domenica 31 dicembre 2006

risposta a lia di haramlik

Aggiornamento 16/1/2007: per seguire tutti i post sull'argomento selezionare l'etichetta (tag) "islamofemminismo" sulla colonna a destra.

Lia commenta il mio post "le norme cappottino" e io interrompo la complessa fattura di antipasti pre-capodanno e accoppiamento calzini pre-partenza e le rispondo qui, in stile usenettiano, cuttando il superfluo (ma l'originale suo è leggibile integralmente al link qui su).
Le parti in blu sono sue, quelle in nero mie.

Non sapevo che il logo lo avessi fatto tu con le tue mani. Chiedo venia e, by the way, ti ringrazio: è molto carino.

Figurati, ci mancherebbe. Comunque citare la fonte è buona regola anche se quella a cui attingi non è primaria.

Avevi scritto tempo fa che un laico, di fronte a storture compiute da gerarchie ecclesiastiche (avevi fatto l'esempio dei preti pedofili, se non ricordo male) si rivolge allo Stato e non alla Chiesa.

Sì. In particolar modo era una risposta a Biani, che si amareggiava per il mancato sostegno dei "laici" alla tua battaglia (prima di allora - personalmente - ti avevo solo preso un po' in giro).

Non credo che spetti ad un laico spingere i religiosi ad un maggior rigore nell'osservanza delle regole della loro comunità. Esempio: trovo molto antipatico che a Welby sia stato negato il funerale religioso, tuttavia sono convinta non spetti a me decidere chi debba o non debba godere del funerale religioso. S
ensato è invece pretendere che venga garantita al paziente la facoltà di rifiutare l'accanimento terapeutico (e eventualmente battersi per una legge in favore dell'eutanasia).

Dal mio punto di vista, il problema che sollevi è risolvibile laicamente solo con una maggiore informazione ed educazione civica, nelle scuole e nelle comunità. Da lì, forse, può partire una riscossa delle comunità, che ne muti le regole e i costumi (o malcostumi) dall'interno.

Secondo me non è vero: non c'è bisogno di essere religiosi per parlare con i religiosi, e la pressione sociale attorno a certi fenomeni ha inciso e incide non poco, nei comportamenti interni e nelle misure che vengono adottate da queste istituzioni. Non credo nelle società fatte a compartimenti stagni.

Si dialoga, si discute, si critica: non esistono compartimenti stagni, le parti sono un enzima, per l'insieme, così come l'insieme è un enzima per le parti: ma sapendo sempre che è opportuno tenere separati campi e competenze. Gli ebrei ortodossi mettono le donne in piccionaia, in sinagoga, e i riformati le incoronano rabbine. Io da laica osservo gli uni e gli altri con maggiore o minore simpatia, ovviamente, ma senza accusare gli uni o gli altri di una osservanza "sbagliata". E secondo quale criterio, scusa? Il mio? Io non sono una fonte, io - se laica - sono un osservatore. Ortodossi e riformati hanno un rapporto fondamentalmente diverso con il Libro, con ciò che è scritto e prescritto: così è. Tu sembri voler sostenere che per l'islam esista una "lettera" non interpretabile: chiara e inequivocabile. Io so poco di ebraismo e nulla di islam, ma mi pare un errore grave e anche molto pericoloso dal punto di vista filosofico ritenere che la lettera sia immutabile, chiara e non interpretabile, per le religioni del libro. La tua battaglia è giusta, Lia. Se ci sono ragazze che patiscono di questo malcostume, informiamole dei loro diritti invece di invocare un oggetto difficile e numinoso come il Corano - da laiche - e per di più con un ex marito mullah. Per quello ti prendevo in giro, e per quello mi ha irritato il Biani quando ha sostenuto che tua battaglia para-religiosa dovesse essere accolta da laici.

Detto in altri termini: un conto è lasciarsi con un uomo, altro è ritrovarsi di fronte a un islam che non è altro che una scatola vuota, e a quei livelli. Nel primo caso, alzi le spalle e passi oltre. Nel secondo, sei hai un decennio di militanza filoislamica alle spalle, c'è poco da passare oltre.

Sei forse in prima linea nella famigerata "guerra di civiltà"? Chi sono i "nemici dell'islam", contro i quali militi, Lia? Che cos'è la "militanza filo-islamica"? Qual è l'islam puro, l'islam "vero" a cui fai riferimento? Per te è davvero una novità l'ipocrisia dei bigotti? Vuoi moralizzare i costumi di una religione a cui non ti sei mai convertita?

Abbiamo una percezione diversa di ciò che è islam, e non è una novità.
A me pare assolutamente immaginario l'islam di questi quattro mullah nostrani che se lo sono tagliato su misura per farci i loro intrallazzi dentro. Se a te pare immaginario il mio, pazienza.

Non pretendo di spiegare qualcosa che non conosco affatto. Mi limito a osservare che i "quattro mullah" sono uno dei tanti islam possibili, forse un islam che non piace a Lia, ma sono islam. Tu invece semplicemente non sei l'islam: ne sei cotta.

Di fatto, non capisco nemmeno quale sia il punto essenziale della tua critica: ritieni che io abbia torto da un punto di vista islamico? O ritieni che, semplicemente, non dovrei avanzare le mie ragioni in quanto "non musulmana"?

Trovo sgradevoli tutte le dispute religiose che non siano combattute da dotti, con fioretto, maestria, humor e competenza. La tua battaglia è giusta, il tuo ricorrere al Corano è - ai miei occhi - ad un tempo presuntuoso e integralista. Spero che ti sia chiaro che non entro nel merito della questione, ma nel metodo.

Poi, guarda: al di là di questo, non ci vuole molto a capire che qui si sta sollevando, tra mille limiti e difficoltà, una questioncella morale che esiste a prescindere da questo caso ma che non poteva sollevarsi se non a partire da qui. Considerala una "Mani Pulite" interna e renditi conto di una cosa che Mmax (sveglio, quel ragazzo...)

Vero? piace un casino anche a me.

h
a capito benissimo: che è come minimo bizzarro, schierarsi contro coloro che vogliono fare pulizia nella nomenklatura dei tuoi "avversari" politici.

Scontro di civiltà? Guerra santa? Lia, i miei avversari politici sono gli integralisti e i bigotti, di certo non i mussulmani tout court.

Tu,
sei una mia avversaria politica.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

chapeau

ipazia

Lia ha detto...

Sì, vabbe': la mia interpretazione "alla lettera" riguarda l'ABC dell'islam, non i suoi meandri. E' specificata a chiare lettere nell'art. 20 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo nell’Islam, traduzione di Hamza Piccardo.
Ma che te lo dico a fare.
Sarà che io sono un'integralista e una bigotta.
Sarà che tu sei una mia avversaria.
"Politica", è un termine che mi pare eccessivo.

Baci.

Lia

Anonimo ha detto...

I miei due cents, qui
http://bloggoanchio.splinder.com/post/10409130/%22Parti+senza+un+tutto%22

MMAX

Anonimo ha detto...

Ops, qui
http://bloggoanchio.splinder.com/post/10409130/%22Parti+senza+un+tutto%22

Anonimo ha detto...

se ne parla anche qui
http://tinyurl.com/v37ah

Le Arabe Felici ha detto...

C’è la sensazione, che diventa col tempo certezza, che i Blog, nati come uno spazio libero di assoluto cazzeggio, diventino un vero e proprio sostituto della propria vita, come se fosse una panacea alla durezza del quotidiano. Qui dentro , basta guardarsi intorno, c’è chi si incazza veramente per qualche reazione non gradita ad un suo post. E la cosa assurda sta tutta nella reazione ad una azione che ha la stessa consistenza del nulla più assoluto. Si parla di offese, insulti, si passano ore a cavillare su aspetti giuridici che non si conoscono neppure, quando non ci si rende conto che siamo burattini di uno stesso carnevale. Si difendono con i denti articoli demenziali, ognuno ha la pretesa di essere un grande scrittore e maitre a penser e di stare declamando i suoi squisiti parti letterari di fronte ad una platea di palati sopraffini. Orsù, ragazzi, un minimo di pudore: qui dentro siamo tutti guitti, nessuno ha capacità o particolari abilità stilistiche. Siamo sofisti in vetrina, se qualcuno di noi della community avesse qualche minima peculiarità artistica non starebbe qui dentro a raccontare i suoi cazzi o a ridisegnare il mondo. Ci vuole pudore, un minimo di conoscenza dei propri limiti, un tantino di senso della vergogna. Ammettiamolo: qui dentro nessuno è capace. Allora arriviamo al sillogismo: in questo proscenio entrano in gioco non le emozioni vere, del quotidiano, del respirarne le sensazioni reali, ma soltanto degli sbiaditi contorni. Raccontiamo la nostra vita non com’è, ma come ci fa piacere ricordarla. Facciamo dei contorni appetitosi, non serviamo mai dei piatti nutrienti.

Qui dentro, bisogna accettarlo gente, ci sono solo pezzi virtuali di carta scarabocchiati di pensieri, talvolta sconnessi, talvolta piacevolmente accettabili. Per quanta anima ci possa essere in uno scritto, questo tale rimane, non ha né odori, né sapori, né occhi , né emozioni, se non quella fugace del momento di chi lo scrive e di chi lo legge. Nessuno conosce l’altro, siamo nick e basta. E come tali passibili di pacche sulle spalle o derisioni, ma assolutamente avulse dal quotidiano reale. E’ sciocco ed anacronistico poter biasimare dei comportamenti irriguardosi nei confronti di chi possa scrivere qualcosa a noi non gradito perché quest’ultimo ha passato un periodo difficile. Tutti lo passano. Tutti hanno le proprie debolezze, le proprie sofferenze, i propri demoni. Ma non qui dentro. Non si pubblicizzano le proprie angosce. Chi le ha le vive nel proprio inferno. Fuori da qui. Qui dentro siamo solo maschere, alcune delle quali magari più somiglianti al viso di chi le indossa, ma nulla di più. A nessuno interessa un cazzo dell’altro, ed è giusto sia così. E’ un mare di inchiostro, pensieri sciolti, frasi, sensazioni del momento. Nulla più.

rosalux ha detto...

Boh, arabe. Io mi diverto un casino a far finta di essere scrittrice, redattrice, giornalista, fotografa, grafica, poetessa, polemista, politica, cambiatrice di mondi. E' gratis e non nuoce. Chi sei tu, dunque, e perchè vuoi scassarmi il giocattolo?

CASTRUCCIO ha detto...

Ma possibile che siate tutti caduti nella trappola del duo lia/daciona?

con questa scusa cercano solo un risultato: quello di far regolamentare in italia, i matrimoni islamici ossia di introdurre nel nostro ordinamento giuridico norme contrarie a quelle di diritto civile, penale e di ordine pubblico oggi vigenti.

Non è un attacco all'islam ma un attacco alla mancanza di regolamentazione. Queste persone dimenticano o fingono di non sapere che queste carenze sono imputabili solo alla mancanza di intese fra islam e stato italiano e la colpa ultima è dell'islam perchè le sue norme religiose contrastano con l'ordinamento giuridico italiano tutto.

dacia valent nel suo blog, ad esempio, lamenta una disparità di diritti fra i figli legittimi e quelli adulterini: anche qui finge di ignorare che dalla riforma del diritto di famiglia (1975) non è più cosi'.

Non cadete nella trappola di lia e di daciona

CASTRUCCIO

castruccio ha detto...

"E' specificata a chiare lettere nell'art. 20 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo nell’Islam, traduzione di Hamza Piccardo"

veramente Piccardo, che notoriamente nn conosce l'arabo, ne ha tradotto una versione inglese, a sua volta tradotta dall'arabo. La dichiarazione dell'islam, poi, è qualcosa di pietoso soprattutto se paragonata a quella vera o meglio "originale".

Se volete, vi posto, punto per punto, una tabella sinottica fra le due dichiarazioni che dimostra come, fra l'altro:

- in nessuna parte si afferma che uccidere è ingiusto... ma solo che uccidere un innocente, con quanto ne consegue, visto che è l'uccisore a decidere chi è innocente o meno :-)

- lo spirito permeante, a chiare lettere, è che un musulmano deve rispettare le leggi del posto dove vive... solo fino a quando non si costituirà una nutrita comunità islamica e, comunque, se queste non sono contrarie al corano

rosalux ha detto...

x castruccio:
se fosse (ma non lo è) un attacco alla mancanza di regolamentazione, a me parrebbe una roba del tutto razionale, di cui se non altro avrebbe senso discutere.

Anonimo ha detto...

Bello questo argomento, e sembra anche molto ben curato questo blog. Da tenere in considerazione.

Edmond

rosalux ha detto...

x Edmond: grassie :-)