in pixel marmorizzati! Que viva la revolucion!"

sabato 27 gennaio 2007

la mia non-posizione sulla poligamia

Dietro sollecitazione di Uriel, provo a chiarire la mia non-posizione sulla poligamia.

L'essere umano, in particolar modo per quel che riguarda la sessualità, ha - diversamente dagli animali - un arco (se pure limitato) di comportamenti che possono venire messi o meno in atto, a seconda del contesto culturale o delle condizioni ambientali in cui ci si trova a vivere. La poligamia è la norma per certi primati, mentre alcuni uccelli sono rigorosamente monogami: per gli uomini il comportamento poligamo non è necessario, ma è una variabile comune e trasversale alle culture, anche se alcune lo accettano e lo istituzionalizzano e altre lo esecrano e lo condannano. E' - per quello che si può osservare - una variabile naturale del comportamento sessuale umano, va detto - soprattutto di quello maschile. Premetto che sarò felicissima di addentrarmi in una discussione con Ipazia sull'inesistenza della natura, se e quando vorrà farlo. Nel frattempo, per convenzione e per poter continuare il discorso qui uso il termine natura come contrapposto a cultura. E' chiaro che - come mi facevano notare Ipazia e Uriel - non tutto ciò che è natura è buono, e che anzi è sovente assai cattivo. Il furto altro non è che un modo per rifornirsi di provviste e il comportamento del ladro è naturale tanto quanto quello del poligamo: non è un buon motivo per legalizzare il furto. Il punto è che se è certo che il furto e l'omicidio si basano sulla sopraffazione e realizzano un danno su un individuo ad opera di un altro, non sono altrettanto sicura che per la poligamia si possa dire lo stesso. La poligamia istituzionale è davvero un sistema che avvantaggia i maschi a discapito delle donne? Nelle società fortemente stratificate e a bassa mobilità sociale, la poligamia consente una maggiore mobilità sociale delle donne, e una distribuzione di risorse più equa. Alcune donne al vertice della piramide sociale sposeranno un uomo in matrimonio poligamo, le altre sposeranno monogamicamente. Le vere vittime della poligamia sono semmai gli uomini poveri, che si trovano ad avere meno donne a disposizione. Aggiungo poi che non c'è personaggio più sfigato e meno protetto dell'occidentalissima figura della amante eterna, personaggio destinato a vivere nell'ombra, senza alcun riconoscimento economico o sociale.
Naturalmente vedere il problema esclusivamente sotto il profilo economico è cinico e riduttivo: ogni promesso sposo dovrebbe - se mai venisse introdotta la possibilità del matrimonio poligamo - all'atto matrimoniale dichiararsi aperto o meno a matrimoni successivi, e dubito che sarebbero in molte, nelle società urbane ed industrializzate, ad accettarlo. In una società che non si fonda sul lavoro agricolo, con una larga fascia di classe media, e sorretta dal lavoro femminile tanto quanto quello maschile, probabilmente resterebbe un fenomeno del tutto marginale, limitatissimo: e dubito che l'istituto della poligamia potrebbe di riflesso rendere meno urbane o più stratificate le nostre società. Non dico che la poligamia sia una buona cosa, ne' che vada concessa: ma la reazione di scandalo istintivamente mi repelle. Se è vero che la poligamia è una variabile naturale del comportamento sessuale umano che , al pari ad esempio dell'omosessualità, non è lesiva di per se' allora con quale giustificazione etica proibirla?

lieide - V canto

Lieide: V canto.

testo: Il Griso
vignette: rosalux

venerdì 26 gennaio 2007

nuove cronache da second life

Ieri parlavo con una mia buona amica di rete di Second Life. Era piuttosto sconcertata allo scoprire che la moneta in corso su quel mondo virtuale ha un cambio con il dollaro, e che una volta lì si possono fare acquisti "virtuali": dalla casa allo steap tease al viaggio con tanto di percentuale da versare all'agenzia turistica virtuale.
Di per se' a me la cosa non turba. Controbattevo che - comprando un libro - di certo non si acquista carta, ma contenuto "virtuale", e non necessariamente di qualità eccelsa! Un film non ti resta in mano, e un viaggio, quando l'hai finito, resta solo nella memoria. Gran parte delle cose che acquistiamo sono "virtuali", e ci interessano più per il loro contenuto fantastico che per la loro "consistenza molecolare". Volendo, teoricamente, un mondo dove rimanga solo il contenuto "fantastico" e scompaia la "consistenza molecolare" avrebbe un impatto ambientale assolutamente inconsistente. Perchè no?
E così mi sono fatta un altro giro. Chi sa mai che avventure possono accadere, anche a chi va in giro senza linden dollars.
Una tristezza. La gente per lo più è intenta a farsi il make up. Ci si possono costruire avatar affascinanti, facce-facce, eppure ti guardi intorno e son tutte Barbie. Posti belli se ne trovano, ma rari: per lo più si trovano stanzoni desolati e pieni di pubblicità: inquietanti.
Ti avvicini ad un gruppo di Barbie vestite da drop outs, e scopri che parlano delle pappe che danno ai bambini nella vita reale.
Costerà anche molto poco, la vita su second life, ma per ora non mi trasferisco.

giovedì 25 gennaio 2007

ritorno al baratto?

Il blog Petrolio dà spesso delle informazioni interessanti, anche se l'impostazione è un po' tanto eco-ideologica per i miei gusti. L'ultimo post, però - dove raccomanda il sito ZeroRelativo (una sorta di e-bay del baratto) non l'ho proprio capito. Non ho nulla contro il baratto anche se francamente dubito che possa avere il successo di e-bay; (sì, certo che voglio liberarmi di quel vecchio tappetino in vacchetta, ma perchè mai dovrei desiderare una lampada di sassi marini, o qualche arretrato di Martin Mystere?). Può essere un'iniziativa divertente, un bel passatempo, barattare via internet, ma quello che mi preme capire è: per quale motivo l'uso del denaro per gli scambi sarebbe meno ecologico/etico/giusto? Cosa c'è in se' che non va nella comoda invenzione della valuta?

lieide - canto IV

Lieide (canto IV)

testi: Il Griso
vignette: rosalux

il mammo

MMAX, o delle gioie e dei dolori dell'esser mammo.

mercoledì 24 gennaio 2007

alcune riflessioni sulla memoria della Shoah

Come ogni anno mio padre andrà nelle scuole a parlare ai ragazzini di quegli eventi lontani. Questo è un suo articolo - inedito - di riflessione al riguardo, che pubblico molto volentieri qui.


La memoria della Shoah, che perdura da ben 62 anni, è assoggettata, come altri fatti umani, anche alla legge della domanda e dell’offerta e pertanto, nelle sue alterne vicende nel tempo, è paragonabile a modelli di mercato, quelli cioè nei quali domanda e offerta di un prodotto si influenzano reciprocamente. [leggi tutto]

martedì 23 gennaio 2007

cluedo

An unsolved mistery with the usual suspects.

lunedì 22 gennaio 2007

lieide - canto II

Lieide : Canto II
Un feuilleton multimediale e multiculturale.

Testi : Griso
Vignette: Rosalux

scoop: fotografata in un cesso virtuale


Eccomi fedelmente ritratta nel posto dove mi sono persa tra ieri e oggi per colpa di MMAX, che se mi avesse offerto la cocaina sarebbe stato meglio, non bastassero i blog, i newsgroup, la soap divorzile con piscine di fango e tutto il resto.
E chi mi conosce non rida dell'avatar.

sabato 20 gennaio 2007

quell'antica onda di riflusso [seconda parte]

Qui la prima parte.








L'origine del mondo - Gustave Courbet


Il femminismo, quello che stava via via prendendo corpo negli anni settanta e che veniva spiegato a noi pivelle, non era un'istanza relativa, parziale, negoziabile ma un'ideologia complessiva, salvifica e totalitaria: non già un movimento teso a mutare la condizione di asservimento femminile, ne' a rendere le donne titolari di diritti al pari degli uomini, ma a mutare i rapporti di potere per sempre, rovesciandoli.
E' curioso come le ideologie complessive e salvifiche - che in quegli anni sbocciavano come funghi - abbiano dei tratti in comune. Tutte si fondano sul mito e si nutrono della sua estetica. E infatti si rispolverava in quei contesti l'antica favola del matriarcato, ipotizzata senza prove e archiviata dagli antropologi come mera leggenda senza fondamento. Dal potente e morbido ventre femminile era nata l'umanità, e il cerchio si sarebbe di certo richiuso, con la fine prossima ventura della fallocrazia: in verità, non era sempre così morbido e privo di violenza e autoritarismo, questo progetto rivoluzionario: qualche ragazza già sognava la possibile totale eliminazione del genere maschile - in quell'epoca lontana (ma neanche tanto) dai temi della clonazione e della fecondazione artificiale. La maggior parte di noi però si rassegnava alla necessità ineludibile di interagire con gli uomini, ma da una mutata posizione di forza che sarebbe avvenuta magicamente grazie ad una rinnovata consapevolezza del nostro potere biologico: il nostro corpo era il tempio della nuova religione. Ma il matriarcato non era l'unica leggenda a cui ci si abbeverava in quegli anni. Le streghe - simbolo di tante manifestazioni di piazza - non erano vittime innocenti della superstizione medioevale, ma martiri uccise in virtù del loro effettivo e numinoso potere femminile. Come ogni ideologia salvifica, complessiva e totalitaria, quel femminismo - diversamente da quello che lo aveva preceduto - aveva bisogno di una identificazione collettiva "forte". Le sue fondamenta erano però le stesse della cultura che in apparenza rifiutava: il potere razionale degli uomini sarebbe stato reso impotente dal potere istintuale, magico, naturale e corporeo, della femmina fattrice.
Noi tutte volevamo essere icone, rappresentare questa nuova colorata e potente collettività delle donne, ma il riferirci alla realtà biologica, il riconoscere nel nostro utero il nostro potere di genere era in realtà un ritorno al potere che - in negativo e in positivo - da sempre ci veniva attribuito: quello riconosciuto e adorato da tutte le religioni, il potere delle fattrici, da esercitarsi strettamente in famiglia: quello sociale degli uomini veniva ignorato e snobbato, e infatti loro - ben lieti - hanno continuato e continuano tranquilli a coltivarne un esercizio quanto più esclusivo possibile, con tanti ringraziamenti. Per questo non mi stupisce che delle mie coetanee e reduci come me del femminismo biologico, arrivino ad attingere il Corano come fonte primaria e ineguagliabile di diritto a salvaguardia delle donne, ne' mi stupiscono la Tavello e la Di pietro, femministe giunte a teorizzare insieme al movimento per la vita la vergogna scientista della fecondazione artificiale, intesa come violenza del maschio/scienza sul corpo delle donne/natura, o come Anna Bravo a ridiscutere in coro con Ruini la legge sull'aborto.
L'amore per le donne - teorizzato da tutte le religioni - o quanto meno dai tre monoteismi - altro non è che l'amore per la madre e per la sposa: al di fuori di questa cornice strettissima di grande e sentito entusiasmo per la funzione demografica, la donna semplicemente non è, o peggio: è da esecrare. Niente di male ad usare questo modello come fonte di ispirazione, ma sarebbe meglio non chiamarlo "femminismo".

lieide

Esce la prima puntata di "Lieide": Un feuilleton multimediale e multiculturale.

Testi: Il Griso.
Immagini: Rosalux.

mercoledì 17 gennaio 2007

eh, le ingiustizie della vita

Ma insomma, io ho sostenuto fin dall'inizio che l'iniziativa di Lia era una cefula che puzzava di parrocchietta: che era faccenda da bigotti, inutile alle povere immigrate e dannosa per noi fieri assertori della causa laica e mangiatori di preti, mullah, bonzi e rabbini. Ora scopro nell'ordine che: Lia è diventata la Monica Lewinski de noantri suo malgrado, che Magdi Allam balla sul cadavere del del suo nemico, che Forza Italia grida allo scandalo poligamia, che l'imam di sarcazzo sostiene che Piccardo è da coprire di vergogna perché l'è un gran purcun e i purcun non son punto cari ad allah, e a fronte di sta parata di bigottume vario e prevedibile e infatti da me prevista, di fronte a sta accolita di preti del piffero che danza felice su questa storia grottesca e pazzesca, storia che gioverà alle povere immigrate marocchine meno di una sega ma in compenso farà suonare la fanfara leghista, io me medesima che pur - lo ammetto - prendendo per il culo fin dal primo momento ho sempre ed esclusivamente argomentato sul merito politico della personalissima faccenda scandalistica, mi devo sentir dare della "crumira" da quel fiore candido che è Dacia Valent, e della "crudele sionista" che getta fango da quella volpe di cloro al clero?

(a proposito, Clo, ma chissssssà perchè Lia ce l'ha con la Valent. Oh, i misteri della tavola rotonda, eh? Oh, le insondabili faccende! Oh, gli enigmi! Siam tutti qui che ci scervelliamo, Clo)