giovedì 11 settembre 2008

tollera il prossimo tuo, se ci riesci

Ho sempre nutrito un certo scetticismo per l'imperativo cristiano di "amare il prossimo".
Una più terrena tolleranza mi parrebbe già un successo meraviglioso, ma forse è perchè - non possedendo immobili - non ho mai partecipato a una riunione di condominio, altrimenti anche quella mi parrebbe utopia.
L'altissimo standard etico richiesto al cattolico è davvero impossibile, a mio avviso, tranne che per pochissime illuminate eccezioni, perchè non richiede una norma di comportamento ma un sentimento, e - come è ben noto - al cuor non si comanda.
E' così che le società che pretendono di fondarsi sull'etica cattolica sono costrette o all'ipocrisia o alla "distrazione" dei sedicenti fedeli dal proprio defatigante dovere religioso. E' da un po' che sospetto che l'enfasi ossessiva posta sulla "famiglia" da parte dei politici cattolici sia una forma di copertura dell'assoluto maniacale autismo che caratterizza ogni giorno di più le nostre relazioni sociali. Al di là di un peloso appello alla solidarietà, che si risolve con la monetina dell'obolo, esiste sempre meno la collettività e la cittadinanza, mentre la "famiglia", il luogo cioè dove si coltivano i propri memi e i propri geni, la fa da padrona.
E' per questo che questo prete, idealista e sincero, e assai scoraggiato, mi ha fatto molta molta simpatia.

10 commenti:

noblogo ha detto...

Mutatis mutandis la vicenda di famiglia cristiana non è lontana dall'episodio del giovane parroco.

C'è una chiesa di base idealista e sincera ... se la nostra sinistra(?) laica(?) sapesse imparare da quella ...
Da ateo penso al ruolo della chiesa di base post conciliare nel 68 e di come abbia contribuito a cambiare il costume e la politica, ma anche alla FUCI all'azione cattolica di un tempo.

Quella chiesa esiste ancora anche se sempre più marginalizzata. Don Gallo, la Caritas ecc ecc...

Invece il partito democratico insegue il cattolicesimo di potere, quello dell'opus dei quello della borghesia dalle mani sudate ed ipocrite.

Anonimo ha detto...

Abbiamo fatto battezzare nostro figlio dopo un anno di riflessione e martellamento da parte dei nonni e una promessa estorta in un momento di grande difficoltà (alla decima ora di un delicato intervento neuro-chirurgico ad un piccolo bimbino di 4 mesi durato altre lunghissime 4)...
ci siamo decisi perchè ci ha pensato un prete così... al suo primo battesimo (nonostante avesse superato da un pezzo la cinquantina) dopo anni di marciapiede, derelitti, criminali, rifiuti umani, galere...
Era piu' impacciato delle mille volte in cui l'ho visto tra siringhe, scabbia e prostitute e mi ha fatto una gran tenerezza.
adesso mio figlio è grandicello e dovrò spiegargli di altri preti e altre storie, che pure ho conosciuto...poi vedrà lui
ciao
F.

Shylock ha detto...

F., era un prete come questo?
http://www.youtube.com/watch?v=6vBadGJp1hQ

psalvus ha detto...

"le società che pretendono di fondarsi sull'etica cattolica..."

una volta la cosa funzionava perche' c'era una "religione" etimologica, costrittiva, impegnativa, autoritaria.

Dopo quarant'anni di critica all'autoritarismo la "religione cattolica" serve solo come testa di turco contro si dirige "l'intolleranza condominiale" di una ideologia delcarpe diem, e della cocaina.

Anche a me piacciono questi preti. E ho un pregiudizio positivo, una simpatia istintiva verso il nuovo papa reazionario.

Aborro la terra di mezzo, le gerarchie ecclesiastiche sui 50 60 anni che fortunatamente si estingueranno con la generazione dei baby boomer.

rosalux ha detto...

psalvus:
"le società che pretendono di fondarsi sull'etica cattolica..."

una volta la cosa funzionava

rosalucsemburg:
l'amore universale predicato da Cristo ha mai funzionato? E quando mai?

psalvus:
Anche a me piacciono questi preti.

rosalucsemburg:
Andiamoci piano, con quell' "anche" e con "questi". Un non può un attimo essere arrendevole con un pretonzolo a caso che subito diventa una estimatrice del nucleo profondo cristiano rappresentato dai preti autentici e poveri. Non ho detto che mi piacciono "quei preti", ma che mi ha fatto simpatia questo specifico prete, in tutto il suo ingenuo idealismo. Le brave persone si trovano *persino* tra i preti.

psalvus ha detto...

non l'amore di cristo, ne' i precetti di benevolenza del buddha hanno mai funzionato. Quello che intendevo dire è che esisteva fino a 40 anni fa una re-ligio, cioe' un collante d'identita' collettiva, evaporato il quale siamo rimasti a girare a vuoto come galline dalle teste tagliate, ligi a fustigarci nei confronti dell'universo mondo.

rosalux ha detto...

non c'è stato il risorgimento? il fascismo? la resistenza? i valori della rivoluzione francese ci hanno lasciati intoccati e immuni, identitariamente? siamo per forza e necessariamente destinati a ricostruire in eterno un passato di identità religiosa ormai posticcia?

farlocca farlocchissima ha detto...

il fatto è che ci si scorda che la frase non è semplicemente "ama il prossimo tuo" ma è "ama il prossimo tuo come te stesso". questo principio mi sembra perfettamente rispettato da una larghissima maggioranza di cattolici e non :-)

psalvus ha detto...

"a ricostruire in eterno"

ma veramente tu credi nell'internazionale futura umanita' che a un certo punto si emancipa dalla morfina dei popoli?! Pazza!


"identità religiosa ormai posticcia"

tutte le identita' sono posticce. Dall'ampolla del dio po sul moncenisio al gonnellino degli scozzesi inventato nell'ottocento (cfr Hobsbawm)

la capacita di riprodursi delle istanze identitarie e' simile alle code delle lucertole: La mato y aparece una mayor, per dirla con silvio rodriguez

rosalux ha detto...

x farlocca farlocchissima:
LOL, sai che non hai tutti i torti?