venerdì 22 dicembre 2006

lo sciopero descritto dagli scioperanti

Boh. Che i giornalisti ci raccontino del loro sciopero con vibranti comunicati in cui dichiarano di voler "tutelare i più deboli" della loro categoria, che si descrivano come angelici e generosi è cosa forse prevedibile, ma assai innervosente, come direbbe il mio amico MMAX. Insomma, conosco qualche pubblicista che riempie pagine di testate tutt'altro che di second'ordine e con paghe davvero da fame, ma tipo dai 5 ai 15 euro ad articolo, e mi risulta che per questi proletari intellettuali l'accesso all'albo sia praticamente impossibile: bisogna infatti per fare l'esame essere già in una redazione, e nelle redazioni entrano i nipoti, i figli, i figli dei figli dei giornalisti. Comunque pochissimi privilegiati. Ora, tra le altre cose i giornalisti si stanno battendo contro l'eliminazione dell'albo, e quindi - a me pare - per tutelare i loro privilegi di casta acquisiti. Allora perché quando sono i tassisti a difendere i loro diritti acquisiti son tutti lì ad accusarli (giustamente) di corporativismo, e quando tocca a loro si descrivono come i paladini dei più deboli?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

bel post rosalux, davvero, ma lo sappiamo purtroppo, più si hanno privilegi, e più ci si fa scudo di coloro che non li hanno, e con grande enfasi, forse proprio per renderli un po meno evidenti, le rivendicazioni che sò, cito a caso, degli operai riguardano solo se stessi, e non sarà un caso.
maria

Varg ha detto...

Semplice; perché le informazioni che abbiamo, le abbiamo dai giornalisti.