mercoledì 22 luglio 2009

ancora sulle allarmanti tranquillizzazioni

Insisto, tutta questa voglia di "tranquillizzare" riguardo all'influenza A ha un effetto potentemente allarmante.
Ed è curioso, non si riesce a capire se la faccenda sia enfatizzata o se al contrario sia tenuta sotto tono. Leggo, su questo post, le caratteristiche che la renderebbero "diversa" da una influenza comune, e resto perplessa.

1) sviluppo di un virus già presente e conosciuto fin dall’inizio del secolo scorso, ma ritenuto marginale, quindi trascurato.
Un virus noto, ovviamente mutato. Differenze con le influenze precedenti? Che significa, praticamente "trascurare" un virus?
2) localizzazione geografica dei primi focolai in aree ad altissima concentrazione e crocevia del mondo

Per quel che mi consta, le influenze di solito iniziano in Asia, ovvero non propriamente in luoghi sottopopolati e da lì fanno il giro del mondo. Di nuovo, dov'è la novità?

3) facilità e rapidità di diffusione perché non legato a barriere di stili di vita o di consumo ma a semplice contatto uomo-uomo con modalità canonica cui siamo assuefatti.

Proprio come per qualsiasi influenza.

4) forma lieve a decorso relativamente breve e controllabile che ha ridotto e riduce di fatto le precauzioni
Ecco, appunto. E dunque?

5) infine grande can-can mediatico finalizzato soltanto a creare attenzione/interesse ma non a dare informazione seria e ragionata atta a favorire la prevenzione.
Questa parrebbe - a prima vista - essere l'unica caratteristica che differenzia questa influenza da tutte le altre influenze, e ci si aspetterebbe che chi l'ha scritto dicesse "andate e prendetevi l'influenza".

Invece no. Questa influenza bisogna prevenirla, bisogna stare attenti a non prendersela, bisogna arginarla. Non è curioso?

E a proposito degli allevamenti brutalizzanti, non è sempre l'allevamento, brutalizzante, industriale o meno l'origine di tutte le influenza, che funestano l'umanità dai tempi di Tucidide (e presumibilmente anche prima, vista l'antichità di questa pratica. Dove, la differenza, tra oggi e ieri?

Oh, nulla da ridire sull'allevamento allo stato semi-brado. Ho visto giusto pochi giorni fa suini scorrazzare felici sui monti della Corsica,un mio amico mi ha confessato che se mai si reincarnasse, non gli dispiacerebbe punto nascere porcello in Corsica, vivere un paio di stagioni e finire perzuttu e figatellu.

Naturalmente la pratica sarebbe da sviluppare, con grande vantaggio della felicità suina ed umana: quello che mi chiedo (e chiedo all'autore dell'articolo) è: su grande scala potrebbe funzionare, o richiederebbe spazi dedicati troppo vasti?


Nella foto, pacifica aggressione suino-semi-brada sulle montagne della Corsica.

martedì 21 luglio 2009

sabato 18 luglio 2009

SOS: difendiamo il piccione

Sarà che ogni volta che qualcuno dalle stelle precipita alle stalle e diventa la pietra dello scandalo mi fa subito simpatia, ma a me pare un po' triste che i piccioni siano piombati nel giro di pochi decenni dal rango di attrazione principe delle nostre gite turistiche infantili ("guarda i tetrarchi" "aspetta, gli do un altro popcorn" "visto come pende la torre?" "mi ha beccato la mano!" - nutriti e pasciuti, parte integrante delle piazze di tutto in paese - all'essere vituperati e offesi. "Topi volanti" "sono sporchi" "li ho sempre odiati" "parassiti" "portano un sacco di malattie" "la loro cacca è devastante". Tutti noi abbiamo passato l'infanzia garruli a nutrire le grige bestie (e che cavolo) per poi insultarle velenosamente? E così mi ha fatto piacere sapere che il Rhynchophorus ferrugineus, bestiaccia - lei sì - immonda che - a quanto pare - sta devastando tutte le palme (d'importazione anche loro, saranno contenti i verdi) ha trovato in loco un predatore, unica speranza di salvezza per l'esotico vegetale: il volgarissimo, vituperato piccione.

Che poi me l'hanno detto, ma mica lo so se è vero.

Ehi, Tupaia, è vero o è una leggenda metropolitana?

(nella foto, me medesima in placida osservazione dei futuri pericolosi untori)

giovedì 18 giugno 2009

lumi su d'alema

Scrivo nella speranza che qualcuno mi dia dei lumi.

D'Alema ha esortato - in un momento in cui c'erano già le farneticazioni sul "complotto", la sinistra a prepararsi per eventuali "scosse", dando ad intendere di "sapere cose". Era assolutamente evidente che quell'ambiguità poteva essere interpretata in molti modi, e sicuramente dalla destra in modo strumentale, come è poi ovviamente accaduto.

Per quale motivo D'Alema in un momento di così grave crisi politica e istituzionale, invece di usare lo strumento della massima chiarezza fa discorsi fumosi, allusivi, ambigui e poco chiari?

Perchè se per caso non ci fosse una spiegazione plausibile, forse bisognerebbe prendere in considerazione che l'ipotesi l'espressione nervosamente astuta e volpina di D'Alema non nasconda questa grande perizia e destrezza, e creargli le condizioni adatte per un sereno pensionamento.

martedì 16 giugno 2009

the antichrist

The antichrist - Lars Von Triers

spoiler:

Mentre una coppia tromba allegramente, il bimbo di tre anni attraversa la stanza, si affaccia alla finestra e precipita giù.
Ospedale: la madre è sotto psicofarmaci, il padre - terapista - decide che il dolore va affrontato e i farmaci fanno male. Prende la moglie in terapia e vanno nel bosco - luogo d'elezione delle paure di lei.
Nel bosco la natura è nemica e ventosa, le volpi sono assassine e gli uccellacci sono cattivi: piovono ghiande sul tetto e sul cranio dei personaggi, in rallentì.

L'uomo viene aggredito da un nugolo di zecche, mentre la moglie è sempre più in crisi, e soffre.

A un certo punto una volpe parla e dice: "tutto è caos"

Il personaggio di lui si va delineando sempre più come quello dello psicologo pomposo e molesto. Tenta tutto il repertorio a sua disposizione per calmare le mattane della moglie: lezioni di respirazione, grafici della paura, esortazioni ad affrontare i fantasmi.

Nel frattempo lo spettatore si fa molte domande, tipo: "com'è che la Gainsborough è così cozza?" "che ore sono?" "Sono lì da giorni e non mangiano un cazzo" "ma perchè mettono l'aria condizionata così alta al cinema" "Crea più sofferenza la noia o il disgusto"?

All'improvviso, un evento repentino e preoccupante sveglia gli spettatori dal coma: La donna, talmente martoriata dalle rotture di palle del marito terapista, gli molla una pietrata sul cazzo, e - dopo avergli fatto una sega da cui escono spruzzi di sangue - approfittando dello stordimento di lui gli buca una gamba col trapano, gli infila un perno da parte a parte, a cui attacca una ruota.

Lui sulle prime è stordito, lei va a urlare nel bosco.

Lui è la razionalità, lei la natura selvaggia: madre e matrigna. L'uomo terrorizzato si sveglia, si trascina con tutta la ruota attaccata alla gamba in una tana di animali che lo torturano ancora, beccandolo a sangue . Lei urla nel bosco "bastardo, bastardo" finchè non lo trova, e lo seppellisce.

Poi si pente e lo disseppellisce, e nel pentimento si taglia via un pezzo di fica, spiegandogli che debbono arrivare i tre viandanti e qualcuno morirà.

Lui a quel punto però si è rotto il cazzo anche metaforicamente oltre che fisicamente, e la strangola, e così a morire è lei, che è brutta, cozza e strega.

Zoppicando il ferito si avvia verso casa mentre il bosco rischiara, e mangia (finalmente!) delle more. Qui Lars Von Triers vuole significare che la natura è sì demoniaca (La natura è il tempio di satana: cit) ma è anche benevola, e inoltre vuole significare che l'equilibrio è ristabilito, e che il film è finito. Infatti, per calmare gli spettatori, Von Triars mette anche il cartello "epilogo"

Molte donne arrivano nel bosco, ma il loro volto è invisibile, elogio indiretto dello jihab.

Morale:

1) Le donne son pericolose e numinose, sono in contatto con la nascita e con la morte, adepte del tempio del demonio e dunque vanno coperte di veli o pixelate, altrimenti si corre il serio rischio di ritrovarsi con una ruota appesa ad una gamba.
2) Sempre meglio prendere psicofarmaci che sposare uno psicanalista.
3) Se vai in un bosco di querce, portati il caschetto.
4) Se vai al cinema d'estate, portati una felpa.

domenica 14 giugno 2009

idealismo culinario

Cerca - e non è impresa da poco - di convertire l'Inghilterra tutta alla buona cucina a partire da Rotheram: l'idea - basata sullo storico passaparola da madre a figlia - sposta il canale di trasmissione da verticale ad orizzontale: ognuno dei suoi di otto allievi, poverissimi e totalmente incapaci di cucinare, superintossicati da fast food, si è impegnato ad insegnare ogni ricetta ad altri due amici: Jamie Oliver ha aperto un food Center e racconta la sua avventura revolucionaria sul canale del Gambero Rosso: the Jamie's Ministry of Food.

la notte dei morti viventi

Alain De Carolis recupera una serie di articoli durissimi della Padania su Berlusconi, cancellati dalla rete e da lui recuperati attraverso archive.org.

venerdì 12 giugno 2009

onorata e commossa


Finalmente anche io, insieme a (quello scassacazzi di) Yossarian mi sono conquistata un premio nella bloggopalla! Onorata e commossa ringrazio Rachel Barnacle, di London Alcatraz!

martedì 9 giugno 2009

au claire de la lune



Hat tip: Marco D'Itri

qualche commento alle elezioni

L'ha fatto lui. Io mi limito a sottoscrivere.

lunedì 8 giugno 2009

america, america!

In Europa avanzano - oltre alla destra conservatrice - ogni sorta di feccia razzista e xenofoba, cui ovviamente a pieno titolo inserisco l'orrido partito "antisionista" dell'antisemita Dieudonnè (che non è andato un granché bene, grazie al cielo). Eppure la bloggosfera antisionista locale sente il bisogno di a raschiare il fondo di youtube per dimostrare che gli Israeliani al baretto sono cazzoni e razzisti. Wow, sai che scoperta, fossero poi molto diversi dei barettari di Londra o di Milano...
Israele è in Europa, oggi più che mai, e c'è poco da rallegrarsene visto dov'è l'Europa.

Intanto l'America - che sta un passo in avanti (non è la prima volta, eh?) - incassa il primo ottimo risultato diplomatico: alla faccia di Fiamma Nierenstein, Giorgio Israel, Oliviero Diliberto e compagnia: In Libano perdono gli Hetzbollah, e aspetto speranzosa le elezioni in Iran.

sabato 6 giugno 2009

è bello, è buono, è bravo

Essù, eddai, eccheccevò? E' solo un piccolo voto, epperfavore, ammamma.

mercoledì 3 giugno 2009

i paladini della verità

Ooooh, finalmente spira aria di verità: e je ce meno sopra: da ora in avanti, carcere senza condizionale per i genitori che raccontano ai figli di babbo natale, pena di morte per chi va in giro con il cornetto rosso o si gratta le palle quando passa il carro da morto, che il doppio cieco ha dimostrato che grattare i coglioni non ci protegge punto dalla sfiga.
D'ora in avanti, nella nuova era della fine della menzogna, saranno consentiti solo quei rapporti adulterini dichiarati: l'amante menzognero verrà pubblicamente torturato.
Chiunque arrivi in ritardo ad un appuntamento e racconti una scusa dovrà pagare una multa da 500 euro fino a 2000.
Inoltre insieme all'omeopatia saranno vietati farmaci come il Cebion, che vengono assunti nella fallace idea che abbiano qualche efficacia sul raffreddore: è noto che se si supera la dose di vitamina C che chiunque non sia un marinaio scorbutico può assumere con una alimentazione normale questa NON viene assimilata.
Inoltre saranno proibiti tutti i farmaci per la memoria come l'Acutil, che vengono assunti da maturandi nella speranza di riuscire a compensare la cannabis ma non hanno alcuna efficacia dimostrata.
In via precauzionale saranno altresì proibite le pacche sulle spalle, gli abbracci e i baci a chi ha subito un lutto, in attesa di poter mettere insieme un sufficiente numero vedovi per il trial.

1) Per i pirlotti pronti a balzare come un misirizzi: ovviamente sono favorevolissima a non far caricare il servizio sanitario nazionale di farmaci o terapie che non abbiano passato un accurato vaglio scentifico, nei confronti del quale ho piena fiducia.

domenica 31 maggio 2009

principio di realtà

Dopo dubbi, ripensamenti, indecisioni, arieccomi a votare per un partito la cui politica mi sembra a dir poco discutibile e inefficace.
Mi sarebbe piaciuto - per una volta - contribuire ad una mazzata al Partito Democratico, ma credo che sia un errore pensare che queste europee non siano importanti.
Una vittoria schiacciante del PDL, dopo lo scandalo Mills e il Casoria Gate, darà un messaggio inequivocabile: carta bianca a Berlusconi quasiasi cosa accada, e quel che ne consegue da un punto di vista istituzionale potrebbe non essere bello.
Gli argomenti che ho sono pochi e per nulla attraenti, ma a me paiono solidi e difficilimente discutibili. Provo a rispondere a quel che mi dice chi è stufo e non lo vota più.

Ho sempre votato PDS, Ulivo, Partito Democratico, ma l'argomento del "voto utile" mi ha stufato.

Credo che l'errore di questo ragionamento consista nell'immaginare il partito per cui si vota come una specie di amante da perdonare, punire, premiare, o abbandonare al proprio destino battendo nuovi lidi: il "voto utile" è invece l'unico e solo criterio possibile, sempre: se l'alternativa è tra una secchiata di merda e una di acido muriatico - se pure a malincuore - occorre - per sopravvivere- scegliere la merda.

Dice: ma la merda non mi piace, e preferisco le caramelle. Eh, sapessi quanto piace a me. Dice: tu mi vuoi far sporcare di merda. No, dico solo che l'acido muriatico è peggio, e non c'è una alternativa. E' ne' più ne' meno che il principio di realtà.

E' - questa pretesa di amoreggiare con la propria sovranità come narcisi allo specchio - una caratteristica del tutto italiana, viziata probabilmente dal passato: un blando e tollerabile regime democristiano che lasciava le briciole del potere ad un partito comunista, che non governando poteva mantenere la sua purezza e non scendere a compromessi ideologici: inoltre un sistema proporzionale dove guadargnarsi il governo non era prioritario - grazie al consociativismo - consentiva la sopravvivenza di ogni fede politico-religiosa, dal comunismo al partito-culto dei radicali.

Gli elettori quando votavano partito comunista votavano per il loro ideale ottocentesco, che si sarebbe realizzato un giorno, i radicali il loro avvincente leader dalla favella infiammata e l'occhio ceruleo: a governare intanto ci pensava la DC, nemico bonario ma caritatevole e a suo modo generoso.

Nelle democrazie dove l'alternanza è possibile - invece - non funziona affatto così: in Francia tutto l'elettorato di sinistra votò a malincuore Chirac, per fermare Le Pen: in India i musulmani hanno votato in massa Congresso ben consapevoli del pericolo che rappresentava - per loro - la vittoria dei fondamentalisti indù: un voto, questo dei musulmani indiani assai più "laico" di quei laici che non votarono Rutelli come sindaco di Roma.

Non voto PD perchè è bene che arrivi un messaggio. Quale situazione migliore delle europee, meno importanti delle politiche e delle amministrative?

Ho io stessa, prima di decidermi a rivotare PD, praticato questo argomento. In verità far arrivare un messaggio è più difficile di quanto si possa pensare: neppure la sconfitta di Rutelli al comune di Roma, corredata dalla vittoria di Zingaretti alla regione, è servita a fare "arrivare il messaggio", e ora però ci dobbiamo sopportare una città lurida, alberi tagliati a gogò, feste della polizia e dei carabinieri megagalattiche e dispendiosissime, una politica tutta orientata a favorire il trasporto privato, a discapito dei mezzi pubblici che sono sempre meno efficienti e manutenuti. E non ci consola affatto pensare a quanto sia pulita la coscienza di chi - per non votare quel leccaculo dei preti - ci ha messi in mano all'ex picchiatore fascista.

Probabilmente poi - in chi è portato a interpretare i messaggi pro domo sua - il "messaggio" letto sarebbe semplicemente...che Franceschini ha fallito, e a me invece non pare che il punto sia quello. Franceschini - dopotutto - non è poi così male.

Un modo migliore per fare "arrivare il messaggio", posto che questa volta c'è facoltà di scegliere i candidati, è - perlappunto - scegliere candidati sufficientemente laici e per bene.

Semplice, lineare, efficiente, ficcante.

Non mi riconosco nel Partito Democratico, e quindi voto Sinistra e Libertà.

Premetto che - se pure apprezzi certi aspetti di Sinistra e Libertà - non mi riconosco neppure in quel partito, a partire da personaggi come la Sgrena per arrivare a certe posizioni dei verdi - per esempio quelle riguardo al nucleare - mi pare che mi pare che l'argomento sia un altro. Con ogni probabilità Sinistra e Libertà non arriverà al quorum: votarlo quindi è del tutto inutile.

Non mi riconosco nel Parito Democratico e quindi voto Di Pietro.

Non perchè le sue posizioni riguardo alla giustizia, sulle quali sono teoricamente d'accordo, ma per una sostanziale diffidenza. Di Pietro sembra essere più nemico del Partito Democratico che di Berlusconi: rischia di essere l'ennesimo partitucolo di guastatori, sostanzialmente interessati a mantenersi un posto al sole cavalcando la protesta, più che a governare. La vittoria di Di Pietro sarebbe un balsamo per la destra, che dai suoi megafoni non farebbe che sottolineare - purtroppo a ragione - quanto la sinistra non esista più.

Non mi riconosco in nessun partito, quindi non voto.

Essere fantasmi elettorali è un lusso che ci si può permettere quando le alternative sono praticabili, quando non ci sono rischi costituzionali, quando la democrazia è solida e si ha la certezza che esista un terreno condiviso riguardo a pinzellacchere come la divisione dei poteri o la libertà di stampa.

Non è così per il nostro paese.

venerdì 29 maggio 2009

befana multi culti

Tremate, tremate....

giovedì 28 maggio 2009

similitudini tra i razzistoni e la sinistra sbroc [cit]

Esistono delle curiosi similitudini negli argomenti - pascolando naturalmente tra quelli più tonti - dei razzistoni e della sinistra sbroc [cit: yossarian]

Tra i commenti - e non è la prima volta che sento praticare l'argomento tanto pirlesco - un signore mi chiede se io mi avvalgo di lavoro domestico, e ipotizzando che si tratti di mano d'opera straniera ritiene che io pratichi...lo schiavismo.

Analizziamo il principio informatore del tonto teorema.

Possiamo postulare due sottoprincipi che ne discendono a rigor di logica: chi pratica il tonto teorema mi faccia sapere in quale dei due si ritrova.

prima ipotesi:

I lavori umili sono per loro natura negativi e vergognosi, e affidarli a terzi è equiparabile allo schiavismo.

Dunque essi dovranno essere aboliti per decreto.

Le persone devono funzionare in base ad una rigorosa autarchia, aggiustandosi i loro tetti, spazzando i marciapiedi dove camminano. Nella società nuova dunque si andranno a formare delle turnazioni di tutta la cittadinanza atte a pulire le strade, le metropolitane, le case, aggiustare tetti, pulire spazzacamini, sgorgare le fognature.

seconda ipotesi:

I lavori umili esistono, possono sì essere affidati a terzi, ma solo ed esclusivamente a terzi di pari condizioni socioeconomiche, melaniniche, etniche, culturali, linguistiche e sessuali, per non dare l'impressione di voler discriminare.

Pertanto è consigliabile (se non obbligatorio) per un settentrionale astenersi dal farsi piastrellare il bagno da un meridionale: un italiano non potrà assumere colf straniere, un laureato non potrà farsi sgorgare da un lavandino da chi abbia solo un diploma superiore. Un professore universitario potrà assumere solo personale domestico pari per censo, livello sociale, colore della pelle, nazionalità, e livello di studio, e così un chirurgo, un impiegato o un dentista. In questo modo sarà possibile risolvere anche il problema delle badanti che tanto ci affligge: basterà infatti cercarle nell'albo degli avvocati.

E infine, per rispondere al tonto commentatore: certo che mi faccio aiutare a casa! Il mio sogno, se solo potessi permettermelo, sarebbe una governante - preferibilmente svizzera o altoatesina - a tempo pieno.

domenica 24 maggio 2009

la sinistra trascura i vecchi, e fa anche le puzze

Psalvus aggiunge al mantra di accuse berlusconiane (leninisti, laicisti, radical chic) una nuova accusa, rispolverata per l'impellenza di trovar difetti a chi non vota Berlusconi: la sinistra ha abbandonato i valori: vuole accogliere immigrati perchè abbandona i vecchi al loro destino.

Ora, questo appellarsi ai valori "tradizionali" può essere comprensibile, ma occorre farsi carico dei problemi di "sistema" che questo comporta.

Una famiglia media italiana semplicemente non ha possibilità di sopravvivenza se esclude dalla propria economia il lavoro femminile.

Inoltre gran parte delle famiglie italiane vivono - di fatto - in situazioni urbane e in famiglie mononucleari.

Naturalmente è possibile rimpiangere il bel tempo andato, dove le famiglie erano nuclei allargati, microcosmi e dove il lavoro domestico, i bambini da crescere, gli anziani da curare era suddiviso tra sorelle, cugine, figlie grandi, nonne valide, madri, lavoratrici flessibili e non specializzate, mentre gli uomini faticavano in campagna.

Non sono in grado di rimpiangere un mondo che non conosco - chissà se lo conosce Psalvus - ma che accusi con acrimonia la sinistra di essere causa dell'urbanizzazione, delle famiglie mononucleari, dell'industrialismo, del lavoro femminile e per conseguenza della necessità di affidare gli anziani a terzi, è cosa che mi lascia piuttosto allibita.

Io credo che chiunque amministri una qualsiasi realtà non possa e non debba farlo coltivando un passato mitico o un eden futuro, ma che piuttosto abbia il dovere di migliorare la società a partire da quello che la società è.

Non torneremo nelle campagne a coltivare i campi e a suddividere tra parenti i doveri domestici, e se lo faremo non sarà perchè qualche moralista ci rampogna, ma forse perchè una qualche apocalisse ci annienterà, e non sono sicura che ci sia da augurarselo perchè a sopravvivere saranno in pochi.

Non abbiamo alcuna possibilità - noi che non abbiamo i mezzi e arriviamo a fine mese con i nostri lavori specializzati - di dedicarci ad un anziano malato di alzheiemer a giornata piena.

Se nell'arco della nostra vita facciamo gli avvocati, i dentisti, le maestre o i parrucchieri, non abbiamo ne' la possibilità economica, ne la flessibilità di interrompere le nostre attività per dedicarci ad altre attività. Qua non si tratta di giudicare quanto questo sia bello o sia brutto, semplicemente questa è la nuda realtà dei fatti.

Non è "la sinistra" ad avere inventato la specializzazione del lavoro, ma un sistema industrializzato e urbanizzato, la sinistra casomai dovrebbe avere delle buone idee per amministrarlo.

Si potrebbe - ad esempio - finanziare tentativi di cohousing, di collaborazione condominiale, aprire spazi comuni urbani? Metà dello spazio cittadino di Roma è fatto da terrazze condominiali con tanto di ex ambienti per le cisterne che sono oggetto di liti per stendere i panni, e completamente inutilizzate...sarebbe tanto impensabile incrementare l'uso collettivo di questi spazi, finanziare degli esperimenti di co-housing - altrove praticati e con successo - inventare dei modi nuovi di vivere i legami sociali, che non siano una famiglia allargata che si può rimpiangere fino a strapparsi i capelli ma che - di fatto - non esiste più?

La sinistra - più che rimpiangere valori del bel tempo andato - dovrebbe coltivare i suoi di valori, che sono la cura per la cosa pubblica, la collaborazione, la convivenza civile al di là e oltre lo stretto nucleo familiare.

venerdì 22 maggio 2009

estraneità

Piazzale Flaminio, entro in un bar.

Il cassiere è un giovane magrebino, una signora davanti a me sta pagando, percepisco uno scambio di battute che mi pare sulle prime scherzoso. Me ne disinteresso.
Inizio a bere il mio caffè, a due metri dalla cassa, e non sento nulla.
All'improvviso la tipa esce dal bar e si mette ad urlare che il cameriere l'ha insultata: nel giro di niente si aggrega una anziana signora, che insulta il cassiere e minaccia di chiamare la polizia, un tizio sui cinquanta, che apostrofa il cassiere con "vieni fuori che ti spacco il culo" più un numero indefinito di persone che commentano e insultano il giovane.

Il padrone del bar arriva, teso, cerca di capire cosa è successo.

La verità è che non è successo nulla, se non che uno scambio di battute tra cliente e cassiere ha creato un'onda di linciaggio. Intervengo.

Incazzata.

Spiego al padrone del bar che il cassiere non ha fatto un beneamato cazzo, i linciatori improvvisamente si smontano, l'onda evapora così come era nata.

Qualche giorno fa un autista ATAC mi aveva consigliato di non salire a piedi su collina Fleming (posto per ricconi, NDR) perchè c'era gente che "non è come noi".

Ovviamente mi sono ben guardata dal dargli retta.
Premesso che collina Fleming è pericolosissima, perchè in Italia la speculazione edilizia impedisce di creare marciapiedi anche negli abitati dei super-ricchi, la strada è piena di badanti, di giardinieri, di fattorini. Di immigrati che si fanno il culo e vanno a piedi. Gli abitanti, quelli che sarebbero "come me", a parte il conto in banca, beninteso, vanno in macchina.

Qui ogni minuto che passa aumenta il grado di odio e di degenerazione del tessuto civile, ogni minuto che passa i proclami del leghisti entrano nella carne e nel sangue della gente, e diventano odio inconsulto e insensato.

Sono ebrea, mi è stato raccontato per bene quello che è successo in Italia durante il fascismo, e penso di avere chiaro che cosa significhi diventare capro espiatorio e oggetto di odio.

Sta succedendo di nuovo, e nella stessa forma in cui è successo allora: la gente non ha soldi, non ha lavoro, non ha identità, non ha delle regole in cui riconoscersi come collettività.

Si riconosce solo ed esclusivamente nell'odio, fomentato ogni giorno e sempre di più. Questo paese mi è ogni giorno più estraneo.

mercoledì 20 maggio 2009

lettera ai genitori

Visto che si parla di scuola, e si sente ripetere costantemente che la sinistra non fa nulla e la destra ha buon gioco perchè "riconosce i problemi"- da chi scambia una campagna di marketing per attivismo - mi limito a copincollare una lettera dei presidi del Lazio ai genitori, che circola per le scuole elementari in questi giorni. Chissà che bene farà questa situazione a risolvere "l'emergenza immigrati".

Qua non si tratta di destra o sinistra, il mondo di prima semplicemente sta venendo triturato, e ora ci divertiremo con la sanità.

Faceva schifo, il mondo di prima ma lo rimpiangeremo e pagheremo tutti.

Scuola, una lettera choc a 200.000 genitori

19/05/2009

Questa lettera è stata inviata oggi - martedì 19 maggio - da molti dirigenti scolastici del Lazio ai genitori degli alunni delle loro scuole. Tratta del futuro della scuola. Ha un titolo serio ("Grave situazione finanziaria della scuola") e un contenuto allarmante.

Gentili genitori,

Questa lettera viene inviata contemporaneamente da centinaia di dirigenti scolastici delle scuole statali del Lazio per rendere pubblica la grave emergenza finanziaria in cui si trovano le scuole. Abbiamo pensato di informare direttamente i nostri utenti riassumendo le cause e le conseguenze di questa emergenza.
Le cause dell’emergenza:
A cinque mesi dall’inizio del 2009 non abbiamo avuto neanche un euro per il funzionamento quotidiano delle scuole.
Dal corrente anno i fondi per pagare le supplenze sono stati ridotti del 40%.
Non abbiamo i soldi per pagare le visite fiscali che sono obbligatorie.
Non abbiamo i soldi per i corsi di recupero che sono obbligatori.
Le scuole statali italiane devono avere dallo Stato circa un miliardo di euro per spese legittimamente affrontate negli anni passati e mai rimborsate dall’Amministrazione.
Circa il 52% degli edifici scolastici del Lazio non ha le certificazioni relative alla sicurezza e le aule sono quasi tutte sovraffollate.
A questa situazione si aggiungono i pesanti tagli del personale docente e del personale ATA (bidelli e amministrativi). Nel Lazio: 3.211 docenti in meno già dal prossimo anno scolastico e parecchie centinaia di bidelli ed amministrativi in meno. Tutto questo nonostante l’aumento degli alunni iscritti.
Le conseguenze sui vostri figli:
Scuole costrette ad elemosinare persino la carta igienica e le fotocopie.
Alunni che restano senza docente per un gran numero di ore.
Forte riduzione del recupero scolastico e dei progetti educativi non finanziati direttamente dai genitori.
Azzeramento dell’ora alternativa all’insegnamento della religione nelle scuole medie e alle superiori.
Aule chiuse perché inagibili e progressivo aumento del rischio di incidenti.
Siamo convinti che il problema più grave in questo momento sia la scarsa informazione sulle reali condizioni della Scuola Italiana da parte della società civile (e non solo della politica) che fa sì che si investa poco e male nell’istruzione e nella formazione, uniche garanzie per il futuro del Paese. Per cambiare questa situazione abbiamo bisogno di Voi e del Vostro sostegno.
I Dirigenti scolastici delle scuole faranno di tutto per garantire il diritto allo studio e, nello stesso tempo, il contenimento della spesa. Ma nelle attuali condizioni le due cose non sono più conciliabili.
La Scuola è di tutti noi in quanto genitori, cittadini, lavoratori, operatori. E’ importante intervenire prima che sia troppo tardi. Vi invitiamo allora a diffondere questo appello con tutti i mezzi a disposizione, facendo pressione nei confronti dei diversi soggetti coinvolti: Ministero, Comuni, Province, Regione, forze politiche e sindacali
L’Associazione delle Scuole Autonome del Lazio invierà una lettera ai cinque prefetti della regione, in quanto garanti dei servizi pubblici e convocherà un’apposita conferenza stampa.
Grazie fin d’ora per il vostro sostegno.
Il Dirigente Scolastico



martedì 19 maggio 2009

Bibi è un coglione? Secondo me, sì.

Poco fa, in una discussione su un NG, un mio amico ha sostenuto che la costruzione di nuovi condomini in Cisgiordania da parte di Israele possa essere una "leva" per mantenere in simmetria i rapporti con l'alleato americano.

Francamente trovo che uno degli errori peggiori che si possano fare sia sottovalutare - tra le spinte che portano all'azione - la coglioneria, e cercare motivazioni tattiche elevate: secondo me - sarò una snobbettina di sinistra - gli Israeliani al governo ci hanno in effetti mandato dei coglioni, e quello che ne avranno in cambio sarà politica cogliona.

Ma prendiamo per un attimo in considerazione l'ipotesi che la vena di far cemento in Cisgiordania non sia ripresa per eccitare l'elettorato coglione locale - tipo il Berlusca tutto saturo di figa che tanto avvince le amate sponde - ma per... far vedere i muscoli ad Obama.

Beh, l'intenzione sarebbe diversa, sì, ma parimenti cogliona.

Io credo che - andando sul grossolano - i rapporti tra Israele e Usa si siano fondati sostanzialmente su uno scambio: Israele aveva grazie agli USA cannoni puntati su nemici pericolosissimi, gli USA grazie a Israele avevano cannoni puntati sul petrolio.

Che se a qualcuno puta caso fosse venuta l'idea di fare l'enplain e monopolizzarsi la bumba, o chennesò di orientarsi su altri mercati e alzare la posta, o di far esplodere qualche altro grattacielo, quei cannoni lì erano piazzati in modo parecchio strategico.

La crisi però credo che abbia reso piuttosto evidente che le cose non stanno precisamente così. Il grado di interconnessione dei mercati è talmente fitto e complesso che non puoi eliminare nessun fattore senza mandare in vacca tutto il cucuzzaro, e di brutto. Il petrolio era alle stelle, con la crisi è precipitato...e non c'è stata una Cina emergente che ha preso il posto degli USA. Se gli USA non comprano, la Cina non produce e non compra e tutti fanno la fame.

Naturalmente il fattore coglioneria non sussiste solo in Israele, bisognerà vedere come si metteranno le cose in Iran, ad esempio, e probabilmente questo sarà possibile solo dopo le elezioni, ma se laggiù (non è detto, forse Bibi può solidamente contare su nemici coglioni quanto lui) non entrasse in funzione appieno il fattore coglioneria, e prevalesse la consapevolezza della interconnessione, probabilmente tutto l'afflato integralista, la voglia di usare ricatti con il grande Satana, tutte queste cosine che hanno caratterizzato la politica di quasi tutti i paesi produttori di petrolio, verrebbe a perdere un po' di nerbo.

Se questo fosse vero ci sarebbe un unico anello debole: Israele.

Israele non è un mercato potente come la Cina, gli Usa o la Russia, o l'India, e non ha nessuna materia prima da offrire a alcunchì.

Ci si potrebbe trovare nella singolare situazione in cui Israele continua ad avere bisogno di cannoni puntati contro nemici molto pericolosi, ma gli USA potrebbero avere un interesse assai più blando ad usare l'alleato in medioriente come regina, che verrebbe degradata a pedone.

E questo è il motivo per cui secondo me pensare di mostrare i muscoli ad Obama costruendo un condominio in Cisgiordania, potrebbe essere una bella coglionata.

venerdì 15 maggio 2009

la stoltezza della popololatria

Leggo tra i commenti questa considerazione:

"io credo che i DS prima, e il PD ora siano l'unico esempio di classe politica che pretende di essere votata da persone che manifestatamente disprezza."
Non so quale fossero i sentimenti delle persone per bene tedesche nei confronti di chi - ed era la maggioranza - nel '33 in Germania operò la scelta che portò alla fine della democrazia e alla catastrofe. Quello che è certo - e la storia lo dimostra - è che la democrazia, che è a tutt'ora il migliore dei sistemi possibili, non è in grado di tutelare se' stessa, e talvolta perde forza e si autodistrugge.
Quali considerazioni si possono fare? Se non si crede nel libero arbitrio si considera l'uomo - innocente per definizione e totalmente plagiabile - vittima della storia e non autore, allora non si può disprezzare ma soltanto osservare con sgomento fenomeni che sono paragonabili ai terremoti, ai cataclismi, alle disgrazie naturali.

Se si crede nel libero arbitrio allora si può - eccome - disprezzare chi vota per l'autodistruzione della democrazia, chi ha fede nell'uomo forte, chi rinuncia ad esercitare il proprio senso critico.

A dirla tutta, non ho le idee chiare. Non so se esista o meno il libero arbitrio, e quindi oscillo tra il disprezzo e lo sgomento.

Quello che di per certo so è che "il giudizio del popolo" non è verità, e che la democrazia non sempre ha gli enzimi che occorrono per autoproteggersi. La "popololatria" è - come tutte le forme di idolatria - antitetica di per se' al concetto stesso di democrazia, che implica per definizione la libertà di critica e di pensiero.

giovedì 14 maggio 2009

l'italia è invasa, sì, ma dagli ultracorpi

Pare (la fonte è Ugo Magri stamattina su Prima Pagina, giornalista della Stampa) che il gran parlare di questi giorni intorno all'intercettazione delle navi dei clandestini sia l'ennesimo spottino per fare applaudire il pollesco neo e vetero elettorato leghista e paraleghista. Infatti non è affatto la prima volta ne' il primo governo sotto il quale questo accade, ne' è segno di un nuovo trend che porterà a risolvere il problema dell'immigrazione clandestina: è piuttosto - questo sì - la prima volta che tutto ciò viene baldanzosamente sbandierato come efficientismo governativo.
E' curioso come gli zelanti neo invasi dagli ultracorpi si preoccupino di sviluppare concetti catalaneschi come quello che il terzo mondo dovrebbe smettere di essere terzo mondo per svilupparsi, mentre non si chiedono come mai l'attuale governo non si ponga neppure lontanamente il problema di combattere il lavoro nero - che degli immigrati clandestini si pasce e si nutre - e come mai l'attuale governo tenti in ogni modo di scoraggiare i regolari, partendo dalle tasse per il rinnovo, le difficoltà burocratiche, e nessuna politica di integrazione.
Ma le telefonate a Prima Pagina sono eloquenti: forbiti signori che telefonano perchè gli immigrati "vogliono quelle case popolari che non hanno dato a mio padre" o "rubano il lavoro che hanno tolto a me a cinquant'anni".
Gli ultracorpi sono riusciti a penetrare con tale abilità, nei cervelli delle persone, da farle davvero passare per vere, queste cazzate! In un paese che fin dalla rutilante era craxiana le "case popolari" le riservava - quelle belle - per i propri amici e quelle brutte per i propri autisti, ora la mancata assegnazione delle case popolari diventa "colpa degli immigrati".
E questo isolamento, la mancata integrazione, lo scoraggiare i regolari, il permanere del lavoro nero e degli schiavi che occorrono per mandarlo avanti, verrà pagato col sangue, in un paese dove da qui a poco non si saprà come pagare le pensioni: nel frattempo le schiere dei ultracorpizzati si preparano a premiare il governo con un bell'80% dei consensi.

domenica 10 maggio 2009

due link, così

Due segnalazioni, con la preoccupante sensazione che leggere i blog stia diventando decisamente più interessante che leggere i giornali.
"Dialogo tra un cristiano e un non so", mi pare che il titolo renda superflua la presentazione e Scuola e Povertà, un'analisi delle cause dell'era berlusconiana.

venerdì 8 maggio 2009

il popolo e l'idrovora

C'è una cosa che mi ha rotto i coglioni.
E quando intendo "rotto i coglioni" intendo "fracassato la minchia".

Mi ha sfinito - se vogliamo dirla in modo più elegante.

Ed è lo slogan "la sinistra è radical chic", "la sinistra è snob", "la sinistra dei loft".

Fa parte - insieme a "con l'antiberlusconismo non si va da nessuna parte", di quel vasto repertorio di luoghi comuni cristallizzati che sono la prima e più efficace arma di Berlusconi e delle sue schiere, ripetuto a raffica, fino alla nausea, in ogni contesto.

Particolarmente efficace perchè - essendo uno slogan totalmente vuoto e privo del benchè minimo contenuto - si presta ad essere applicato ad ogni occasione.

Parli di superfetazione delle veline tra i candidati? Sei elitario, perchè le ragazze del popolo vogliono fare le veline.

Sostieni che il decreto sicurezza sia una vaccata? Sei snob perchè gli italiani non ne possono più di avere i negri tra i coglioni.

Pensi che sia curioso che Berlusconi vada a parlare di candidature elettorali alla festa di un signor nessuno? Elitario! Berlusconi vince perchè sta con il popolo.

Ritieni che non sia opportuno consentire alla gente di crostificarsi nuove stanze intorno alla casa? Radical chic ambientalista!

Non c'è tema politico al quale questo spot non venga sistematicamente applicato, con tenacia e ripetitività straordinarie - un vero e proprio bombardamento.

Naturalmente chiamare "club" le sezioni - dopo averle, va detto, annientate - è stata una delle tante vaccate di cattivo gusto inventate da Veltroni, e sono davvero convinta che polverizzare il patrimonio di strutture della sinistra per accontentare le ubbie identitarie di quei quatto sfigati della Margherita sia stato un errore esiziale.

Ovviamente non è sensato risparmiare critiche, soprattutto se si desidera poter votare un partito di centro sinistra in grado di andare al governo. Il partito democratico, rinunciando a stare con i Socialisti Europei, mandando in vacca tutta l'eredità "strutturale" del Partito Comunista, si è votato all'autodistruzione pur di mostrarsi "mondo" di comunismo e poter finalmente abbracciare la DC.

Ma non era una trappola semplice, da cui uscire, perchè i "creativi" dell'altra parte avevano pronta nel repertorio l'altra mitraglia. Fai le sezioni? Sei comunista! Stai coi socialisti europei? Sei comunista. E parliamo di una mitragli a reti unificate.

Non è gente facile da combattere, questo oramai è assodato.

Quello che non capirò mai è cosa porti tanta gente di sinistra a fare propri e a divulgare proprio quegli slogan che - insieme alla "cornucopia berlusconiana", fatta di cemento selvaggio, bellone in parlamento e pistoleros - stanno rendendo invincibile l'idrovora.

mercoledì 6 maggio 2009

tanto per tirarci su

domenica 3 maggio 2009

certi preoccupanti sintomi

Sono solo sensazioni, ma le informazioni sulla pandemia mi appaiono incoerenti.
Mi rendo conto che molte cose non si sanno, e che l'equilibrio tra l'allarmare e il sottovalutare non è facile da raggiungere, da parte delle istituzioni e dei media, ma qua mi pare che i conti non tornino.
La prima incoerenza sembra essere nei numeri. Come è possibile che in Messico ci siano meno di quattrocento casi accertati e nel contempo continuino ad ammalarsi persone appena tornate dal Messico? Si tratta di una semplice "percezione statistica" quindi del tutto inaffidabile, ma a me non pare semplicemente possibile: se ci sono in giro per il mondo trecento viaggiatori che si sono ammalati al ritorno dal Messico, là gli ammalati debbono essere molti di più. Poi non è chiara la virulenza della malattia. Si dice che l'italiano ricoverato abbia avuto un giorno solo di febbre, e che sia guarito. In confronto a come viene descritta questa malattia, l'influenza normale sembra la peste bubbonica. Il virus in un caso passa in un giorno e nell'altro uccide?
Tutti tranquilli, ci dicono, ma poi negli aeroporti i dipendenti indossano la mascherina e un solo caso di influenza porta a mettere un albergo in quarantena. Giorni fa si diceva che in Italia non sarebbe arrivata la pandemia, oggi che arrivata non è virulenta. I farmaci - dice Fazio - non ci sono, e quelli che ci sono servono solo ad alleviare i sintomi. Se presi in tempo - possono accorciare la durata dell'influenza ed evitare la morte.
Ora - io generalmente evito i sintomatici, bisogna però ammettere che la morte è un sintomo piuttosto *importante* le cui conseguenze non sono da sottovalutare.
E i "guariti"? hanno tutti preso farmaci antivirali?
E il tipo ricoverato al Forlanini che - dice il giornalista radiofonico - per fortuna non è stato ricoverato?
E i farmaci, che vanno presi solo a virus conclamato, ma - come spiega un altro giornalista- vengono dati come profilassi ai parenti di un colpito?
Mi pare insomma che - vuoi per imperizia, ignoranza, paura di spaventare, volontà di fare notizia -le informazioni vengono date molto male, e per quel che mi riguarda l'effetto non è per nulla rasserenante.

Qui il post inviato sul newsgroup it.scienza.medicina, per chi volesse seguire lo sviluppo della discussione.

venerdì 1 maggio 2009

comoda comoda

Stamattina ho iniziato a scrivere questo post (clicca per ingrandire):

poi ho interrotto per riprendere nel pomeriggio.
Sono tornata a casa e prima di scrivere ho fatto un giro per blog, e ho letto questo.
Quando si dice che ti risparmiano la fatica.

lunedì 27 aprile 2009

cosa farò da grande

Giro, da Distanti Saluti, questo video divertentissimo e altamente destabilizzante per chi ha un figlio diciottenne e indeciso sul proprio futuro.


Ken Robinson - Do Schools Kill Creativity? from Andrea Benassi on Vimeo.

mercoledì 22 aprile 2009

contenitori di psicosi

Psicocafè propone in due post interessanti la domanda se il pregiudizio e il razzismo siano una vera e propria patologia.

E' una domanda di grande interesse.

La stessa definizione di "patologia psichiatrica" è - come da molto tempo osservato - "sociale": i "critici" della teoria del pregiudizio come patologia osservano che (cito da psicocafè) "fare del pregiudizio una diagnosi psichiatrica sarebbe [...] un passo verso una deprecabile ingegneria sociale, l'attribuzione di malato a chi non si conforma alle norme della società, una sorta di political correctness dei sentimenti umani."

In pratica, è una china scivolosa: lo psicotico è colui il quale non riconosce la realtà condivisa: ma quando è la realtà condivisa ad essere allucinatoria, il paradigma viene ribaltato.

Io credo che il pregiudizio non sia affatto una patologia, ma che sia una indispensabile forma di sistematizzazione di una realtà che altrimenti sarebbe caotica e priva di significato. Quello che piuttosto diventa patologico è il non saper confrontare il pregiudizio con la realtà e correggerlo costantemente. Spesso però il pregiudizio cresce proprio dove non c'è una realtà con cui fare i confronti, come osservato dal post di psicocafè:

La psicologa Margo Monteith dell’ University of Kentucky di Lexington ha scoperto che le persone possono avere pregiudizi contro gruppi sociali dei quali non sanno assolutamente nulla. Ha somministrato un test nel quale i volontari dovevano associare una serie di parole con “America” o con un paese fittizio che lei aveva chiamato “Marisat”.
I volontari associavano più facilmente a Marisat parole come veleno, morte e diavolo, mentre associavano ad America parole come alba, paradiso e lealtà.
E' un fenomeno ben noto dell'antisemitismo, che persisteva e - anzi - fioriva - anche dove di ebrei non ce n'era traccia.

Il razzismo è il pregiudizio che diventa teoria, sistema, ideologia: proprio alcuni giorni fa, riflettendo sulla incredibile storia del dottor Hamer, mi colpiva quanto l'antisemitismo diventasse in realtà un "contenitore" di patologie, una specie di sistema di riciclaggio degli psicotici.

Il pazzo ha fobie, ha manie di persecuzione, sospetti allucinatori: tipicamente si sente oggetto di trame ai suoi danni, ma quando questi aspetti non si "attaccano" ad una teoria condivisa e restano generici, disomogenei e confusi il matto è isolato o - quanto meno - riconosciuto dai più come tale.

Altro destino hanno i matti che incontrano e assumono una teoria razzista.

Il dottor Hamer - medico - perde suo figlio in Corsica, ucciso per errore da Vittorio Emanuele di Savoia. Nei mesi tragici che seguono alla morte del figlio, sviluppa un tumore ai testicoli, e insieme a questo, la teoria che il cancro sia una forma di "guarigione" dal conflitto: che se lasciato a se'stesso, indichi la via di soluzione del conflitto e scompaia da se'.

Una delle tante teorie "alternative", che però nelle mani di un medico "ufficiale", con tanto di licenza a praticare, diventa un'arma letale: infatti Hamer, con la sua teoria, allontana alcuni pazienti - curabili - dalle terapie chirurgiche e chemioterapiche - e li lascia morire tra atroci dolori negando loro anche la morfina, venendo per questo denunciato e arrestato.

A questo punto Hamer per eludere il confronto con la realtà ha bisogno di una teoria persecutoria: se riconoscesse il suo errore dovrebbe riconoscere anche la sua colpa, ma non lo fa e incontra una teoria già preconfezionata che fa perfettamente al caso suo: il complotto ebraico.

Secondo Hamer così gli oncologi - tutti - sono ebrei, e sottoporrebbero i pazienti a chemioterapia per vendicarsi dell'Olocausto. Il complotto oncogiudaico consisterebbe nel negare ai pazienti la cura, mentre tutti gli ebrei (e dunque tutti gli oncologi) userebbero la sua Nuova Medicina Germanica - cioè la sua - per curare se' stessi e i loro figli. Hamer sostiene infatti che mai nessun ebreo si sia sottoposto a chemioterapia.

Ora - se per molti non è difficile catalogare come psicosi la teoria su descritta, per altri - predisposti al pregiudizio - la faccenda si fa un po' più complessa. E Hamer infatti continua a praticare la sua professione di paese europeo in paese europeo, uccidendo pazienti, venendo arrestato e ovviamente gridando al complotto.

E' matto, ma il razzismo gli consente di riciclarsi e di avere seguaci, associazioni che diffondono la sua "teoria" ammiratori, e pazienti - compresi alcuni VIP .

Per questo non mi rassicura che - come fa notare Mastroviti nei commenti due post più giù - spesso chi sposa teorie razzista sia un "caso" umano. Quando la follia incontra un contenitore di psicosi condivise - se pure del tutto incoerente, acquista credibilità e potere, e se la allucinazione diventa realtà condivisa il paradigma è ribaltato, e si può arrivare agli stermini di massa.

domenica 19 aprile 2009

la neurologa e il nirvana

Jill Boylte Taylor è una neuroanatomista americana specializzata nell'analisi post mortem del cervello umano..
In questo video racconta il suo ictus, vissuto dall'interno. Non sono del tutto certa che abbia recuperato integralmente le funzioni dell'emisfero destro, perchè la tipa ci si è abbastanza infreakkettonita. Comunque la trovo strepitosa.

sabato 18 aprile 2009

io, la diabolica regina delle zolle

Non capita sempre, in treno, ma la settimana scorsa - sull'intercity per Torino - i compagni di viaggio erano un autentico piacere. Una gradevole signora romana, sulla sessantina, un suo coetaneo meridionale - un po' aspro ma simpatico - vissuto molti anni in Piemonte, e un tranquillo e piacevole ventiseienne di Pescara. Si parla del più e del meno, il giovane e mio figlio hanno interessi in comune, la musica, e poi la vivibilità di Torino e di Roma, e le chiacchiere scorrono gradevoli e leggere come allegre farfalline.
Quando fatalmente si arriva al terremoto e ognuno parte con le sue.
E chiacchiera che ti richiacchiera, io mi sono svegliato, io no, e le campanelline tintinnavano, e conosco una signora a cui è caduto un quadro in testa....il giovane pescarese - fino a quel momento mite e apparentemente del tutto ragionevole - assume una facies da Mr Hide e con occhio immoto e incarnato livido spara la seguente sentenza:

"D'altra parte è evidente che i terremoti fanno comodo a qualcuno".

Improvvisamente il vagone dell'intercity scompare e io mi ritrovo in it.politica.internazionale. La domanda è sul punto di sbocciare dalle mie labbra, con lingua biforcuta e sorriso sarcastico mi appresto a chiedere: "a chi...giovane ragazzo di Pescara - farebbero comodo i terremoti?" - ma la visione del volto di mio figlio, aduso sì ad una mamma un'anticchia scassaminchia ma non a quel mostro informe ed assassino che solo i NG riescono ad evocare, mi frena.
In fondo non è poi necessario sentire le sgangherate teorie deliranti di "tizio-qualsiasi-che-sembrava-così-simpatico": abbiamo tutti socializzato, andiamo d'amore e d'accordo, a che pro dunque appestare l'aria?

Reprimo il moto compulsivo alla flame, mi esce solo un verso tipo "gnuckm", e mi metto a leggere, dopo aver sorriso tra me e me delle mie paranoie. Di fondo debbo ammetterlo: è la paura di essere - io me personalmente - accusata di smuovere le zolle per qualche mio recondito interesse che io ignoro ma il giovane pescarese sa, che scatenano la mia avversione per il complottismo, avversione che arriva a farmi detestare Matrix ed X-Files senza neppure accorgermi delle innovazioni cinematografiche.

La cosa finisce lì dimenticata finchè oggi cazzeggiando in rete scopro che è proprio così.

E' per minare la moschea di Al Aqsa, che noi andiamo in giro per il globo a smuovere le zolle.

Al sito sono arrivata da Kelebek, dove si discute accanitamente la plausibilità della teoria, copio qui uno dei commenti della discussione scientifica perchè è un capolavoro:

"... io ho subito collegato gli ultimi bombardamenti su Gaza (bombardamenti a tappetto con bombe di ultima generazione di peso notevole... non certo leggere come le noccioline o le piume di un cardellino) con il terremoto in Abruzzo (v. la posizione geografica di Gaza)... ho il sospetto che possa aver contribuito ad accelerare e aumentare il fenomeno, già esistente in loco, dello sciame sismico... gli anziani di una volta solevano dire "non svegliare il can che dorme".
Tempo fa lessi sul giornale di un esperimento fatto in Gran Bretagna... all'ora x tutti gli individui presenti negli edifici scolastici dovevano saltare ... l'esperimento funzionò...il saltare insieme di oltre 1 milione di individui provocò un piccolissimo terremoto registrato dai sismografi... Inevitabili certe conclusioni se si considerano i continui bombardamenti,le trivellazioni, i vari esperimenti di cui noi non sappiamo o altro... e che siamo in più di 6 miliardi di individui a fare di tutto e di più ... concludo dicendo che forse il tizio non ha detto una cazzata...
http://eduseis.na.infn.it/didattica/moduloIII/onde.htm"

venerdì 17 aprile 2009

quasi quasi ci provo anch'io

Che per cantare bene non ci volesse necessariamente un naso greco l'avevo realizzato da un pezzo osservando Barbara Straisand: sono quindi piuttosto colpita dallo straordinario "caso" di Susan Boyle. Leggo su stimati blog, mi arrivano messaggi di cari amici , addirittura telefonate: "hai visto quella tizia, lì, alla trasmissione dei nuovi talenti inglesi?" "Sì, vista" rispondo "ma non è così incredibile che una bruttona canti bene" "sì, certo, beh, ma lei ha proprio l'aria di una casalinga di Glasgow".
Non replico ma rimango sempre più perplessa: perchè mai, di grazia, una casalinga di Glasgow dovrebbe per forza cantar male?
Non faccio in tempo a formulare il pensiero che mi telefona una cara amica "Ehi, ma hai visto alla TV inglese quella che ha vinto il concorso? Incredibile, impossibile, stratosferico, strabiliante! Sembrava proprio la Sora Matalena".
Sempre più perplessa, mi sfugge in nesso: ripasso mentalmente tutti i vecchi ubriaconi montanari trentini, valdostani, furlani col naso rosso come un semaforo, che appena aprivano bocca ti intonavano delle cantighe da commuoverti e farti venire i brividi lungo la schiena.

E' un fenomeno che si chiama "essere intonati" e che non ha niente, ma proprio niente a che vedere ne' con l'allure, ne' con l'età, ne' con la classe sociale. Ma allora... perchè?
E così mi sono immaginata il provino alla trasmissione inglese, stile il famoso provino di "dentone":

Arriva la bruttozza e sulle prime pensano di cassarla, ma - cazzo - proprio come nel famoso caso del talentuoso Sordi la donna vale, oh, se vale.
Solo che - tra i tempi patinati di "Dentone" e oggi ci sono di mezzo anni di reality show, con mocci al naso, ex dive cellulitiche, vecchie contesse che flirtano con i bidelli: non è un epoca oleografica, e dopotutto se ce l'ha fatta (quel cesso di) Arisa, forse si può provare anche con lei: basta mantenere i capelli grigio topo, spettinarli un po' che fa proletario, e infagottarla in un qualche vestitaccio da mercatino...

E'una sceneggiata studiatissima, ma - per qualche motivo che ignoro - nonostante la visibile "costruzione" arriva al cuoricino di tutti, belli e brutti.

Il cesso canterino sale sul palcoscenico e i presentatori scuotono - ad arte - la testa. Dalla giuria una signora sfodera un'espressione di compassione e la telecamera, guarda caso, si sofferma su ogni espressione beffarda, compatita, incredula del pubblico.

Che già lì, fosse anche la brutta in questione stonata come una campana ci sarebbe da prenderli a schiaffi per reimpostare il lato educativo, di questi qui, se non fosse che la faccenda l'è tutta una farsa.

Poi le viene chiesta l'età.

Quarantasette anni fa lei, e dal pubblico si leva un oooh! stupefatto.

Ora, non vorrei mai che si pensasse che questo mi faccia imbufalire perchè ho quarantasette anni, perchè - ebbene sì - ne ho proprio quarantasette.

Ma dico, signori, proprio non l'avete vista quella culona di Tina Turner che quarantasette anni ce li ha - sì - ma per gamba?

E che, all'improvviso in Inghilterra a quarantasette anni si appendono le corde vocali a un chiodo e si diventa sordomuti?

Niente, il pubblico stupisce, scuote la testa, compatisce e prende per il culo finchè la donna canta. E allora sono lacrime e catarsi: il brutto anatroccolo, il rospo che diventa principe, tutto condensato in due minuti di geniale contaminazione tra talent e reality show.

E a questo punto mi chiedo : in fondo non mi ci vorrebbe poi moltissimo a sembrare una vecchia commessa di suk cairota in pensione: basterebbe che smettessi di depilarmi e di usare chemioestetici a gogò sui capelli: 47 ne ho 47, intonata sono intonata - certo qualche lezione di canto ben fatta mi ci vuole - ma cribbio, i dischi vendono, eh?!

domenica 5 aprile 2009

lo zampino di Dio

Eugenio Mastroviti recensisce un film - Knowing - che non ho visto e che, dopo la sua recensione, non andrò mai a vedere: il tema è irritante e Nicholas Cage mi provoca -da sempre - una reazione da shock anafilattico. Mi basta una dose minima a mandarmi in ospedale (guardate la vignetta, da Eugenio, voi che non soffrite di edema di Quinkle: è spettacolare).

Mastroviti commenta così uno dei concetti che - pare - viene propagandato da questo film:

4) Postulare una volontà superiore alla base di tutto per via che la distanza fra Terra e Sole è quella giusta per far sviluppare la vita è come postulare un disegno intelligente perché orecchie e naso sono nella posizione giusta per appoggiarci gli
occhiali.
Postulare una volontà superiore alla base di tutto per via che la distanza fra Terra e Sole è quella giusta è una affermazione straordinariamente cretina, che Eugenio giustamente liquida con una battuta lampo: il design degli occhiali (lui sì, intelligent) è conseguenza della distanza delle orecchie e non causa. Ma il paragone - se pure divertente e azzeccato - non esaurisce l'evidenza dell'idiozia e dell'illogicità dell'assunto di cui sopra, tanto praticato dagli assertori dell'esistenza del ID.
Se la selezione naturale avvantaggia le forme e funzioni più adatte ad un ambiente, gli organismi - allora - tenderanno a vivere in ambienti nei quali una serie di condizioni sono quelle "adatte": è superfluo rilevarlo e non dimostra l'esistenza di alcuna divinità, ma soprattutto è ridicolmente illogico pensare che una cosa possa esistere... là dove non potrebbe esistere! Osservare che la distanza tra il sole e la terra è quella giusta per far vivere flora, fauna e uomo è una tautologia, perchè se così non fosse - se la distanza della terra fosse invece quella sbagliata - non esisterebbe alcun uomo in grado di postulare l'esistenza di Dio o di studiare i meccanismi dell'evoluzione, ne' - e questo dimostra che non tutto il male vien per nuocere - esisterebbe Nicholas Cage.
Esiste ciò che può esistere, non esiste ciò che non può esistere: sai che scoperta, e Dio dove sta?
Un giorno una signora che conosco, che era andata a Lourdes a farsi spillare quattrini nella speranza di guarire un nipote gravemente cerebroleso, al ritorno dal suo viaggio mi spiegò che aveva personalmente assistito ad un miracolo.
Mi raccontò che mentre erano a Lourdes, una notte, si era scatenata una tempesta e un fulmine si era scaricato proprio nel cortile davanti al loro albergo: il fatto che il fulmine si fosse scaricato lì e non sulle loro teste dimostrava che la Madonna li aveva miracolosamente protetti.
Non l'aveva sfiorata l'idea che se fossero rimasti a casa loro invece che andare a Lourdes avrebbero corso meno rischi e - miracolosamente - risparmiato un sacco di soldi. Ogni giorno debbo onorare l'Invisibile perché me ne sto a casa mia invece che a Lourdes a scampare fulmini e perdere soldi?

E se scampare alla morte ogni giorno è un "segno del divino", morire allora cos'è?

A tutt'oggi non esiste nessuno che si sia - legittimamente - iscritto all'UUAR dopo essere morto sotto un fulmine: suppongo che sia anche questa la dimostrazione dell'esistenza di Dio.

mercoledì 1 aprile 2009

massacri monelli

Dov'è sui giornali di oggi la notizia del pakistano massacrato a Tor Bella monaca insieme alla moglie (che ha perso il figlio), da monelli nostrani?
Non fa notizia nemmeno che pochi giorni fa sia successa la stessa cosa a un bengalese, sempre in quel quartiere, e che l'aggressore sia - poverino - agli arresti domiciliari?
Tutto bene, no?
Questo schifo - laddove degli episodi di nera che vedono coinvolti extracomunitari che finiscono in carcere a dispetto del loro DNA si parla per mesi - è semplicemente un invito al massacro.

Se massacrate un immigrato, non ci sarà ne' punizione ne scandalo, ma piccoli rimbrotti sottovoce.

lunedì 30 marzo 2009

bandiere ormonali

Rubo, dal sito delle malvestite, lo splendido logo "heil menopausa", e chiedo a Giulietta di Psicocafè se ci sono ipotesi e ricerche, su questo stretto e solido rapporto - più puntuale e attendibile di un dosaggio ormonale - tra quell'evento e la compulsione a vestire leopardato.

domenica 29 marzo 2009

e il mare batte anche Dio

Amo il mare - 49.000 occorrenze
Amo Dio - 10.900
Amo la montagna - 9.540 occorrenze
Amo mio marito - 7.830 occorrenze
Amo il mio gatto - 5.660 occorrenze
Amo mia moglie - 4.610 occorrenze
Amo me stesso - 4.440
Amo mio figlio - 4.340 occorrenze
Amo il mio cane - 2960 occorrenze
Amo mia figlia - 1.700 occorrenze
Amo il papa - 1350 occorrenze
Amo Berlusconi - 798 occorrenze
Amo Obama - 561 occorrenze
Amo i francobolli - 155 occorrenze
Amo gli scacchi - 152 occorrenze
Amo rosalucsemburg - 2 occorrenze

sabato 28 marzo 2009

serendipity 2

Mi capita, quando lavoro, di fare le ricerche sui temi più impensabili, e ogni tanto trovo delle perle, sul cammino, in modo del tutto casuale.
Cercavo di capire se "mocio" è un nome commerciale della Vileda e se il famoso "mop" - parrucca di straccetti per pulire il pavimento abbia un nome italiano.
E cercando "scopettone", è emersa la copertina di un libro di Sandra Scoppettone, autrice per l'infanzia e giallista disegnato da Louise Fitzhugh, che trovo decisamente strepitosa.
Disegnatrice e - a sua volta - autrice d'avanguardia negli anni '60, la Fitzhugh rifuggiva - e in quegli anni non è poco - dagli stereotipi melensi e buonisti dei racconti per ragazzi e adolescenti. Un suo racconto, che parlava di un innamoramento tra due ragazzine, fu censurato e non ne restano più tracce: d'altronde - quelli eran tempi, sì! Oggi i paesi più civili come il nostro probabilmente la arresterebbero*, mentre i più incivili la metterebbero a morte.
Secondo un sito che la celebra, e che consiglio di visitare, i suoi disegni avrebbero ispirato i Village People.
* Nooooo, scherzo: qui si aprirebbe un dibattito in cui la maggioranza compattamente proporrebbe un decreto d'urgenza anti-perversione per censurare la letteratura per l'infanzia e punire penalmente gli autori colpevoli, e l'opposizione parteciperebbe astenendosi, lasciando libertà di coscienza e eleggendo Castagnetti a capo di una commissione aperta al dialogo.

mercoledì 25 marzo 2009

della strutturalità del superfluo

Nella sostanza non c'è grande differenza tra una copertina di un cellulare e dieci grammi di cardamomo: articoli accessori, superflui, che generano potentemente mercato.
Checchè ne dicono gli avanzi del veteromarxismo antiglobalisti neocattolici, il mondo non è nato ieri.

Le spezie sono semi, frutti, radici, cortecce o sostanze vegetali usate in quantità irrisorie dal punto di vista nutrizionale come additivi per dare sapore ad un alimento.

Le spezie hanno avuto un ruolo importante nella storia sin dalla loro scoperta. Nel mondo antico e medievale erano tra i prodotti di maggior valore, che da soli giustificavano l'apertura di nuove rotte commerciali.

Ah, probabilmente per nessun motivo, gran parte delle spezie iniziano con la C.

Ieri ho fatto un piatto di cipolle glassata africane: la ricetta chiedeva cannella, curcuma, zenzero, zafferano e pepe nero: avevo tutto in casa...da noi il superfluo non manca.

lunedì 23 marzo 2009

tana per borghezio

Da non perdere il documentario francese sulla rinascita delle destre, pubblicato da MMAX. A partire dal settimo minuto, Borghezio - a comizio finito - senza rendersi conto di essere ancora ripreso, dà qualche interessante consiglio ai fascisti francesi sulla via leghista per il potere. Se non l'avessi visto - e sentito - non ci avrei creduto.

sabato 21 marzo 2009

venerdì 20 marzo 2009

come in uno specchio

Incuriosita dal post del mio amico Maus, sono andata nel mio statcounter per vedere se anche da me fossero passate le suorine a guardarsi nude sul mio blog.

Sono passate, le suorine, a guardarsi nude.

mercoledì 18 marzo 2009

è primavera, svegliatevi bambine

E' primavera!
Sbocciano i primi teneri costumi da bagno nelle vetrine, e tutta Roma è un fiorire di verdeggianti manifesti Alemanni. Annuncia, il comitato "Roma Rinasce" che il nostro Sindaco ha addirittura...potato gli alberi - una delle poche attività che avrebbe potuto vantare persino la mai rimpianta amministrazione Carraro, che per quanto delinquenziale si tutelava - come tutti - da possibili cause per omicidio colposo per caduta rami: resta da chiedere con quali soldi il nostro sindaco si faccia propaganda, e se per stampare la carta ricicli i rami potati.

venerdì 13 marzo 2009

del far specchietto in parlamento

Cazzeggiare in rete insegna, tra le altre cose, a raffinare le tecniche insultorie: nelle liti in cui prevale l'insulto sul contenuto (litigare a insulti è pratica che ha una sua bellezza e dignità pur se integralmente inutile, anzi, dannosa) bisogna sempre rilanciare. E' una spirale che deve avvolgersi in un aumento esponenziale del contenuto di cattiveria, e soprattutto sua originalità. L'insulto può essere brillante o trucido, o tutt'e due ma non deve mai...mai...MAI! ricalcare quello del tuo avversario: il modo migliore per sgonfiare il sufflè del proprio ego e consegnare la vittoria al gallo avversario è infatti "fare specchietto".
Ho degli amici che potrebbero tenere dei corsi: qualcuno potrebbe spiegare a Franceschini, che quando qualcuno ti dà "catto-comunista" si fa la figura del niubbo a rispondere con "clerico-fascista". E che siamo, all'Asilo Mariuccia?

mercoledì 11 marzo 2009

a dispetto del mio nick

Nella famosa cena in cui ho cercato - senza alcun successo - di prendere a pizze il Lagorai, sono stata accusata di essere marxista a causa... della mia fiducia nella bontà del sistema democratico.

La cosa mi sorprende non poco, e lasciamo perdere la poco democratica locuzione di "dittatura del proletariato": se c'è qualcosa di lontano dal marxismo, ideologia che vede la storia come progresso verso una meta, è il mio pragmatismo di bassa lega e infimo profilo. Puntare sempre al miglior risultato possibile, quand'anche fosse una merdicchia invece di una merdazza credo abbia poco o nulla a che vedere con la lotta tra classi che porterà senza colpo ferire al sol dell'avvenir.

Lungi dall'essere marxista, inoltre, ritengo il marxismo responsabile di alcuni dei dogmi più pericolosi e duri a morire che infettano il mondo, con particolare riferimento all'Italia.

Per esempio, il dogma che presuppone che le nostre società siano regolate da una "struttura" da cui dipende, e a cui viene informata la "sovrastruttura" non viene necessariamente onorato e praticato solo da vetero marxisti, neo marxiani e simili ma proprio da tutti. Viene considerata "verità" senza bisogno di alcuna dimostrazione.

E' a causa di questo dogma che i capataz del Partito Democratico hanno pensato bene di poter convivere con gentaglia teodem senza venirne triturata, perchè tanto si sa: quel che conta è la struttura, se si è d'accordo su quello il resto - diritti civili, ricerca scientifica, laicità...sono ubbie borghesi di nessuna importanza che casomai e se proprio ci scappa si sistemeranno lungo la marcia verso la meta.

E questo è ancora più paradossale in un contesto in cui - causa crisi - probabilmente davvero da un punto di vista economico ("strutturale", bleargh) visto lo tzunami globale in cui ci troviamo, non c'è da fare granchè a parte aspettare che passi, e comunque si naviga a braccia e nessuno sa che minchia fare... non vedo cosa ci sia di sbagliato nel dedicarsi a trovare sistemi per evitare che si impicchino i negri per le strade, o che un povero cristo debba mettersi da parte i soldi per andare a morire in Svizzera, o che si insegni il creazionismo nelle scuole...sarò borghese, eh, mica lo nego...

tutti uguali, 'sti politici, ma qualcuno è più loquace

Una analisi del tempo di voce accordato ai diversi politici dai telegiornali nazionali, rilevato in legislature diverse.
Perchè - come è ben noto - i politici sono tutti uguali.

date un fucile ai nostri bambini

Presumo che fosse una priorità anche di Veltroni dare la licenza di caccia ai sedicenni, e che Bersani avrebbe proposto il voto ai soli capigruppo, se per caso avessimo avuto loro al governo.

Perchè - come è ben noto - i politici sono tutti uguali.

lunedì 9 marzo 2009

bandiere su piazza cavour

La giornata è di sole, gente a spasso, vigili, una tranquilla domenica come tante.
Loro sono ragazzi del movimento studentesco: tranquilli, sereni, fanno volantinaggio.

Sventolano le bandiere sul banchetto, e sono bandiere italiane e svastiche: d'altra parte il tema del volantinaggio è "combattere l'antifascismo dei testi scolastici".

D'altronde abbiamo un sindaco che porta al collo la croce celtica perchè (come la svastica) è solo un simbolo religioso.

E sono in tanti a non avere votato Rutelli perché come è ben noto "i politici sono tutti uguali".

un ottima idea per l'economia: uccidiamo il paese

L'ultima volta - l'altra sera a Milano - che un mio amico ha espresso la teoria che "i politici sono tutti uguali" ho cercato, dopo una gragnuola di insulti sconclusionati, di ucciderlo.

Non ci sono sfortunatamente riuscita perché questo mio amico ha le caratteristiche - fisiche e psicologiche - delle montagne: qualsiasi tentativo di offesa viene respinto con il suo mero esistere. Se volete sapere cosa intendo dire, provate a dare del qualunquista ad una ammasso porfirico del Lagorai o a stendere con un pugno il Frejus.

La frustrazione di non riuscire ad offendere la montagna è tanto più dolorosa oggi, dove i "politici che sono tutti uguali" si apprestano a salvare la nostra economia...liberalizzando il mattone.

Al di là delle ovvie considerazioni "ecologiche" vorrei sapere in che modo devastare un territorio di un paese che fonda tutte le sue fortune sulla sua bellezza - e sul turismo - sia conveniente dal punto di vista economico.

E vorrei anche capire in che modo si penserebbe di impiegare i futuri disoccupati del terziario - segretarie, cinquantenni e giovani nerd informatici, nella costruzione di sgabuzzi e terrazzini lungo la penisola. Perchè fino a prova contraria la mano d'opera per la costruzione di sgabuzzi è integralmente affidata ad operai stranieri, a tutt'ora.

Ecco, il punto è di una semplicità cristallina: tra la banda di preti incompetenti della sinistra e la banda di preti incompetenti criminali, assassini e ladri della destra io continuo a non avere dubbi, sono meglio i primi, e provo furia illimitata, davvero illimitata, nei confronti di chi rinuncia - per contemplare egocentricamente la purezza della propria coscienza - a vedere la ovvia differenza.

Grazie a chi mi saprà rispondere, io nel frattempo continuo a imprecare contro il Frejus.

domenica 8 marzo 2009

8 marzo

Una sola cosa è più agghiacciante dell'8 marzo: le critiche all'8 marzo.

lunedì 2 marzo 2009

la caccia al tesoro

E' sempre bello quando navigare in rete diventa una caccia al tesoro. Si rincorrono percorsi paralleli, si ricostruisce un puzzle, e alla fine si trova il premio.
Questa volta l'ha trovato MMAX: un piccolo giro d'affari stalinista, firmato probabilmente Comunisti Italiani, e questo mi riporta ad una vecchia caccia al tesoro di Ipazia, che - sarà un caso? - riguardava sempre loro: ci sarebbe da coniare un nuovo termine...non so..."stalinisti liberisti"?

giovedì 26 febbraio 2009

concorrenza tra ronde

Pare che le ronde saranno sponsorizzate. Come fa notare Namib, in un newsgroup:

"Ci sono mezzi più rozzi ed antichi: in fondo, in molte regioni d'Italia, già esistono organizzazioni che "proteggono" a pagamento (ma finora, a causa della nostra Costituzione sovietica, erano malauguratamente illegali) gli abitanti spaventati. Hanno nomi pittoreschi: Camorra, 'Ndrangheta, Mafia, Nuova Corona Unita. Le Ronde del po-pollo IEC (= Inc**ato E Contento) dovranno vedersela con un'agguerrita concorrenza"

lunedì 23 febbraio 2009

rombi futuristi e sol dell'avvenir

Sono reduce da una festa futurista.

Ah, non ci sono andata, intendiamoci, sono reduce perchè viene a farmela sotto casa, Alemanno, la festa futurista - bum bang - il rombo dei motori: Al di là del fatto che la destra anti-culturame ha ben poco da far fruttare, ed è normale che lo sprema, l'effetto di una festa futurista di questi tempi è piuttosto sconcertente. Difficile infatti immaginare niente di più anacronistico: dice, almeno insieme al petrolio finisce l'effetto serra. Col cazzo: Lovelock - che è il più ottimista di tutti - pensa che chi non morirà di guerra o carestia (gente darwinianamente attrezzata, sicuro) potrà forse emigrare ai poli.

Il bello del futuro che abbiamo di fronte è che ci ucciderà di sicuro, non si sa se di guerre, carestie o fumi mefitici, ma bel frattempo, chi ha il gusto dell'orrido può inventare nuove modalità partecipative, o farsi una buona scorta di pop corn e patatine e stare a guardare.

lunedì 16 febbraio 2009

evoluzione buddista

Interessante il post di Eugenio: secondo l'Indipendent, le teoria darwiniane avrebbero una origine buddista. E' interessante: non si riesce a concepire che l'empatia (che è il fondamento dell'etica) sia una qualità universalmente umana, che prescinde dalle formulazioni religiose.

sabato 14 febbraio 2009

o sei fuori o sei dentro

Un interessante descrizione di come si diventa ebrei, senza credere in Dio.

E' esattamente quello che è successo a molti ebrei lontani dalla cultura ebraica e dalla religione durante il fascismo, è quello da cui sono stata risparmiata io essendo convertita alla nascita (mia madre non è ebrea) ed è quello che non è accaduto ad Amery, ebreo senza alcun legame con l'ebraismo, morto suicida dopo Auschwitz, orfano della sua haimat tedesca e deprivato definitivamente della sua anima.

Da parte di molti antisionisti, e paradossalmente di molti ebrei, questo "ritrovarsi" ebrei proprio malgrado e sentirsi tali senza credere e - quel che più conta - senza "osservare", non è visto con simpatia.

I primi pensano che si tratti di uno strano trabocchetto per ottenere qualche non meglio identificato vantaggio. Un passaporto in più, la possibilità di lagnarsi delle persecuzioni, magari un bell'appartamento a Sderot.

I secondi vedono questa identità povera di contenuti culturali e religiosi come una sorta di "resa" all'agenda del nemico. Non si può, dicono, costruire la propria identità sotto il diktat del tuo "nemico".

Io dico invece che non è ne' bello ne' brutto, semplicemente è un dato di fatto "naturale", quasi fisico, e inevitabile. Quando il grado di casino supera una certa soglia la bestia si sveglia e chiede il suo tributo, e se ti chiami Cohen o sei fuori - e devi dichiararti "contro" al di là di ogni possibile equivoco e sfaccettatura - o sei dentro, e fortunatamente finora si può essere "dentro" l'ebraismo senza subire alcun diktat.

Oppure finisci come Amery, senza identità. E allora sei morto.

martedì 10 febbraio 2009

una margherita carnivora

Cari xyz del PD.

Come i miei amici sanno, ho passato anni a far campagna elettorale per voi. Voi PCI, voi PDS, voi DS, voi Ulivo, e voi PD. Non ho mai apprezzato la logica del "tanto peggio tanto meglio", la logica del "voto la mia parrocchietta perché rispondo solo alla mia coscienza".

Ho votato e fatto votare per voi perché eravate una grande forza che voleva governare in alternativa alla destra.

Ora però sento di avere smarrito il senso del votarvi e farvi votare, quindi mi appello a voi perchè mi convinciate che ne vale la pena. Perchè sto pensando anch'io di votare lo sbirro, alle europee.

Provo a spiegarvi perchè sono - perchè siamo - tanto scorati. Provo a spiegarvi perchè ci state perdendo.

La parte DS del Partito Democratico, che sarebbe maggioritaria, sembra totalmente succube della parte minoritaria ex Margherita.
Perchè non si fa valere per il peso che ha, esponendo il partito ad una emorragia elettorale spaventosa?

Ci sono analisi sulla sconfitta di Roma? Perchè a me la sconfitta di Roma sembra evidente: Rutelli ha perso nonostante fosse stato un buon sindaco, perchè è totalmente appiattito su posizioni clericali. La sua posizione riguardo alla agghiacciante legge sulla fecondazione assistita - e non solo - ha lasciato gran parte dei vostri elettori frustrati e profondamente scontenti. Io l'ho votato Rutelli, ma non è stato bello.

Vi dite europeisti, e non riuscite ad associarvi con chi sarebbe naturale associarsi - i socialisti europei - a causa delle ubbie identitarie dei vostri compagni di strada, che non sanno costruirsi un identità se non nella negazione e nella proibizione.

Se continua così, il PD diventerà una versione un po' più grande della margherita. Una margherita carnivora.

Guardandosi poi indietro...bisognava fare una riforma delle TV e non è stata fatta, bisognava fare l'antitrust, e non è stata fatta perchè se no ci facciamo dettare l'agenda da Berlusconi e sembriamo antipatici, bisognava fare una legge su testamento biologico e fare opposizione alla legge sulla fecondazione assistita, non è stata fatta perché se no poi ci perdiamo per strada la Binetti (che ha il compito di convincere Casini a votare Democratico, ma non ci riesce) e tanto noi siamo marxisti e cene fottiamo della sovrastruttura, che tornino pure le mammane tanto si va tutti ad abortire in Svizzera.

La cosa migliore che avete fatto è la riforma della pubblica amministrazione e Bassanini...invece di essere premiato è finito nel dimenticatoio: come mai? Dov'è finito Bassanini?

Si sa che D'alema e Veltroni non si possono vedere, ma la faccenda sembra essere priva di contenuti politici interessanti. Quali sono le loro differenze di vedute, riguardo ai programmi? Riguardo alla loro idea di società? Riguardo ai progetti politici?

Impossibile capirlo.

Dovevate fare delle primarie serie e invece è stata una buffonata preconfezionata. Vi abbiamo votato anche lì, ma non è stata - credetemi - proprio per nulla una festa della democrazia: è stato un rituale vuoto, scontato e triste.

Datemi un buon motivo per votarvi alle europee e per non desiderare di vedervi in agonia, per favore.

sabato 7 febbraio 2009

army dreamers

Va bene. MMAX mi rievoca antiche passioni, posto anch'io la mia di canzone preferita di Kate Bush!

venerdì 6 febbraio 2009

lettera ai cattolici

Cari cattolici.

No, non mi riferisco a tutti i cattolici, insieme astratto, composito e - grazie al cielo - variopinto. Mi riferisco a quei cattolici con cui dovrei condividere le mie sorti politiche, con cui dovrei discutere, con cui dovrei confrontarmi, inevitabilmente. Con cui voglio confrontarmi.

I cattolici di sinistra, i cattolici della Margherita, i cattolici del Partito Democratico.

Provo a vincere la furia che mi fa tremare, in queste ore di tortura, perchè so che i nostri destini sono legati indissolubilmente: condividiamo lo stesso paese e ormai le stesse formazioni politiche. Noi non possiamo fare a meno di voi, e voi non potete fare a meno di noi: il problema è che tutto questo per ora non ha preso una forma possibile, accettabile. Non per me e non per molti altri.
E' lo scoglio principale fondamentale su cui questo neonato partito si è arenato: basti vedere il caso di Roma, con Zingaretti vincente alla regione lazio e Rutelli sconfitto a Roma.
Voi cattolici credete nel libero arbitrio. Io non so se esista, ma quasi mi avete convinto. Ed è da qui che voglio partire, dal libero arbitrio.
Voi cattolici, pur credendo nel libero arbitrio, assomigliate - paradossalmente per la vostra formazione - moltissimo a quegli estremisti - di sinistra o di destra - irriducibili che non essendo capaci di costruire distruggono.
Noi - di voi - sappiamo finora che siete contro l'aborto, contro l'eutanasia, contro la pena di morte, contro la pillola del giorno dopo. Vi abbiamo visto riempire pagine di strali per negare la possibilità di scelta a chi ha una visione della vita e della morte diversa dalla nostra, negando a noi la possibilità di esercitarlo, il libero arbitrio, questa idea rivoluzionaria che voi avete inventato e a cui noi abbiamo voluto e vogliamo credere, nonostante gli scienziati e i filosofi abbiano più di un dubbio.
Molte energie, le vostre, impiegate a decidere in vece nostra, a proibire, forti dei luoghi comuni, di una diffusa paura di perdita di identità e di un grande - immenso potere che opera nel nostro paese: il Vaticano.
E io però oggi voglio dialogare con voi, e per farlo ho proprio bisogno di chiedervi se non provate un briciolo di imbarazzo, un briciolo di vergogna, ad attribuire al "laicismo" una mentalità fondata sul darwinismo sociale, sulla sopravvivenza del forte. Ho un amico malato di sclerosi multipla che è stato in vacanza in Olanda, e gli pareva di volare. Non cammina più, ma una volta segnalato il suo stato aveva chi andava a prenderlo alla stazione, e poteva muoversi ovunque, in ogni strada, museo, mezzo pubblico. Nella laica Olanda, oh miei compagni di strada, esiste la possibilità di praticare l'eutanasia attiva, e questa possibilità di scelta è corredata da una infinita possibilità di vivere e godere la vita da malati, da disabili, da handicappati. Io stessa ricordo che - andando in quel paese - ero rimasta stupita da quante persone in carrozzella si vedessero in giro. E non è che in Olanda ci siano più paralitici che in Italia, è che in Olanda vanno al cinema, al bar, nei ristoranti. Vivono! In Italia - semplicemente - sono costretti a stare a casa a rimirare le loro piaghe da decubito.

Voi, miei compagni di strada, sapete molto bene che il nostro paese, sulla carta così pietoso e così pronto a sposare le cause dei deboli quando si tratta di proibire, se si tratta di agire improvvisamente si ritrova con un braccio cortissimo, e poche e scarse energie.

Siamo - noi italiani - imbarazzantemente arretrati, nel campo dell'aiuto ai disabili, ai più deboli, e voi - se provaste ad avere il coraggio di dire di no ai diktat del Vaticano - e ad uscire dal circolo vizioso della proibizione, potreste dare un immenso contributo a migliorare questo paese, e a far venire la voglia di vivere a chi è più sfortunato, invece che imporre a noi una morale che non ci appartiene privandoci dell'esercizio del libero arbitrio.

Io penso, credo, temo che questo sia un nodo fondamentale, da superare. Non possiamo che fare un pezzo di strada insieme, noi e voi.

Possiamo incominciare da qui? Dal permettere invece che dal proibire, dal costruire invece che dal distruggere?

giovedì 5 febbraio 2009

legalize it

E combatti Hamas: "Mettete delle foglie nei vostri cannoni".