domenica 3 maggio 2009

certi preoccupanti sintomi

Sono solo sensazioni, ma le informazioni sulla pandemia mi appaiono incoerenti.
Mi rendo conto che molte cose non si sanno, e che l'equilibrio tra l'allarmare e il sottovalutare non è facile da raggiungere, da parte delle istituzioni e dei media, ma qua mi pare che i conti non tornino.
La prima incoerenza sembra essere nei numeri. Come è possibile che in Messico ci siano meno di quattrocento casi accertati e nel contempo continuino ad ammalarsi persone appena tornate dal Messico? Si tratta di una semplice "percezione statistica" quindi del tutto inaffidabile, ma a me non pare semplicemente possibile: se ci sono in giro per il mondo trecento viaggiatori che si sono ammalati al ritorno dal Messico, là gli ammalati debbono essere molti di più. Poi non è chiara la virulenza della malattia. Si dice che l'italiano ricoverato abbia avuto un giorno solo di febbre, e che sia guarito. In confronto a come viene descritta questa malattia, l'influenza normale sembra la peste bubbonica. Il virus in un caso passa in un giorno e nell'altro uccide?
Tutti tranquilli, ci dicono, ma poi negli aeroporti i dipendenti indossano la mascherina e un solo caso di influenza porta a mettere un albergo in quarantena. Giorni fa si diceva che in Italia non sarebbe arrivata la pandemia, oggi che arrivata non è virulenta. I farmaci - dice Fazio - non ci sono, e quelli che ci sono servono solo ad alleviare i sintomi. Se presi in tempo - possono accorciare la durata dell'influenza ed evitare la morte.
Ora - io generalmente evito i sintomatici, bisogna però ammettere che la morte è un sintomo piuttosto *importante* le cui conseguenze non sono da sottovalutare.
E i "guariti"? hanno tutti preso farmaci antivirali?
E il tipo ricoverato al Forlanini che - dice il giornalista radiofonico - per fortuna non è stato ricoverato?
E i farmaci, che vanno presi solo a virus conclamato, ma - come spiega un altro giornalista- vengono dati come profilassi ai parenti di un colpito?
Mi pare insomma che - vuoi per imperizia, ignoranza, paura di spaventare, volontà di fare notizia -le informazioni vengono date molto male, e per quel che mi riguarda l'effetto non è per nulla rasserenante.

Qui il post inviato sul newsgroup it.scienza.medicina, per chi volesse seguire lo sviluppo della discussione.

9 commenti:

Psalvus ha detto...

Forse è solo un problema di complessità procedurale, che le burocrazie tendono ad aggravare.
Ma non è colpa di nessuno.

La verità giornalistica in questi casi è come le verità processuali: relativa.

gillipixel ha detto...

tutto questo che giustamente registri, Rose, unitamente alla considerazione che viviamo nell'epoca dell'informazione, dà molto da pensare :-)
era meglio quando eravamo meno informati :-D (...l'ultima è una pura provocazione, voluta... :-)

Eugenio Mastroviti ha detto...

Non so, io ho l'impressione che la copertura giornalistica aggiunga confusione. Il fatto che i giornalisti non sappiano, in media, di cosa stanno parlando - confondono medicine e vaccini su basi regolari, ad esempio, sostenendo poi magari che agli ammalati si dà il vaccino e suscitando preoccupazione in chi qualcosa ne capisce e si chiede perchè vaccinare gente già ammalata - di solito è semplicemente irritante ma in questo caso può risultare addirittura pericoloso.

Comunque io continuo ad avere il sospetto che la malattia sia estremamente pericolosa se trasmessa da animale a uomo, ma che la mutazione che l'ha resa trasmissibile da uomo a uomo l'abbia anche resa meno letale.

Yossarian ha detto...

@Eugenio: fra l'altro distribuire Tamiflu come caramelle non mi sembra un'ottima idea, considerato che aumenta le possibilita' che il virus sviluppi una resistenza al farmaco. In secundis, Tamiflu (e Relenza) sono la 'punta di diamante' della farmacologia per combattere infezioni virali di questo tipo. Se finisce che il virus ci si fa gli sciaqui, noi cosa facciamo con i milioni di dosi di Tamiflu e Relenza in stock presso i governi? Gli sciacqui, appunto.

rosalux ha detto...

x Eugenio: Sono assolutamente convinta che gran parte della confusione sia dovuta all'insipienza dei giornalisti riguardo alle questioni scientifiche. Non per quello che riguarda i contagiati "ufficiali" messicani, che sono assolutamente pochi. Probabilmente è dovuto al fatto che l'analisi, presumo costosa e complicata, non viene fatta che ad una parte dei casi.

x yossarian: ti riferisci al fatto che viene usato il Tamiflu come profilassi?

Anonimo ha detto...

@Rosa: beh, diciamo che il governo UK lo ha distribuito alle persone o alla famiglie venute a contatto con persone infette. E secondo me, non si e' trattato di una furbata. Quello e' antibiotico, mica paracetamolo e sicuramente c'e' chi lo prendera' per 'curare'il raffreddore. Inoltre, cacchio, mica siamo alla fase Morte Nera con milioni di morti e le strutture sanitarie al collasso. Il SSN inglese (NHS) poteva limitarsi a monitorare quelle relativamente poche persone venute a contatto con i malati. Io li amo tanto i sudditi di sua maesta', ma credimi, il nostro servizio sanitario fa sembrare quello UK un servizio da terzo mondo. Viva l'asl :-)

Yossarian

Psalvus ha detto...

comunque, l'allarme sta rapidamente rientrando.

Come dice Joni Mitchell: Emilia, it was just a false alarm...

Palmiro Pangloss ha detto...

@Eugenio: ho la fortuna di avere un amico virologo veterinario che si occupa proprio di questo. Mi spiegava che e' proprio cosi': il ricombinarsi nei maiali di virus influenzali aviari, suini e umani ha ridotto la virulenza. La famosa spagnola, mi diceva, era cosi' pericolosa anche e sopratutto perche' passo' direttamente dagli uccelli all'uomo.
@Yossarian: La stessa fonte mi diceva che esistono ceppi di virus influenzali resistenti al Tamiflu, ma curiosamente sono emersi in zone dove il farmaco e' stato usato pochissimo o per nulla mentre in zone come il Giappone dove viene usato come le noccioline non ci sono. Ergo non ci capiscono una mazza.

Eugenio Mastroviti ha detto...

@Yossarian: visti i trionfali risultati di un analogo uso degli antibiotici, dati anche a chi veniva ricoverato per una colica biliare (esperienza quasi personale), che hanno portato l'UK al record mondiale dei superbatteri ospedalieri multi-resistenti, l'NHS si prepara a fare la stessa cosa con i virus...