martedì 13 maggio 2008

gli ebrei e la destra

Non entro nel merito della prima parte del post Tsunami, del buon vecchio Nahum, anche perchè mi dà (se pure acidamente, ma non si può cavare il sangue da una rapa) ragione.
Rispondo invece alla seconda parte del suo post, dove dimostra di avere colto granchè di quello che ho scritto.

Innanzi tutto non ho mai detto di "capire" la disperata volontà di legittimazione di Fini.
Ho detto, casomai, che quel primo gesto - andare in Israele - era stato, anche per me, rassicurante. Grazie a quel gesto Fini abbandonava, e solo a livello simbolico, il suo elettorato più violentemente antisemita al suo destino.
Così è stato: gran parte dei suoi ex camerati oggi lo dipingono come servo del giudaismo mondiale, la lacerazione è stata imponente e definitiva, e sotto ogni profilo positiva.

Sospetta e preoccupante è invece la ridondanza attuale : Sventolar di bandiere e di dichiarazioni, processioni in sinagoga, i naziskin picchiano a morte un poveraccio e Fini non trova niente di meglio che tirar fuori la sinistra antisemita. Proprio così: il filogiudaismo mi puzza e mi allarma: siam quattro gatti, portiamo zero voti, che significato ha questa sovraesposizione? da parte di ex fascisti, poi! E' assolutamente speculare all'ossessione antigiudaica: mi pare una visibile trappola e trovo preoccupante che ci si caschi.

Nahum poi si turba perchè ha l'impressione - del tutto sbagliata - che io voglia suggerire agli ebrei quello che devono fare. No: prendo atto semplicemente di una cosa: gran parte dei rappresentanti istituzionali e pubblici delle comunità ebraiche italiane hanno delle posizioni che non condivido (posso essere incazzata con i miei concittadini e noi non i miei correligionari? E perchè mai?)

Se è lecito criticare e/o disprezzare le posizioni di Moni Ovadia, dovremmo astenerci dal farlo con quelle di Pacifici o Fiamma Nirenstein? Dovrei gioire del fatto che gli ebrei votino e si candidino per gente che dichiara che "i Rom sono una mafia, e che bisogna limitare l'accesso di "certe etnie"", solo perchè sventolano un giorno sì e l'altro pure bandiere israeliane?

Ho - come ebrea - un interesse specifico, sissignore, a non mandare clericofascisti al governo, e non apprezzo i miei correligionari che votano Alemanno perchè la sinistra è "antisemita" (ma chi, Veltroni? Rutelli?)

Chi si rallegra della sovraesposizione degli ebrei e di Israele è egocentrico ed ingenuo.

Quanto al fatto che gli ebrei siano antifascisti per definizione o per propria natura, è qualcosa che non ho mai detto e che è contraddetta dai fatti. Gli ebrei sono stati fascisti esattamente come tutti gli altri italiani: è lecito aggiungere che hanno fatto male?

Che non avevano allora - e non hanno neanche ora - alcun interesse ad associarsi con clericofascisti antidemocratici?

8 commenti:

genseki ha detto...

Mi faccia capire? Tutto questo spot vuol fore dire che lei si vergogna della contiguitá tra certi settori politici e intellettuali dell'ebraismo a gruppi e persone che fanno della xenofobia la loro bandiera?
Invece di vergognarsi non sarebbe il caso di andare a vedere perché questo succede?
Trovo che come categoria di analisi "quello che conviene agli ebrei" sia una delle piu discutibili.
Voglio dire lei non é d'accordo con la xenofobia perchè non è conveniente per gli ebrei, e se lo fosse conveniente, che so io, un domani, allora sarebbe d'accordo. E il fatto che la xenofobia non pare conveniente per romeni, zingari, arabi ed ecuadoriani non ha per lei proprio nessu valore? Nessuno nessuno? Neppure piccino?
genseki

Andrea ha detto...

E certo che si può criticare chiunque, ma il banco di prova è proporre una alternativa. Che alternativa Moni Ovadia possa proporre (o rappresentare) al duo Pacifici-Nirenstein è un bel problema, tu lo hai capito? Io vedo solo una sua gran confusione a proposito di come l'Italia dovrebbe rapportarsi con un certo Paese (uno a caso, eh) del Medio Oriente. Pacifici e Nirenstein hanno su questo argomento, che non è proprio marginale, per un ebreo, le idee molto più chiare.
I fascisti stanno sulle palle anche a me, ma quel che non capisco è perché dare per scontata una imminente ondata antisemita quando proprio non ce ne sono all'orizzonte. Forse di questa ondata antisemita c'è bisogno? Magari ci si dedica ad immaginarla, così, tanto per rafforzare la propria identità...

rosalux ha detto...

x genseki: Tutto questo succede - come dicevo - perchè la destra sventola le bandiere di Israele, e - no, non si tratta affatto di vergogna (io mi vergogno delle mie cazzate, non di quelle altrui) ma di rabbia e preoccupazione. Così come mi preoccupa lo spostamento a destra dei miei concittadini che "non conviene" affatto agli abitanti di Roma. Quanto alla categoria della convenienza (che non è avidità sfrenata) ritengo sia in assoluto - sempre - quella che porta a risultati migliori, anche sotto il profilo etico: se ebrei e arabi badassero esclusivamente alla loro convenienza, conviverebbero in pace e prosperità da moltissimo tempo: invece sono impegnati per un ideale. Se li tenga pure ben cari i suoi ideali, caro Genseki, se le piacciono tanto. Io preferisco vivere.

x andrea: No, Ovadia non rappresenta nessuna alternativa, anzi. Direi che Pacifici e Ovadia sono due rappresentanti emblematici dell'Italietta del cazzo.
Quanto all'ondata antisemita, sono assolutamente certa che ci sarà. Israele è Danzica, si trova su una faglia, solo che nella coscienza delle persone - e non solo quelle di sinistra - viene vissuta non come l'epicentro ma come il terremoto stesso. La giudeofilia e la giudeofobia sono due facce della stessa patologia.

genseki ha detto...

x Rosalux

nel mio post io non contrapponevo ideali a convenienza, se lo rileggi (va bene il tu?) forse te ne converrai. Evidentemente i romani sono convinti che votare gli alamanni convenga loro, se no avrebbero votato diversamente. io sono genovese e vivo in Spagna. Come genovese di convenienza so tutto. Proprio tutto. L'utilitarismo, invece, non mi ha mai convinto. Funziona solo, pare, se si scrive in inglese e mai fuori dai libri. L'utilitarismo teorizzato in tedesco da i brividi, in cinese deve avere un aspetto di fredda crudeltá asiatica. Il fatto è che l'utilitarismo presuppone l'onniscienza del soggetto. Cioè per sapere che cosa sia conveniente tutti i soggetti di un conflitto dovrebbero avere conoscenza assolutamente perfetta e persicua e dettagliata di tutti gli elementi del conflitto. Il che, il va de soi, è impossiblle, mi pare.
Allora gli antichi, per ovviare avevano proposto la politica e l'etica come alternative possibili in svariate combinazioni (cfr. Aristotele) poi sono arrivati gli anglosassoni e il pensiero si è glorificato in Robert Nozick e Milton Friedman.
Grazie per la disponibilitá
genseki

rosalux ha detto...

x genseki: non solo la società, ma la natura si fonda sull'incontro/scontro di una rete di interessi. Interesse del bimbo è far tenerezza all'adulto, interesse dell'adulto è crescere il bimbo, anche quello del vicino, che crescerà il tuo, interesse della femmina di rondine (boh) è l'avere il nido ben costruito, interesse del consumatore è avere un buon rapporto qualità prezzo, interesse del venditore è acccontentare il consumatore: la solidarietà, l'etica, l'empatia stessa si fonda sull'interesse.

Andrea ha detto...

Eh già. Tu sei assolutamente, direi religiosamente, certa, che ci sarà una ondata di antisemitismo. Non se ne vede manco l'ombra, ma per te è imminente. E perché? Ma diamine, è così chiaro, adesso ci sono i fascisti al potere, e i fascisti, come è noto, sono sempre nemici degli ebrei. Questa è esattamente quella opposizione ideale tra Eterno Fascista ed Eterno Ebreo che non serve a capire politicamente un tubo (in politica si ragiona su quel che c'è, non sulle ipotesi apocalittiche); rafforza le identità di chi si sente "mezzaemezza" ma può consolarsi nel venire odiata interamente.
Io, che in Israele ci vivo (da quanto non visiti Danzica?) vedo tutti i giorni evangelici USA di destra dura, tosta e clericale (altro che Alemanno) che non hanno più alcuna voglia di convertire gli ebrei ma solo, per ragioni loro, di appoggiare Israele. Come non vado a sindacare sulle ragioni della sinistra (che si fa le pippe mentali immaginando che i kibbutzim siano il socialismo realizzato) non vado a sindacare nemmeno sulle loro. Fino a ché, beninteso, non si intromettono nelle nostre scelte. Cosa che la sinistra ha il vizio di fare, perché non siamo mai abbastanza pacifisti, per loro; e la destra (da Alemanno agli evangelici) niente affatto.

rosalux ha detto...

No, l'ondata di antisemitismo dipende da fattori che poco c'entrano con la destra o la sinistra: l'instabilità generale mondiale (e italiana ancor più) e la estrema fragilità di Israele, con tutte le sue atomiche. Tu pensi che sia solo la sinistra a "colpevolizzare" Israele dei mali del mondo, mentre è un sentimento del tutto generalizzato, che non ha un cazzo a che vedere con Pesenti. Ma a parte questo, pensi davvero che l'amore neoconista per Israele sia stato utile? Non ti sembra un regalo avvelenato? Ti pare che la situazione in medioriente oggi sia migliore che dieci o quindici anni E se sì, perchè?

falecius ha detto...

"Regalo avvelenato". Anche in questo concordo.
Credo (con Barnavi, che pure è un sionista - laico - adamantino) che l'alleanza strategica USA-IL sia, nel lungo termine, molto più utile a certi interessi di gruppi americani che non a quelli del popolo d'Israele (o del popolo americano, forse; ma qui non ne so abbastanza). Posso dire che l'interesse attuale degli israeliani sarebbe "vivere in pace"; e non credo che Hamas sia l'unica cosa che glielo impedisce.