lunedì 3 ottobre 2011

occhi sul mondo

L'occhio tecnologico di google street, automatico e inumano, coglie la verità lasciandola quasi intoccata: ridde di gabbiani, puttane, assassini, colti di sopresa e senza il tempo di mettersi in posa di fronte al robot: ragazzini che al più mostrano l'indice o il culo se sono abbastanza svelti da capire, per sbeffeggiare l'obiettivo e il futuro casuale avventore di google map. L'occhio umano del fotoreporter, invece, orientato politicamente e alla ricerca del dramma mentre osserva la verità la distorce, morbosamente, e la manipola o forse addirittura la genera: presunte vittime e supposti carnefici entrano sul palcoscenico e si mettono in posa e non per sbeffeggiare ma per suscitare pietà, vergogna o paura: e come il fotografo abbassa l'obiettivo, vanno in pausa caffè.

2 commenti:

Günther ha detto...

un bel blog complimenti non mi ero mai soffermato, quello che dici è vero ma capita a volte che anche l'occhio del fotoreporter vede qualcosa che altri non vedono, ha la possbilità di fare conoscere e emglio riconoscere cose che non si vogliono vedere
La spettcolarizzazione della pietà c'è indubbiamente ma per fortuna ogni tanto vediamo anche altro almeno spero di vederlo :-)

rosalux ha detto...

Sì, e la cosa impressionante è quando l'occhio del reporter non solo modifica la foto, ma modifica anche la realtà. Grazie dei complimenti, ti leggo sempre.