lunedì 22 settembre 2008

i ricordi paletto

Pare - leggo su Psicocafè - che si conservino ricordi più vividi del periodo della vita che va dai quindici ai venticinque anni. Tre le ipotesi: la prima è che il cervello sia in quell'epoca al massimo della sua efficienza, la seconda che le esperienze in quel periodo siano particolarmente dense di "prime volte", la terza che quel periodo venga ricordato perchè fonda la nostra identità. Non so se la prima ipotesi sia vera, ma la seconda e la terza per la mia esperienza lo sono senz'altro. Io ricordo bene il periodo tra i quindici e i venticinque anni, in effetti, ma anche il periodo in cui è nato mio figlio - e avevo trent'anni - perchè era una "prima volta" importante e perchè ha cambiato la mia identità. Inoltre, ad esempio, ogni trasloco serve da "paletto temporale", e attorno al ricordo di quel cambiamento, vivido, riescono ad "aggrapparsi" anche altri ricordi parassiti.
A questo proposito, a favore della prima ipotesi ci sarebbe, secondo alcuni studiosi, il fatto che gli stessi eventi storici, estranei cioè alla vita privata, sarebbero fissati meglio in quel periodo della prima giovinezza.
Non sono sicura, però, che questo sia necessariamente una conferma della prima ipotesi: ad esempio ricordo molto bene il giorno del rapimento di Moro, e avevo diciassette anni. Ero a scuola, e la notizia ci venne data dal più fesso della classe: nessuno di noi ci credette. Ma ricordo anche molto bene la prima guerra del Golfo. Avevo appena partorito, e quella guerra - in un momento in cui ero fragile - mi faceva preoccupare, e sentire in pericolo.
In quel caso l'evento storico nella mia memoria si era "aggrappato" ad un ricordo personale particolare. Laddove invece penetra una routine, più facilmente di disperde e si rarefà.

1 commenti:

Giulietta ha detto...

Sono assolutamente d'accordo con te, e con le tue riflessioni, infatti nel post dico che "in media" gli eventi non autobiografici sono privi di valenze individuali, ma ciò non esclude che alcuni le abbiano eccome.
Diciamo che lo studio si basa su un pool di domande talmente vasto che assottiglia la probabilità che tutti gli eventi storici possano essere anche salienti dal punto di vista individuale.